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Via Industrie: un sindaco di cui vergognarsi

Il 21 dicembre 2012 in via Industrie avviene la tragedia. Ne hanno parlato i giornali: non la rievoco.

Il sindaco di Arbedo-Castione non perde tempo: il giorno dopo un media elettronico pubblica una sua intervista in cui egli si dice «affranto». Nell'intervista si legge: «Una disgrazia - afferma il sindaco - su una strada dove di pedoni ve ne sono ben pochi e per cui non avevamo mai ricevuto segnalazioni di pericolo. Noi non stiamo cercando delle scuse, ma su quella strada mai avremmo pensato che un bimbo si trovasse ieri sera alle 17.35 in quel punto».

Bugie.

Il 4 ottobre 2009 l'associazione AMICA, dopo aver ricevuto varie segnalazioni del pericolo che quella strada rappresentava, aveva inviato una lettera al municipio. Ecco alcune frasi tratte dalla lettera: «il Comune aveva stanziato 250'000 fr. oltre un anno fa per la nuova pavimentazione di Via Industria, opera eseguita senza aver realizzato i necessari interventi per la messa in sicurezza degli utenti»; «questo tratto stradale è frequentato da numerosi pedoni, ciclisti e da mamme con le carrozzine e bimbi»; «non è necessario dilungarsi oltre per rendere l'idea dell'effettiva pericolosità, basterebbe recarsi sul posto per la verifica»; «Si chiede di prendere in seria considerazione le nostre osservazioni e in termini ragionevoli realizzare questi indispensabili interventi di sicurezza».

Il sindaco non può ignorare questa lettera, perché ha risposto il mese dopo con una lettera che riporta la sua firma. Ecco cosa dice: «lavori piú incisivi (di quanto era stato fatto), soprattutto di moderazione del traffico, non si sono potuti realizzare in quanto non consoni alla funzione principale della strada»; «in questi giorni stiamo valutando la possibilità e l'opportunità di posare almeno una segnaletica di limitazione della velocità a 50 km/h».

Tre anni.

Oggi la strada non ha un marciapiede e non è illuminata a sufficienza. In quanto strada di una zona industriale vi transitano non solo automobili ma anche camion, e la limitazione della velocità lascia il tempo che trova. ovviamente, il municipio non si è piú preoccupato di migliorare la sicurezza dei pedoni.

Ma c'è di peggio.

Gli allievi della scuola media che abitano a Claro e Osogna sono stati invitati a passare da quella strada perché "piú sicura" degli altri percorsi. L'indicazione è arrivata dalla stessa scuola.

Come può il sindaco negare che la strada sia pericolosa? Come può affermare che non si sarebbe aspettato un bambino su quella strada?

Ma soprattutto, come può, proprio lui, chiedere di non strumentalizzare la tragedia quando meno di un giorno dopo si presenta sui media e infila una bugia dopo l'altra, senza vergogna, senza il minimo senso del pudore?

Io mi vergogno, profondamente, di abitare in un comune che si ritrova un sindaco simile.

 

Pagina aggiornata il 23 febbraio 2013 alle ore 21:00
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