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Variante di Piano regolatore concernente il "comparto Castione"
Osservazioni al Municipio

A fine agosto il Municipio di Arbedo-Castione ha messo in consultazione una sua proposta di variante del Piano regolatore (PR) finalizzata ad adeguare il progetto di sisitemazione del territorio di Castione alle ultime novità, concernenti in particolare l'area del previsto stadio e della ormai defunta città-mercato dell'imprenditore Iemi, a ovest della ferrovia. Ieri (venerdí 14 ottobre) ho sottoposto al municipio le mie osservazioni in merito, che avevo già trasmesso all'associazione Amica, la quale mi aveva contattato informandomi di aver accolto gran parte delle critiche da me mosse al Municipio. Ora attendo una risposta da parte del Municipio stesso.
 

Ho letto con attenzione, oltre che con ovvio interesse, la circolare che il Municipio di Arbedo-Castione ha distribuito lo scorso 15 settembre agli abitanti del Comune per informarli di una proposta di variante concernente il cosiddetto "comparto di Castione". Data l'ampiezza delle modifiche proposte e il conseguente notevole discostarsi dal progetto iniziale, avrei auspicato che prima di chiedere alla cittadinanza il consenso a proseguire in tale direzione il Municipio spiegasse con la dovuta accuratezza a quali "nuovi aspetti" si riferisce nel suo comunicato: queste due parole nascondono infatti importanti cambiamenti nell'assetto del territorio di Castione, che avranno serie ripercussioni sulla vita di tutti gli abitanti del luogo.

Oltre a parlare di termini astratti quali «formazione, coordinamento, informazione e partecipazione» in riferimento alla LaLPT, sarebbe opportuno che il Municipio prendesse coscienza dei principi ispiratori della legge per tenerne debito conto nel pianificare la destinazione del territorio chiamato ad amministrare, nell'interesse dell'intera comunità. In un recente intervento di fronte al Parlamento cantonale, il Direttore del Dipartimento del territorio parlava delle finalità della LaLPT in termini di «riqualifica del territorio», di «contenimento dell'urbanizzazione diffusa che banalizza il territorio e incide sui costi infrastrutturali gravanti sull'ente pubblico», di paesaggio quale «fattore centrale della qualità di vita e risorsa economica di prim'ordine». Di questi "nuovi aspetti" non ho trovato traccia nella proposta municipale.

Per questi motivi sottopongo al Municipio una serie di osservazioni e domande cui confido darà un'illuminante e rassicurante risposta.

In che misura la Variante tiene conto del Programma d'agglomerato del Bellinzonese (PAB), e in quale misura quest'ultimo è corretto ed esaustivo, considerato ad esempio che nelle schede allegate non figura mai il centro commerciale Lidl che pure occupa una parte significativa e centrale del territorio di Castione (v. schede I 4.2, TIM 2.3)? Per quale motivo la scheda "Comparto Castione. Riqualifica e riassetto aree multifunzionali suburbane" (I 4.2) ignora completamente i centri commericali che si affacciano su via San Bernardino?

Come è calcolata la superficie di vendita sull'insieme del territorio di Arbedo-Castione (quantificata in 25 mila mq), in quale proporzione è suddivisa fra le frazioni di Arbedo e di Castione, e secondo quali criteri? I centri commerciali esistenti (Migros, Coop, Aldi e Lidl, oltre agli altri centri presenti lungo via San Bernardino) sono compresi nel computo? Se cosí non fosse, come lo si giustifica, tenuto conto che già oggi lungo quell'asse stradale il traffico veicolare - causato dai centri stessi - è solo di poco inferiore a quello di via Cantonale (i dati forniti dal Cantone parlano di 7 mila veicoli nel primo caso e 11 mila nel secondo)?

