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I progetti aggregativi di Arbedo-Castione

 

3 luglio 2012

Grande Bellinzona, in dieci dicono sì

Istanza d'aggregazione inoltrata al Consiglio di Stato a novembre

Arbedo-Castione, Bellinzona, Cadenazzo, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Sementina. Sono questi i dieci Comuni che già ora sono pronti a compiere il primo importante passo formale per dar vita alla Grande Bellinzona inoltrando l'istanza d'aggregazione al Consiglio di Stato. Un passo storico, hanno affermato all'unisono Andrea Bersani, sindaco di Giubiasco, e Mario Branda, suo omologo di Bellinzona. E per evitare che da storico diventi falso, primo di compierlo s'è deciso di attendere fino a novembre. In questo lasso di tempo i Comuni che per il momento rimangono alla finestra potranno decidere se aggiungersi al gruppo dei dieci che intende muoversi spedito verso l'aggregazione. E ci riferiamo a Lumino, Camorino, Pianezzo, Preonzo e Sant'Antonio. Discorso ancora diverso per Sant'Antonino che, avendo il moltiplicatore di gran lunga più basso di tutto il distretto, prima di esprimersi ha deciso di consultare i suoi abitanti. Anche Monte Carasso, pur partecipando allo studio, ritiene prematuro pronunciarsi sull'istanza d'aggregazione entro i termini fissati dal gruppo di lavoro.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

17 marzo 2012

L'iniziativa per le nuove città e le aggregazioni nel Bellinzonese

Quando mancano pochissimi giorni al lancio ufficiale dell'iniziativa popolare costituzionale «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona» (che si propone fra l'altro di aggregare 17 Comuni del Bellinzonese), ecco che i Municipi di 15 Comuni del Bellinzonese (esclusi Arbedo/Castione e Gnosca) presentano uno studio che illustra diversi possibili scenari di aggregazione fra questi Comuni.

Si potrebbe pensare che questa concomitanza sia solo una fortuita coincidenza, ma non credo che sia così. «Ghiringhelli e la sua iniziativa arrivano tardi» ha osservato il sindaco di Giubiasco, Andrea Bersani, soddisfatto di essere partito per primo (l'importante non è però chi sia partito per primo, ma che qualcuno arrivi al traguardo...). Dietro la scelta del momento per l'annuncio si celava dunque probabilmente l'intenzione di lanciare il seguente messaggio sublimale: «non firmate l'iniziativa Ghiringhelli perché è stata superata dagli eventi, e perché noi arriveremo ad aggregare i Comuni in tempi più rapidi».
Sarebbe un grave errore se quei cittadini del Bellinzonese che sono favorevoli alla creazione in tempi non biblici di una nuova città composta da tutti i 17 Comuni del comprensorio credessero che il più sia ormai fatto. Eh sì, perché contrariamente a quel che molti potrebbero pensare l'iter auspicato dai rappresentanti dei Municipi è ancora lungo e incerto. Difatti lo studio presentato alla stampa è solo un documento preliminare che presenta dei possibili scenari aggregativi e che non è finalizzato a una votazione consultiva. Prima di poter portare i cittadini al voto occorrerà che i nuovi Municipi e/o Consigli comunali che entreranno in carica dopo il 1 aprile presentino ufficialmente al Cantone un'istanza di aggregazione, indicando quanti e quali Comuni dovranno essere coinvolti in prima battuta (ciò che nello studio preliminare appena presentato si è evitato di fare): e v'è da scommettere che a quel momento cominceranno i problemi, le discussioni e le divisioni. Poi, sempre che almeno qualche Comune riesca a mettersi d'accordo, bisognerà allestire un altro costoso studio di aggregazione comprendente i Comuni che vi avranno aderito, e forse entro il 2015 si arriverà finalmente a una votazione consultiva che potrebbe mandare all'aria tutto il progetto (come successo nel Locarnese) o che in caso di risultato solo parzialmente positivo potrebbe indurre il Gran Consiglio a procedere a un'aggregazione coatta. E comunque, ben che vada, non si farà subito un'aggregazione di tutti i 17 Comuni, come invece propone l'iniziativa: ipotesi che difatti è stata definita irrealistica dagli stessi interessati, e raggiungibile solo a tappe prevedibilmente assai lunghe.
Ecco perché, data l'incertezza e lo spezzettamento di questo progetto, molti cittadini favorevoli alla creazione in tempi brevi di una nuova grande città composta dagli attuali 16 Comuni del distretto (+ Claro), potrebbero già fra qual che mese pentirsi di non aver contribuito alla riuscita dell'iniziativa del sottoscritto e di non aver così tenuta aperta un'opzione che avrebbe contribuito a dare una spinta anche al progetto portato avanti dai Municipi.
A me sembra evidente che una proposta non esclude l'altra e che entrambe, pur seguendo strade e tempi diversi, perseguono lo stesso costruttivo scopo e sono sussidiarie fra di loro, perché se una dovesse fallire rimarrebbe l'altra. Per questo motivo, io sarei contento se dopo il 1. aprile i nuovi Municipi trovassero velocemente un accordo e giungessero in tempi rapidi a ottenere quanto chiede la mia iniziativa. Mi spiace però constatare che essi non solo non appoggino l'iniziativa ma più o meno velatamente invitino a boicottarla. Questo atteggiamento un po' ambiguo e incoerente mi fa nascere il sospetto che l'improvvisa declamata volontà aggregazionista - dopo anni di tira e molla e di studi finiti nei cassetti - sia in realtà solo un alibi mirante a impedire che l'iniziativa raccolga le firme necessarie, in modo da (una volta sventato il «pericolo») lasciare le cose come stanno, o quasi.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

