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Castione e gli alberi: cos'altro dire?

Negli ultimi giorni il municipio di Arbedo-Castione ha mobilitato i suoi pezzi da novanta in un'offensiva mediatica inusuale: da un lato si attacca un'associazione il cui scopo è difendere gli interessi dei cittadini, dall'altro si prendono di mira suoi singoli membri e quei cittadini rei di aver voluto esporre le proprie ragioni al pubblico invece di sussurrarle, o meglio ancora di tacere. Di solito s'impiega l'artiglieria pesante per disperazione, quando si è alle strette e all'orizzonte si profila la sconfitta: dirò in un sussurro che mi auguro sia cosí.

Nulla di grave comunque, abbiamo spalle larghe e spirito gentile, e rimandiamo al mittente le offese rispondendo con i fatti alle quasi verità dei nostri interlocutori. I quali, municipali e consiglieri comunali, invece di fare un esame di coscienza si lamentano quando un cittadino osa dire la sua. E il signor Bollini un esame di coscienza forse dovrebbe farlo, dato che nei decenni in cui la zona residenziale di Castione subiva un costante degrado egli è stato prima sindaco e poi responsabile dei dicasteri traffico e sistemazione territorio.

Ci si perde in critiche fumose sulle cifre (32 o 35 milioni? e perché non 50?) quando lo stesso municipio afferma che i costi sono solo stime e di conseguenza approssimare è doveroso. Ma non si risponde ai punti fondamentali: perché si vogliono spendere milioni di franchi per un cavalcavia e strade a esclusivo vantaggio del progettato stadio se i proprietari dei terreni industriali hanno piú volte affermato che non ne hanno bisogno? Perché all'abitato di Castione si destina una cifra minima (due milioni su 32, o 35, o 50 sono un'inezia!), e perché si nega addirittura che ve ne sia la necessità? Invito il signor Bollini a passeggiare per le vie di Castione: si accorgerà del traffico causato dai centri commerciali, della pianificazione stradale disastrosa, della scarsa sicurezza di vie percorse dagli allievi delle scuole e dell'asilo. E se un giorno vorrà anche dare risposte chiare e soluzioni concrete ai problemi di Castione, sarò lieto di ospitarlo e offrirgli una bibita fresca con cui ristorarsi dopo la camminata.

Quanto alle famigerate strisce gialle, potranno anche rispettare le norme, ma equipararle, come egli fa, alla sicurezza offerta da un marciapiede è secondo me semplicemente ridicolo. Lo potranno confermare gli abitanti dei Comuni vicini, in quelle zone dove è stata effettuata un'intelligente moderazione del traffico: da Bellinzona a Claro, da Gorduno a Lumino, e via dicendo; per rallentare i veicoli e diminuire i rischi per i pedoni servono (lo preciso a vantaggio del mio perplesso interlocutore) non vernice ma marciapiedi, dossi, attraversamenti sicuri, restringimenti di carreggiata e analoghi ostacoli alla circolazione. L'associazione AMICA chiede da tempo questi interventi concreti e utili, ma nel messaggio municipale non ve n'è traccia: si parla invece di alberi, tanti alberi che orneranno le sempre piú trafficate vie di Castione. Cos'altro dire?

(articolo mai pubblicato da LaRegione)

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