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Comunicato stampa del 5 settembre 2012

L'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (AMICA) prende posizione ufficiale dopo la presentazione pubblica del progetto di stadio dell'Associazione calcio Bellinzona (ACB).

Sullo stadio
Nonostante i toni polemici e a volte accusatori usati dai media nei confronti dell'Associazione, dipinta come "nemica dello stadio" o peggio "nemica dell'ACB", la nostra posizione critica si indirizza non tanto sullo stadio in sé che, come presentato alla serata pubblica, è per ora solo «un sogno» (di concreto vi sono solo le immagini create al computer e uno schizzo del progettista ma e rivolta verso la variante vista nella sua globalità). Benché riteniamo che la declamata multifunzionalità dello stadio sia solo una dichiarazione d'intenti da verificare poi nei fatti, AMICA si preoccupa piuttosto dei costi derivanti dall'accesso allo stadio ovvero e delle faraoniche e costosissime infrastrutture stradali. Nel messaggio sulla variante di PR denominata "comparto Castione" il Municipio prevede di spendere oltre 32 milioni di franchi per l'intero progetto di sistemazione del comparto; gli esperti calcolano che queste cifre potranno subire una fluttuazione del 30%, verosimilmente al rialzo (tradotto: i costi potrebbero toccare i 45 milioni). La quota che grava direttamente sul Comune di Arbedo-Castione, cioè sui suoi abitanti, è di almeno 12 milioni, oltre ai contributi di miglioria che i singoli cittadini saranno chiamati a pagare e senza calcolare che la partecipazione del Cantone è comunque a carico, una volta ancora, dei cittadini. Ciò che piú disturba è il fatto che di quella cifra solo una parte minima - circa due milioni di franchi - sarà investita nella sistemazione dell'abitato di Castione, a fronte di oltre 30 milioni spesi per strade, calvalcavia eccetera.
Una spesa del genere per un progetto di valenza non comunale ma regionale può essere sostenuta da una comunità di grandi dimensioni, come la futura "grande Bellinzona": perché allora non attendere fino all'avvenuta aggregazione per realizzarla, distribuendo i costi fra un numero molto piú grande di cittadini?

Sul messaggio municipale
La variante di PR accenna solo marginalmente agli interventi di sistemazione viaria e ambientale nell'abitato di Castione, ritenendoli non prioritari nonostante i cittadini li sentano come una necessità urgente: il Municipio si limita a proporre una limitazione della velocità - e solo su una parte del territorio - e la posa di alberi (proprio cosí!). Non si considerano invece i veri problemi di Castione, cioè la sempre piú rischiosa convivenza di automobili e pedoni, fra cui si contano gli allievi di scuole e asilo, il forte traffico di transito fra i centri commerciali Aldi, Coop e Migros lungo via Cantonale, una strada residenziale usata in modo improprio come asse di transito principale e rovinata da una pianficazione pensata non per migliorare la circolazione dei veicoli ma per renderla, se possibile, ancora piú caotica e pericolosa; né si considera l'altrettanto eccessivo traffico lungo via Corogna (nei pressi della Migros). Infine, nonostante vi siano state da parte nostra alcune proposte concrete per ridurre il traffico e migliorare la vivibilità (di cui alcuni quotidiani hanno già dato notizia), il Municipio non vuole considerare la possibilità di deviare il traffico ai margini dell'abitato collegando direttamente via San Bernardino (ossia tutto il traffico da e per la Mesolcina) a via San Gottardo (verso Bellinzona e la Riviera), una soluzione che ridarebbe finalmente respiro al paese e ai suoi abitanti.
Per quanto concerne la zona industriale, dove dovrebbe sorgere lo stadio, va osservato che insieme ai cinquanta posti di lavoro ipotizzati dai promotori dello stadio stessi occorre considerare gli oltre trecento lavoratori oggi impiegati in quell'area in attività che entrerebbero inevitabilmente in conflitto con quanto prospettato dal Municipio e dai promotori dello stadio.

Sul referendum
Il referendum è uno strumento democratico tipico delle nostre istituzioni che permette al cittadino "sovrano" di decidere in ultima istanza del suo avvenire, quindi di responsabilizzarsi. Chiedendo di sostenere questo referendum, che sarebbe buona cosa se fosse sottoscritto da tutti indipendentemente dall'appartenenza politica a ossequio delle buone regole democratiche, AMICA vuole dare l'opportunità di esprimersi a tutti i cittadini di Arbedo e di Castione (che domani saranno chiamati alla cassa) che dovranno e sapranno decidere del proprio futuro senza demandare a pochi un cambiamento incisivo del proprio territorio il cui potenziale - non dimentichiamolo - è riconsciuto a livello cantonale e rappresenta un'importante riserva per le generazioni future.

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