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Il Bellinzona è fallito

Dopo oltre cento anni l'avventura dell'Associazione calcio Bellinzona si è conclusa nel modo peggiore. Una squadra, una città e un Cantone sono stati raggirati da un ciarlatano, incapace di gestire i soldi propri e quelli altrui ma abilissimo a convincere molti poveri di spirito a dargli fiducia. Questo venditore di fumo ha messo seriamente a rischio anche il comune di Arbedo-Castione, con la complicità di un municipio miope e da un consiglio comunale incapace di pensiero proprio.
Solo la decisa opposizione mostrata dall'Associazione AMICA, aiutata da un po' di fortuna che - inutile negarlo - ha dato una mano, ha limitato i danni causati da quel personaggio di cui ora (c'è da augurarselo) non sentiremo piú parlare e di cui (certamente) non sentiremo la mancanza.
Salvo un tentativo di riesumare il cadavere dello stadio da parte di qualche scriteriato municipale - ma siamo certi che nessuno oserà una simile fesseria! - a Castione sarà risparmiato l'ennesimo scempio edilizio.

Riporto qui solo l'ultimo articolo della "telenovela" dell'ACB, su cui si sono scatenati come sciacalli tanti ... scribacchini (usare per loro la parola "giornalisti" sarebbe solo offensivo per la professione). Inutile sprecare altro spazio e altri sforzi per una storia tanto ridicola.

 

Il "comparto Castione" e il progetto di stadio

Proprio cosí: niente piú AC Bellinzona, ma i nostri lungimiranti amministratori restano convinti che qualcuno, un giorno, arriverà a Castione con una borsa piena di milioni, pronto a costruire uno stadio. Anche se non ci sarà piú nessuno a giocarci dentro. Beata ingenuità ... ma forse quei personaggi meriterebbero ben altri sostantivi e aggettivi.

 

20 gennaio 2014

Castione, tempi sempre più lunghi

Nuova pianificazione, ricusati Consiglio di Stato e funzionari cantonali: non garantiscono imparzialità

Nuovi ostacoli si presentano sulla via della nuova pianificazione di Castione comprendente anche la possibilità di edificare uno stadio in zona industriale. Alla decina di ricorsi presentati lo scorso novembre contro la variante approvata in votazione il 14 aprile 2013 si aggiungono anche due istanze di ricusa.
Chiedono che il Consiglio di Stato e i funzionari non possano più trattare la questione escludendo quindi il Governo dall'esame dei ricorsi contro la pianificazione. E ciò per presunta parzialità ritenuto che la variante per ridefinire i contenuti del comparto è stata sviluppata congiuntamente dal Cantone e dal Comune di Arbedo-Castione.
L'iter è stato seguito dal Dipartimento del territorio fin dal suo avvio.
Le due istanze sono state inoltrate tramite l’avvocato Franco Gianoni dal gruppo Marti proprietario di oltre la metà dei terreni della zona industriale tra la stazione TiLo e il fiume Ticino. A questo punto i tempi di adozione della variante, in discussione già da ormai un decennio, rischiano di diventare biblici.
Diego Moles
(fonte: RSI online)

 

21 novembre 2013

Castione, altra raffica di opposizioni

Inoltrata al Consiglio di Stato una decina di ricorsi contro la nuova pianificazione mirante a riqualificare la frazione e rilanciare la zona industriale

Continua a suscitare opposizioni la nuova pianificazione di Castione, mirante a riqualificare l'intero comparto e comprendente anche l'inserimento in zona industriale del discusso complesso sportivo-commerciale DaiTicino. Contro la variante accolta lo scorso 14 aprile dai cittadini di Arbedo-Castione, che parallelamente avevano bocciato la creazione della prima zona ufficialmente a luci rosse del Ticino, è stata inoltrata una decina di ricorsi. Saranno evasi dal Governo nell'ambito della procedura di approvazione definitiva della variante elaborata dal Comune, con il concorso del Cantone, per rilanciare le sorti della frazione valorizzandone le vocazioni residenziale e industriale.
Tra chi ha impugnato la variante figurano alcuni privati aderenti all'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (Amica) che dopo aver promosso il referendum hanno sottoscritto un ricorso collettivo e un altro cittadino preoccupato, come riferito nei giorni scorsi dal GdP, dall'assenza di regole riguardanti la prostituzione. Ma non solo. All'entrata in vigore della nuova pianificazione si oppongono anche i proprietari di quasi tutti i terreni dell'area industriale. A partire dal gruppo Marti che, tramite le sue controllate, possiede all'incirca la metà dell'intera superficie.
Diego Moles
(fonte: RSI online)