28 ottobre 2011

"Prima dello stadio si faccia la fusione"

Nuova arena Acb, l'Amica invita il Municipio di Arbedo/Castione ad aggregarsi con Bellinzona
L'Associazione per il miglioramento ambientale (Amica) ed i suoi membri singolarmente respingono la variante bis di Piano regolatore del comparto di Castione, nonostante sia stata nel frattempo esclusa la "città/mercato" che era il progetto più avversato.

Il Municipio è "in balia del magnate di turno o del gruppo d'investitori anonimi che però impongono scelte e condizioni a loro favorevoli su tutto il territorio e inaccettabili per i residenti" invece di favorire insediamenti produttivi significativi. Una stroncatura su tutta la linea. L'Associazione per il miglioramento ambientale (Amica) ed i suoi membri singolarmente respingono la variante bis di Piano regolatore del comparto di Castione, nonostante sia stata nel frattempo esclusa la "città/mercato" che era il progetto più avversato. C'è per contro ancora lo stadio Acb da 50-80 milioni di franchi. Prima di realizzarlo i cittadini contrari alla pianificazione chiedono che si faccia la fusione con Bellinzona. Di modo che - se dovesse trasformarsi in un buco nell'acqua, come successo per certe arene d'Oltralpe - sarebbe il nuovo Comune a farsene finanziariamente carico.
È questa la novità più succosa che traspare dalle numerose osservazioni giunte entro il termine di venerdì scorso alla Cancelleria. La richiesta, di sicuro provocatoria, che l'aggregazione diventi la conditio sine qua non per la costruzione del rettangolo verde granata è dettata da vari aspetti. Innanzitutto, rileva l'Amica, si mette Castione nella condizione di "accettare un'infrastruttura della città di Bellinzona e subirne le conseguenze che potrebbero seguire". Lo scenario a cui si fa riferimento è quello peggiore, vale a dire "un possibile fallimento" dell'operazione. Arbedo-Castione non potrebbe economicamente far fronte ad un simile disastro. I membri dell'associazione propongono quindi di unirsi con la Turrita per "dare modo di consegnare a essa le competenze" di realizzare il campo di calcio con annessi negozi al suo interno. Vi è poi l'aspetto non secondario del tifo violento che creerebbe un "pericolo concreto nella zona residenziale".
L'Amica pone l'attenzione anche su altre questioni 'calde' legate alla variante pianificatoria. No dunque alla zona per locali notturni (postribolo compreso), pollice verso pure al nuovo accesso a sud della Zona industriale con "costi smisurati a carico del contribuente" ed aumento di traffico, nonché vengono espressi molti dubbi sui promotori dello stadio e degli insediamenti commerciali (non si sa se sono loro state richieste delle "credibili garanzie finanziarie"). L"associazione ribadisce, infine, una serie di interventi urgenti per migliorare la viabilità all'interno dell"abitato (come una bretella che colleghi la rotonda di via S. Bernardino con via S. Gottardo) e minaccia di lanciare il referendum (come avevamo anticipato il 23 marzo scorso) qualora il Legislativo dovesse approvare la variante-bis.
L'altra idea: un progetto urbanistico con il lago
Si avvii un progetto urbanistico, globale, che coinvolga la zona a nord di Bellinzona. La proposta è del consigliere comunale Plr di Arbedo-Castione Davide Cattaneo a margine delle osservazioni sulla variante di Piano regolatore per il comparto. Tra i punti che andrebbero approfonditi vi sono non solo opere viarie ma pure il divieto di estrazione di granito, il censimento dei monumenti storici e soprattutto l'edificazione di un lago tra la confluenza del fiume Ticino e la Moesa. L"idea è dell'ingegnere Geo Rathey ed è stata fatta propria dall'Associazione per il miglioramento ambientale (Amica), di cui Cattaneo è membro di Comitato. Si tratta in pratica di un'opera di sbarramento sul Ticino all'altezza delle rapide di Molinazzo che permetta di creare un corso d'acqua artificiale di modo da ricavare energia idroelettrica. L'Amica chiede inoltre che il 'Piano di Castione' venga inserito nel Programma d'agglomerato del Bellinzonese per salvaguardarlo da "speculazioni di comodo". Solo così si potrà "pianificare l'intera regione in modo omogeneo".
(fonte: laRegione)