Il previsto spostamento di 8 mila mq di superfici di vendita comporterebbe l'abbandono degli edifici ora adibiti a tale scopo e siti all'interno dell'abitato: è previsto un piano di abbattimento delle costruzioni e di risanamento delle aree che secondo gli intenti del Municipio saranno abbandonate? Chi se ne assumerà i costi? In che modo il Municipio prevede di liberare questi 8 mila mq attualmente occupati dai centri commerciali per restituirli alla loro destinazione naturale di aree residenziali, quando la Coop ha già rifiutato un invito in tal senso e che altri due centri commerciali (Aldi e Lidl) sono di recente costruzione?

Come intende il Municipio realizzare «l'inclusione di gran parte dei contenuti commerciali all'interno di una struttura sportiva» quando la realtà dei fatti parla di una stragrande maggioranza dei centri commerciali già insediata, in ordine rigorosamente sparso e senza il minimo controllo da parte del Municipio, in tutto il territorio di Castione, senza discrimine fra zona commerciale e residenziale e senza la minima pianificazione della rete viaria?

Sono stati calcolati i potenziali introiti per le casse comunali derivanti dall'insediamento dello stadio e dei centri commerciali, a fronte delle spese a carico dell'ente pubblico e dei danni provocati alla popolazione residente e al territorio di Castione? Si è proceduto a valutare, in base alla ormai decennale esperienza della presenza di centri commerciali sul territorio di Castione, se sia economicamente vantaggioso ospitare ulteriori centri commerciali? Nei calcoli si è dato sufficiente spazio al raffronto fra gli ipotetici benefici e i danni causati alla qualità della vita dei residenti e all'ambiente, oltre agli effetti a corto e a lungo termine sul territorio (aumento delle superfici asfaltate, perdita del valore venale dei terreni, eccetera)? Avere a disposizione i dati finanziari aiuterebbe la cittadinanza a farsi un'idea piú chiara di ciò cui va incontro.

L'estensione della zona MSI a est di via san Gottardo non contrasta con il PAB che prevede di limitare i centri commerciali a ovest della ferrovia? La Variante proposta dal Municipio tiene conto del PAB, e altrimenti perché non lo fa?

Dopo la controversia emersa sul completamento dell'area della stazione TILO sull'attuale sedime della ferrovia retica, non ritiene il Municipio difficilmente sostenibile la costruzione di un centro definito "grande generatore di traffico" alla luce della LaLPT che la subordina alla realizzazione della rete viaria e all'integrazione nella rete dei trasporti pubblici (cosa che oggi appare fortemente improbabile)?

Come giustificano il Municipio e il Cantone la necessità di «ridefinire il comparto tra la stazione TILO e la golena» quando non sono nemmeno in grado di garantire che il completamento dei progetti di sistemazione della stazione stessa - previsto in origine entro il 2010 e poi rinviata al 2012 - potrà realizzarsi in tempi ragionevoli?

È stato calcolato l'effettivo ammontare totale dei costi derivanti dall'intera operazione di riassetto dell'area a ovest della ferrovia (e delle relative infrastrutture stradali)? Le infrastrutture previste risponderanno in misura preponderante, se non assoluta, alle necessità del polo commerciale (stadio e commerci) che si vuol insediare nella zona golenale: i costi saranno a carico dell'ente pubblico, quindi della popolazione ticinese, oppure vi parteciperanno, in misura adeguata, anche le società che ne trarranno il maggior profitto? Come si giustificano i costi che graverebbero sull'ente pubblico, quindi sulla popolazione ticinese, dato che gli interventi previsti nell'area a ovest della ferrovia non portano verosimilmente benefici alla popolazione residente?