 

14 novembre 2013

Giulini accusato di falsità in documenti

La Procura grigionese ha emesso un decreto nei confronti dell'ex presidente granata. I reati che gli vengono contestati non sono legati alle traversie sportive

Gabriele Giulini è accusato di falsità in documenti. Il ministero pubblico grigionese ha emesso un decreto d'accusa nei confronti dell'ex presidente granata proponendo una pena pecuniaria e una multa. Ce lo confermano le stesse autorità inquirenti.

Niente a che fare con l'ACB
I fatti contestati all'ex patron non hanno a che fare con il ruolo che ha ricoperto in seno all'Associazione calcio Bellinzona (ACB) e riguardano una faccenda che si è svolta principalmente all'estero. Il documento contraffatto era però depositato in Svizzera e per questo motivo sono state le autorità retiche a condurre le indagini.

Può opporsi
Il decreto è recente. Dal momento della sua ricezione Gabriele Giulini ha dieci giorni di tempo per opporsi alla pena proposta. Fino ad oggi, giovedì, non lo ha fatto. Se non dovesse succedere nulla la condanna sarà cresciuta in giudicato, sennò l'ex dirigente andrà in pretura.
(fonte: RSI online)

 

30 ottobre 2013

Stadio, colpo di coda di Gabriele Giulini

L'ex patron granata è riuscito a salvare la società DaiTicino 2011 promotrice dell'impianto di Castione

L'ultima parola sul progetto di stadio a Castione non è ancora stata scritta. Gabriele Giulini che non ha saputo evitare la fine ingloriosa dell'AC Bellinzona SA è riuscito a scongiurare il fallimento della DaiTicino, la società da lui creata nel 2011 per progettare, costruire e gestire l'impianto poli funzionale (sportivo, alberghiero, commerciale ecc.) da 100 milioni di franchi previsto nell'area industriale di Castione.
Il fallimento della DaiTicino 2011 SA era stato decretato il 2 ottobre dal Pretore di Bellinzona Marco Ambrosini per l'incapacità della società di onorare i suoi debiti. Nel frattempo è però stato revocato dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello. Camera che, come si ricorderà, a maggio aveva assunto un'analoga decisione anche per l'AC Bellinzona SA. Ciò che aveva permesso ai granata di cominciare regolarmente il nuovo campionato di Challenge League. La società calcistica era poi defunta a fine agosto per l'incapacità del suo proprietario e amministratore unico di trovare la liquidità necessaria a proseguire nell'avventura. Dall'altro ieri la Dai Ticino 2011 è così tornata pienamente operativa. Cosa intende fare? Oggi purtroppo non ci è stato possibile raggiungere Gabriele Giulini per capirlo direttamente da lui.
Diego Moles
(fonte: RSI online)

 

2 ottobre 2013

Stadio a Castione, fallita la DaiTicino

La società venne costituita dall'ex patron ACB Gabriele Giulini in vista della costruzione dello stadio a Castione

Daiticino SA è fallita. La società, costituita dall'ex presidente dell'Associazione calcio Bellinzona Gabriele Giulini per l'edificazione dello stadio di Castione, è in bancarotta da mercoledì mattina. Lo ha deciso il pretore Marco Ambrosini.
L'ex patron ACB è l'amministratore unico della società. Il nuovo tempio granata avrebbe dovuto sorgere a Castione, come previsto dalla variante di piano regolatore approvata in votazione.
Ora si apre la questione delle conseguenze sulla pianificazione. A Ticinonews il sindaco di Castione ha detto che il progetto non è tramontato.