 

26 marzo 2008

Lo stadio al fianco di negozi e ditte

'L'aggregazione ad otto va allargata ai Comuni a sud'. L'invito del sindaco Renzo Bollini per un agglomerato forte. Consuntivi 2007 a tinte nere
Arbedo rivede la pianificazione della zona industriale con il possibile inserimento del nuovo impianto dell'Acb

La zona industriale di Castione cambia volto per finalmente decollare dopo decenni di importanti investimenti che hanno permesso solo minimamente di sfruttarne le potenzialità. Il Comune, in collaborazione con il Cantone, sta procedendo a una nuova pianificazione dell'area di complessivi 350 mila metri quadrati i cui sedimi appartengono ad una quindicina di privati (lo studio sarà pronto a fine aprile) come anticipato dal sindaco Renzo Bollini a margine della presentazione con il segretario comunale Elios Beltraminelli dei consuntivi. L'obiettivo è quello di, attraverso una modifica di Piano regolatore, trasformare la zona industriale cosiddetta pesante in una mista industriale-artigianale-commerciale. Il riassetto sarà condotto tramite un approccio condiviso con i proprietari dei terreni. In attesa di ditte interessate ad insediarvisi il comparto potrebbe ospitare il futuro stadio da 20 milioni dell'Associazione calcio Bellinzona che necessiterebbe di 50 mila metri quadri. Scartata l'eventualità di costruirlo a Giubiasco, l'opzione Castione per il nuovo Comunale gode dei favori anche del Dipartimento del territorio. Molto dipenderà tuttavia da quali saranno le intenzioni degli investitori. Indicata nel Piano direttore cantonale come una delle aree in Ticino deputate ad accogliere i grandi generatori di traffico e nel contempo come polo di sviluppo economico, il comparto industriale di Castione nei prossimi anni muterà radicalmente. Nel 2010 entrerà in funzione la nuova stazione che completerà l'offerta del servizio ferroviario regionale Tilo diventando il crocevia di Mesolcina e Riviera. L'interscambio accoglierà ogni mezz'ora i treni regionali Locarno-Bellinzona e Chiasso-Bellinzona e diventerà un nodo internodale servito dai mezzi pubblici. Proprio quest'ultimo è l'asso di cuori che Arbedo-Castione può calare per aggiudicarsi il rettangolo verde dove giostrerà l'Acb: «Con la nuova pianificazione potrebbe entrare in linea di conto anche il Comunale - ha spiegato Renzo Bollini -. Il vantaggio maggiore sarebbe dato dai collegamenti bus e treno che verrebbero garantiti con la stazione, consentendo in questo modo di limitare il numero di posteggi». Altri temi rilevanti nella prossima legislatura saranno la partecipazione alla rinnovata Casa anziani di Claro che aprirà fra due anni, la creazione di una fondazione per il restauro dell'ex Mulino Erbetta considerato bene culturale e la sensibilizzazione dei cittadini sull'energia rinnovabile alla quale saranno allacciati gli stabili comunali. Futuri investimenti saranno invece il rifacimento del ponte Ganna sulla Traversagna e della strada che porta ai Monti della Tagliata, mentre entrerà a breve in funzione la centralina elettrica nella valle di Arbedo.

