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Spalle larghe, occhi aperti e risposte pronte

Dopo l'attacco verbale di un municipale di Arbedo-Castione che accusava l'Associazione AMICA di mentire e di essere in malafede, tocca ora a un consigliere comunale chiamarci ipocriti moralisti (e in malafede). Nulla di grave, abbiamo spalle larghe e spirito gentile, e rimandiamo al mittente con gesto elegante le parole piú gravi, rispondendo con fatti e dati certi alle quasi verità dei nostri interlocutori. Preso com'era dalla foga di guastarci la giornata quasi primaverile, al nostro concittadino sono sfuggiti alcuni dettagli che prontamente elenchiamo.

  1. Guardiamo ai fatti: Castione non ha bisogno di spostare locali a luci rosse dall'abitato alla periferia, poiché l'unico esercizio di questo tipo si trova già ai confini del Comune (per la gioia dei vicini abitanti di Claro). Semmai tale necessità è sentita da alcuni cittadini di Arbedo, costretti fra tre locali noti per la prostituzione che vi si esercita. Il consigliere comunale e il municipio insieme a lui non hanno niente di meglio da proporre ai nostri sfortunati concittadini che spostare le lucciole (e gli altri insetti al seguito) nel territorio di Castione? Ed è cosí difficile capire perché gli abitanti di Castione non accettano di buon grado quest'idea?
  2. L'insediamento delle luci rosse a Castione non sarebbe comunque possibile, date le norme che regolano la loro presenza negli abitati. Le attuali leggi bastano a garantire i cittadini: lo afferma lo stesso consigliere comunale nel suo articolo, contraddicendo sé stesso; al resto ci sta pensando la magistratura (grazie, procuratore Noseda).
  3. Destinare 14 mila metri quadrati di terreno alla prostituzione (parliamo di tre campi di calcio!) è assurdo, se si pensa che per lo svago dei giovani e degli anziani a Castione vi sono solo pochi metri quadrati: dopo prematura morte della "città-mercato", il municipio vuole forse una "città-bordello", un "megastore del sesso"? Al pensiero dell'immagine che daremo del nostro Cantone oltre frontiera dovremmo rabbrividire tutti. Nel frattempo, dimenticato lo slogan "Siamo tutti Iemi!" il municipio ha imparato a urlare in coro "Siamo tutti Giulini!": attendiamo con terrore il prossimo slogan.

Perché mai Arbedo-Castione dovrebbe proporsi come il primo Comune interessato non ad allontanare ma ad attirare la prostituzione? Come si può ignorare il grido d'allarme sugli interessi della criminalità organizzata nell'ambiente della prostituzione? Fa specie che proprio il signor Castelnuovo, che come insegnante è chiamato a trasmettere ai giovani i valori piú alti che una società esprime, non si profili contro l'esercizio della prostituzione che, al di là di ogni facile e ipocrita moralismo, non può essere in alcun modo consiviso. Da parte sua ci saremmo aspettati un deciso rifiuto di una pratica fondata sull'umiliazione, la violenza e lo sfruttamento delle donne. Non è semplice moralismo ma senso della dignità umana e rispetto degli altri, a maggior ragione quando gli altri sono donne, straniere, in situazioni economiche precarie e vittime del crimine. Chi è ipocrita, noi o chi cerca di nascondere il problema in un angolo, lontano dalla vista, meglio se a casa dei vicini?

Un consigliere comunale dovrebbe agire nell'interesse dell'intera comunità invece che favorire in modo cosí evidente una parte di essa sostenendo la proposta del municipio, il cui intento di spostare i locali a luci rosse da Arbedo a Castione è sotto gli occhi di tutti. Gli abitanti di Castione non possono accettarlo; confidiamo che anche i concittadini di Arbedo decidano, loro almeno, non sulla base di gretti interessi personali ma per il bene di tutti. In ogni caso, noi continueremo ad impegnarci affinché nelle decisioni che contano i cittadini possano dire la loro, a favore o contro. Il referendum non è un voto di sfiducia verso gli organi istituzionali, né una decisione definitiva: è lo strumento con cui noi cittadini esercitiamo il nostro diritto di decidere. Quindi facciamone uso.

PS: Castione e Arbedo sono un solo Comune, signor consigliere comunale, quindi i votanti non saranno solo i 700 iscritti in catalogo di Castione.

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