Il dono rimane in sospeso
Gabriele Giulini aveva promesso di contribuire con un milione di franchi alle opere viarie nella zona di Arbedo-Castione dove nascerà il complesso multifunzionale. C'è da chiedersi se tale impegno verrà comunque onorato. Alla luce delle traversie finanziarie dell'uomo d'affari italiano, se ne può legittimamente dubitare.
(fonte: RSI online)

 

17 settembre 2013

Stadio a Castione? "Si può ancora fare"

Renza De Dea non torna sui suoi passi, nonostante il definitivo fallimento dell'ACB e la mancanza dei soldi di Giulini, che aveva portato avanti il progetto

"Il piano regolatore prevede la realizzazione di uno stadio, ma questo non è direttamente collegato con l'ACB. La struttura è quindi ancora realizzabile da una società o da imprenditori estranei alla squadra fallita".
È questa la risposta di Renza De Dea, quando le chiediamo qual è il destino dell'infrastruttura sportiva prevista a Castione dalla variante di PR approvata dal popolo ad aprile, ora che l'Associazione Calcio Bellinzona è definitivamente fallita e che Gabriele Giulini ha gettato la spugna.
La fiduciaria Locarnese, amministratrice della società Bellarca SA (che detiene i diritti dei terreni sui quali è prevista anche la costruzione di un centro commerciale) ci spiega che ora che la decisione sul futuro del club granata è definitivo tornerà a sondare il terreno insieme ad altri imprenditori. "Negli scorsi mesi diverse persone si erano fatte avanti, ma erano interessate soprattutto alla parte commerciale. Ma dato che le due cose non possono essere disgiunte, bisognerà trovare qualcuno a cui piace anche lo stadio".
Stadio che, a suo avviso, s'ha da fare: "Una struttura realizzata secondo le norme europee è necessaria in Ticino. E poi potrebbe servire anche per eventi, manifestazioni o concerti". Inoltre, sottolinea ancora De Dea, "visto il tempo che ci vuole per cambiare i piani regolatori, ora che ce n'è uno che prevede questo contenuto sarebbe un peccato non verificare se c'è qualcuno di interessato alla sua costruzione".
Sara Matasci

Se nessuno è interessato bisognerà trovare un'altra soluzione

Anche ad Arbedo-Castione si tornerà a discutere del futuro del terreno sui quali è prevista la costruzione dello stadio e di un centro commerciale. Ma non subito. "Ora dobbiamo pubblicare il Piano regolatore attuale, approvato dal Consiglio comunale, e vedere se ci sono dei ricorsi", ci spiega Renzo Bollini, capo del Dicastero traffico e sistemazione del territorio. "Dopodiché - continua - bisognerà capire se ci sarà ancora qualcuno interessato alla costruzione delle due strutture". In caso negativo? "Bisognerà riflettere su una nuova pianificazione, trovare un'altra soluzione per quella parte di terreno adibito a spazio sportivo-commerciale". La votazione di aprile potrebbe essere stata inutile, provochiamo... "In quel momento tutti pensavamo che il progetto fosse fattibile. Ora però la situazione è cambiata radicalmente, ma non possiamo comunque cambiare il PR da un giorno all'altro".
(fonte: RSI online)

 

16 settembre 2013

Bellinzona, adesso è davvero finita

Sfumati ultimi contatti, salta anche il ricorso: è fallimento

Un comunicato di poche righe che cancella una storia ultracentenaria. Oggi, lunedì 16 settembre alle 14h30, l'AC Bellinzona ha riferito che "il presidente Gabriele Giulini comunica che l'ultima possibilità di reperire i fondi necessari per appoggiare il ricorso contro la sentenza di fallimento dell'Associazione Calcio Bellinzona SA è venuta meno. Pertanto, a meno di soluzioni dell'ultima ora, non sarà presentato il ricorso in questione".
E pertanto, senza ricorso, va in giudicato il fallimento definitivo del club granata, fondato nel 1904 e, dunque, cancellato dallo sport elvetico nel 2013. Per la formazione bellinzonese la trasferta a Le Mont (persa per 4-2) è stata dunque l'ultima partita che si ricorderà, così come il pareggio per 2-2 del 4 aprile scorso contro il Kriens passerà agli annali come l'ultimo impegno casalingo.
La squadra di Bordoli avrebbe dovuto scendere in campo questo mercoledì contro il Köniz, anche se già da fine settimana scorsa i giocatori e lo stesso allenatore avevano deciso di sospendere gli allenamenti. Probabilmente già si subodorava l'esito finale della vicenda e la rassegnazione aveva ormai preso il posto della speranza.