'L'aggregazione ad otto va allargata ai Comuni a sud'
L’invito del sindaco Renzo Bollini per un agglomerato forte. Consuntivi 2007 a tinte nere

Perché accontentarsi di una fusione ad otto quando si potrebbe allargare il matrimonio verso meridione dando forma ad un Comune nel Bellinzonese in grado di tener testa alla grande Lugano? Domanda non da poco quella messa sul tavolo dal sindaco di Arbedo-Castione Renzo Bollini. La fusione dei sette enti locali (Gorduno, Gnosca, Preonzo, Moleno, Lumino, Claro e lo stesso Arbedo) della Corona nord con la Turrita andrebbe «opportunamente» ampliata con il coinvolgimento dei Comuni a sud per sviluppare un agglomerato forte. In particolare quelli della sponda sinistra del fiume Ticino (Camorino e Sant'Antonino) partendo dalla presenza imprescindibile di Giubiasco, senza la quale l'aggregazione «sarebbe monca». Ma soprattutto, ha proseguito il sindaco, per avere una «maggiore forza contrattuale. Non so infatti quanto il Cantone veda di buon occhio un'unione limitata agli enti locali a nord di Bellinzona».
Il progetto di sviluppo regionale denominato 'Bellinzona nord' si trova in una fase interlocutoria. Il rapporto conclusivo elaborato dai consulenti delle società Consavis e Fidirevisa è stato consegnato alle autorità politiche a metà mese, ma la decisione su come proseguire spetterà ai Municipi (quello di Arbedo si pronuncerà entro la fine della legislatura) e ai Legislativi che usciranno dalle urne fra meno di un mese nonché alla popolazione che si esprimerà poi in votazione consultiva. «Sarà compito dell’Esecutivo della Capitale proporsi come carro trainante per il prosieguo del dialogo - ha rilevato Renzo Bollini -. Si avrà bisogno di una maggiore collaborazione e condivisione dei problemi piuttosto che una presunta rivalità, dimenticando litigiosità e personalismi e pensando in un'ottica regionale trovando nel contempo accordi di collaborazione su altri punti (trasporti e rifiuti in primis) dopo quello sulle Aziende municipalizzate di Bellinzona. Il percorso sarà lungo e non privo di ostacoli e necessiterà di ragionevolezza e condivisione». Arbedo gode di ottima salute. I conti che per la prima volta sono stati controllati da una fiduciaria esterna hanno chiuso anche l'anno scorso con un utile (275 mila franchi) contrariamente a quanto si ipotizzava a preventivo confermando così la politica di rigorosità finanziaria attuata dal Municipio. Gli investimenti previsti a Piano finanziario sono stati realizzati e completamente autofinanziati grazie alla politica di ammortamento, mentre il moltiplicatore rimarrà stabile all'87 per cento. Il capitale proprio è pari a 5,9 milioni, ossia il 95% del gettito fiscale; il debito pubblico è diminuito di 200 mila franchi (5,7 milioni). «Non siamo un Comune ricco. È doveroso pertanto frenare gli entusiasmi e continuare ad usare bene i soldi dei contribuenti », ha chiosato Renzo Bollini.
(fonte: laRegione)

 