Perché dei progetti di sistemazione urbanistica e viaria volti a migliorare la vita dei residenti (zone 30 km/h, moderazione del traffico, collegamenti pedonali e ciclabili) non si fa il minimo accenno, mentre ci si concentra unicamente sulle infrastrutture di cui beneficeranno le società che realizzeranno i centri commerciali e l'ipotetico stadio di calcio? Per quale motivo il PAB, nella scheda "Parco urbano attrezzato d'interesse regionale. Spazi pubblici" non contempla alcuna area sul territorio di Castione, salvo i pochi metri occupati dall'attuale campo di calcio? Per quale motivo si è completamente dimenticata tutta la fascia golenale lungo la Moesa? Le aree verdi a nord della zona industriale Mancini&Marti e Otto Scerri sono ancora sottoposte a vincolo?

L'art. 6 cpv. 5 della legge cantonale sulle strade impone che «nell'esecuzione di lavori importanti di sistemazione della rete di strade cantonali, di regola devono essere realizzate, laddove lo sviluppo planimetrico e altimetrico lo consente, tratte corrispondenti di piste ciclabili, possibilmente separate dal campo stradale destinato ad altre componenti del traffico». Il progetto di sistemazione viaria rispetta la norma legale?

Non ritiene il Municipio insensato, oltre che anacronistico, insistere nel proporre interventi che provocano l'aumento del traffico automobilistico quando la situazione è già oltre il limite accettabile (si vedano i dati ufficiali sul tasso d'inquinamento dell'aria, che parlano di valori sistematicamente oltre la soglia massima a causa del traffico veicolare) e quando ovunque ci si è da tempo resi conNon ritiene il Municipio insensato, oltre che anacronistico, insistere nel proporre interventi che provocano l'aumento del traffico automobilistico quando la situazione è già oltre il limite accettabile (si vedano i dati ufficiali sul tasso d'inquinamento dell'aria, che parlano di valori sistematicamente oltre la soglia massima a causa del traffico veicolare) e quando ovunque ci si è da tempo resi conto che occorre trovare soluzioni differenti, anzi diametralmente opposte, per:

Ha ancora senso tentare di ridefinire le zone residenziali dopo lo scempio avvenuto negli anni piú recenti, nella totale inerzia del Municipio? Non ritiene piuttosto il Municipio di essersi mosso in grave e irrecuperabile ritardo, avendo atteso che anche l'ultima grande catena di centri commerciali si fosse insediata nel territorio di Castione in piena zona residenziale (tant'è vero che la sua costruzione è andata di pari passo con quella di una palazzina d'appartamenti, a pochi metri di distanza)? Il rifiuto della Coop di spostarsi in zona golena sembra essere una risposta piú che esaustiva a un'azione del Municipio ormai velleitaria e in partenza svuotata di ogni significato.

Davvero il Municipio ritiene, grazie al futuro stadio e centro commerciale, di poter presentare un "biglietto da visita" di prestigio a chi giunge a Castione da sud quando l'attuale "biglietto da visita" offerto da decenni a chi proviene da nord è costituito da due discariche di rottami (una per ciascun lato della strada)? Non essendo lo stesso Municipio mai stato in grado di risolvere il problema a nord, sulla base di quali presupposti dovrebbe essere in grado di portare a termine quanto progettato a sud? recenti notizie sulla collusione fra questo genere di attività e la criminalità organizzata? Davvero il Municipio vuol definire una "zona franca" per le attività ad alta probabilità di infiltrazioni criminali sul suo territorio?

Infine, come giustifica il Municipio il ritardo nell'informare la popolazione di Castione sulle intenzioni descritte nella Variante. Comparto di Castione con una comunicazione datata 7 settembre ma distribuita solo il 14 settembre e con scadenza il 30 settembre quando la legge prevede che ai cittadini siano dati 30 giorni per esprimersi in merito e la comunicazione poteva essere molto piú tempestiva e completa, a tutto vantaggio dei cittadini e, idealmente, del Municipio?

Fino a quando il Municipio non avrà risposto in modo esaustivo e soddisfacente a queste domande, ritengo imperativo dovermi opporre alla variante proposta.

 

Pagina aggiornata il 15 ottobre 2011 alle ore 22:30

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