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La decisione deve competere ai cittadini

Nelle decisioni più importanti, quelle che avranno effetti fondamentali sulla vita quotidiana e sul futuro di tutti i cittadini, l'ultima parola non può che spettare ai cittadini stessi, senza intermediari e senza deleghe. È questo il fondamento della democrazia: il popolo è sovrano e ha sempre l'ultima parola.

Il mezzo che permette di far sentire la propria voce - lo strumento principale dell'espressione democratica - è il voto. Rinunciare a far uso del diritto sovrano di voto significa rinunciare all'unica occasione di esprimere il proprio giudizio personale sulle tappe fondamentali di una comunità, per delegarlo ad altri: significa insomma rinunciare a essere cittadini e sottomettersi alla volontà altrui. Ed è tramite il referendum chi i cittadini intervengono nella vita pubblica per esercitare il proprio potere. In questi giorni ad Arbedo-Castione si stanno raccogliendo le firme per promuovere il referendum (ossia per far sí che i cittadini possano esprimersi) su due importanti decisioni prese dal Municipio: una modifica del Piano regolatore di Castione e una seconda modifica che definisce un «quartiere a luci rosse».

I promotori del referendum ritengono che queste decisioni siano troppo importanti e straordinarie per lasciare l'ultima parola a un gruppo ristretto di persone, seppur elette dalla popolazione.

Tutti i cittadini del Comune subiranno le conseguenze di quelle decisioni per i prossimi quindici anni almeno, e si tratterà anche di conseguenze finanziarie pesanti. Perciò è imperativo che agli abitanti del Comune sia consentito di esprimersi in prima persona, mediante il voto. Poco importa se quei cittadini sono pro o contro la proposta del Municipio; poco importa se abitano ad Arbedo o a Castione, e a quale schieramento politico appartengono: tutti, senza distinzione, sono cittadini e devono avere il diritto di decidere. Solo questo chiede chi sostiene il referendum.

Le differenze emergeranno al momento di andare a votare, quando il referendum sarà riuscito: lí si ve­drà cosa vorrà il popolo, sostenendo o respingendo le proposte del Municipio. Adesso, invece, i cittadi­ni di Arbedo-Castione devono solo decidere se ritengono giusto che i contenuti di quelle proposte siano decisi da pochi, oppure se l'importanza dei cambiamenti che si prospettano è tale per cui la decisione va rimessa nelle mani del popolo sovrano.

Lo stesso Municipio, a partire dal sindaco e dal responsabile del dicastero che ha elaborato il progetto, è cosciente che quei cambiamenti condizioneranno il futuro del comune: la logica vorrebbe che siano loro i primi a sottoscrivere la do0manda di referendum, essendo loro piú di chiunque altro consapevoli della necessità di assicurarsi che si sta davvero seguendo la volontà popolare.

Per questi motivi invito tutti gli abitanti di Arbedo-Castione a sottoscrivere la domanda di referendum, sia quelli d'accordo con i referendisti, sia coloro che condividono il punto di vista del Municipio. Perché firmare la domanda di referendum non significa opporsi ai messaggi municipali ma dare a tutti i cittadini l'occasione di esprimere direttamente il proprio giudizio e di decidere in piena libertà per il proprio futuro.

(articolo pubblicato dal Corriere del Ticino il 20 novembre 2012)

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