14 marzo 2008

Gettate le fondamenta della nuova città

Consegnato agli otto Comuni il rapporto finale sul progetto di aggregazione denominato Bellinzona Nord. Nella prossima legislatura Esecutivi e Legislativi dovranno decidere se e come proseguire il cammino
Bellinzona, Gorduno, Gnosca, Preonzo, Moleno, Arbedo Castione, Lumino e Claro gettano le basi per la futura aggregazione a Nord della Capitale. Lo fanno entrando in possesso del rapporto finale allestito dai consulenti incaricati (Consavis Sa e Fidirevisa Sa) e consegnato, infatti, ai Legislativi degli otto Comuni che nel settembre 2006 avevano sottoscritto la dichiarazione d'intenti che ha dato l'avvio ai lavori di studio denominati 'Progetto di sviluppo regionale Bellinzona Nord'.

Il rapporto finale, pur giunto in piena campagna elettorale in vista del rinnovo dei poteri comunali di aprile, dovrebbe comunque consentire ai Municipi interessati di prendere posizione ancora prima del termine della corrente Legislatura. Il vero nocciolo della questione, però, dovrà essere affrontato nel quadriennio entrante. In effetti spetterà a Municipi e Legislativi che saranno eletti il 20 aprile, la discussione politica sulla questione e la decisione sulla prosecuzione dei lavori. In particolare, dopo tutte le valutazioni e le informazioni che gli Enti pubblici vorranno dare alla popolazione, sarà necessario decidere se sospendere i lavori in merito a questo progetto oppure se continuare gli ap­profondimenti avviando, di conseguenza, la procedura formale prevista dalle Legge cantonale sulle aggregazioni in vista della creazione di un nuovo polo urbano Bellinzonese.

Bellinzona al centro
L'evoluzione dello studio, se questa sarà la volontà di tutti i Comuni coinvolti, dovrà in particolare tenere conto (secondo quando si legge nelle conclusi­ni dei consulenti di Consavis e Fidirevisa) del fatto che l'agglomerato ruota attorno alla Città quale elemento propulsore alla base dello sviluppo regionale. Bellinzona Capitale, la presenza delle ex regie federali, del polo biologico, della filiale Ustra, del Tribunale penale federale, la valorizzazione dei monumenti, rappresentano la forza trainante e il potenziale attorno a cui far crescere la regione intera. Lo studio, di oltre un centinaio di pagine, ha, dapprima, descritto la situazione socio-economica e le dinamiche in atto nel comprensorio. Si è poi soffermato sulla descrizione della situazione istituzionale e amministrativa, proseguendo poi sulla valutazione dello scenario aggregativo, la sua fattibilità ed evidenziando i rischi dello status quo.

La radiografia
Da un punto di vista territoriale, il comprensorio, nel suo complesso, forma una vasta superficie territoriale con una densità decisamente inferiore a quella che contraddistingue i Comuni urbani ticinesi.
Con il raffreddamento della crescita della popolazione, pur sempre positiva, il comprensorio rimane un'area relativamente giovane ma con una pronunciata tendenza all'invecchiamento. Dal punto di vista economico, il comprensorio è tra i più votati al terziario, con una forte dipendenza da attività a debole valore aggiunto economico-finanziario legate al settore pubblico. Sarebbe quindi auspicabile lo sviluppo di attività economiche ad alto valore aggiunto.

Status quo
Il progetto di Bellinzona Nord consentirebbe di integrare la componente urbana (Bellinzona e Arbedo-Castione) con quella periurbana (Claro e Gorduno) e le aree residenziali della periferia più lontana (Moleno, Preonzo, Lumino, Gnosca). Il successo di questo progetto potrebbe rappresentare la chiave di volta per ridare prospettive e slancio ad un discorso di aggregazione rivolto anche alla corona sud, in una chiave di vero sviluppo d'agglomerato, teso a rafforzare il comparto. I rischi di uno status quo (secondo gli estensori dello studio) sono assai importanti: anche i Comuni (relativamente) più forti (per popolazione, risorse finanziarie, autonomia istituzionale e operativa) si trovano a operare a livelli assai lontani dai migliori a livello cantonale.
Il mantenimento dello status quo appare altrettanto inadeguato al recupero di competitività quanto scenari di aggregazione parziali.

Un polo 'anomalo'
La parte dello studio che probabilmente alimenterà la maggior parte delle discussioni future è quella concernente la valutazione del comprensorio dal punto di vista della finanza pubblica locale e delle competenze e delle dinamiche istituzionali amministrative degli otto Comuni. Dall'analisi del comprensorio sotto questi aspetti il quadro emerso è di un polo 'anomalo' nella misura in cui dal profilo finanziario la situazione globale del polo è sostanzialmente allineata ai valori medi del comprensorio, mentre dal profilo della centralità istituzionale e amministrativo-operativa, la funzione di polo appare evidente. La centralità del polo (Bellinzona) è incontrastata in settori classici quelli la sicurezza, la cultura, lo sport, lo svago, la promozione economica, i trasporti pubblici e i servizi tecnico­industriali. Bellinzona, a fronte di funzioni e oneri tipici dei poli, non gode dei benefici di centralità normalmente derivanti da questa posizione. Le ragioni risiedono anche in una concorrenza relativamente sostenuta dei Comuni della corona che presentano dinamiche di sviluppo più interessanti (e talvolta politiche finanziarie diverse rispetto alla Città, con diversa interpretazione della funzione del moltiplicatore d'imposta) di quelle del polo. Questa situazione offre, a breve, rendite di posizione ai Comuni della periferia, dall'altro produce effetti negativi sulle prospettive di sviluppo complessive.
(fonte: laRegione)

 

16 febbraio 2008

Aggregazione a otto, rinvio ai prossimi Municipi

Il pre studio verrà consegnato in versione definitiva in piena campagna elettorale

Le decisioni di principio sull'avvio di un vero e proprio progetto di aggregazione a Bellinzona e nei sette Comuni a nord non saranno adottate dai Municipi che hanno lanciato il discorso avviando l'esame dell'eventualità di una fusione. Entro la fine del quadriennio gli Esecutivi attualmente in carica avranno la possibilità di valutare le conclusioni del pre-studio partito nel settembre 2006, ma non adotteranno risoluzioni visto che il documento giungerà sui loro tavoli quando la campagna elettorale sarà in pieno fermento. Il discorso slitta così alla prossima legislatura. Quella che neppure tanti mesi fa, secondo taluni, non avrebbe dovuto neppure iniziare data l'imminenza della nascita della nuova Città. Invece comincerà regolarmente il 21 aprile tanto a Bellinzona quanto a Arbedo-Castione, Gnosca, Gorduno, Lumino, Moleno, Preonzo e Claro.
Il ritardo sulla tabella di marcia - fissata dagli stessi sette Municipi e ritenuta anche dal Cantone che aveva autorizzato il congelamento fino alla fine dello scorso settembre dell'istanza di aggregazione a tre (Bellinzona, Gnosca e Gorduno) per dar tempo d'approfondire l'ipotesi a otto -, è in gran parte dovuto al dilatarsi dei tempi di consegna della versione definitiva del pre-studio elaborato dalla Consavis (Michele Passardi) e dalla Fidirevisa (Christian Vitta e Paolo Gattigo). Dato per concluso oltre due mesi fa al momento della sua consegna ai Municipi, il rapporto ha invece dovuto essere rivisto a causa di alcune perplessità emerse sulla terza parte (quella riguardante la proposta di futuro Comune unico). A sollevarle è stato l'Esecutivo di Lumino (gli altri non hanno sollevato osservazioni particolari) che ha chiesto chiarimenti anche sulle indicazioni riguardanti gli scenari di decentralizzazione dei servizi nei Comuni aggregati e sul volume degli investimenti.
Ora la fase di affinamento è ormai conclusa e, da quanto ci risulta, la versione definitiva dovrebbe essere pronta entro l'inizio di marzo. Troppo tardi però per poter pensare di affrontare serenamente la discussione sull'aggregazione nel Bellinzonese. Se ne riparlerà nei prossimi anni affrontando l'approfondimento di una questione sulla quale dovranno pronunciarsi anche i Legislativi e, in caso di ricorso alle votazioni preconsultive, pure la popolazione.
(fonte: laRegione)

 

 

 

 

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