ACB, dall'utopia al fallimento

Giulini getta la spugna, finiti 109 anni di storia

È stato il presidente delle utopie, poi del disincanto, quindi delle bugie e delle promesse non mantenute. Fino a trasformarsi, purtroppo e per inerzia, nel presidente del fallimento. Gabriele Giulini sognava uno stadio, una cattedrale del pallone capace di sublimare calcio e cultura fuori dagli schemi e ahilui anche dalla realtà, ma si è viepiù smarrito, travolto dalla dissennatezza gestionale, dalla megalomania e dal narcisismo.
Ha speso molto più di quanto servisse e soprattutto più di quanto il suo patrimonio personale gli permettesse e nel contempo ha fatto terra bruciata attorno a sé, eliminando chi avrebbe assicurato un contraddittorio sano e costruttivo in seno al club per attorniarsi di opportunisti e signorsì. La fine è sotto gli occhi di tutti, inevitabile e dolorosa.
Dieci anni dopo il Lugano sparisce dunque anche l'Associazione Calcio Bellinzona. Oltre un secolo di storia, passione e qualche trionfo viene spazzato via. Si apre ora una pagina nuova, tutta da inventare, tutta in salita. Non è scontato risalire, men che meno in un Cantone dove disaffezione e mancanza di progettualità stanno prendendo sempre più il sopravvento. Non c'è più un club di riferimento capace di trasmettere entusiasmo ed emozioni e l'idea di un FC Ticino è ancora un abbozzo. Oltretutto combattuto dal partito dei nostalgici. Ci si trova, insomma, in piena transizione. L'unica certezza è che il Bellinzona non c'è più. Sgretolato dalle manie di grandezza di un mecenate cui la situazione è sfuggita di mano. Non è il primo, purtroppo, da queste parti. E non è nemmeno detto che sia l'ultimo...
Omar Gargantini
(fonte: RSI online)

 

2 settembre 2013

"Lo stadio non è tramontato"

L'idea del complesso sportivo a Castione va avanti, perchè indipendente da Giulini e dalle sorti dei granata

Il Bellinzona è fallito e il presidente Gabriele Giulini, benché non si dia per vinto e abbia annunciato ricorso contro la sentenza della pretura, di solide garanzie finanziarie finora non ne ha presentate. C'è da chiedersi allora se la situazione rischia di minare il progetto di stadio a Castione, del quale lo stesso patron granata si era fatto portatore.

"Il progetto di stadio non è compromesso"
"Il progetto stadio non è compromesso". Ne è convinta Renza De Dea, amministratrice dalla Bellarca SA, la società che detiene i diritti di compera sui terreni di Castione dove, stando alla variante di Piano regolatore approvata in votazione popolare, dovrebbe sorgere il tempio granata voluto dal presidente Giulini oramai un anno fa. Come ci ha spiegato telefonicamente la fiduciaria, gli investitori per la parte commerciale non mancherebbero. Più difficile trovare persone disponibili a mettere dei soldi per costruire un'infrastruttura di carattere sportivo. Tuttavia, precisa l'operatrice immobiliare, "lo stadio a Castione non è legato ad una persona o ad una squadra. Il Ticino ha bisogno di una struttura di questo tipo".

"Niente negozi senza calcio"
Il sindaco di Arbedo-Castione Luigi De Carli è dello stesso avviso. "La pianificazione non è stata pensata per l'ACB e per Giulini. Quell'area è destinata ad un complesso che unisca lo stadio ai centri commerciali ed è aperta a tutti coloro che sono pronti ad investire, rispettando le condizioni poste dal Comune" evidenzia il sindaco. Se, però il Bellinzona dovesse fallire, Giulini defilarsi e non si trovassero altri promotori, il Comune rivedrà il Piano regolatore.
Davide Paggi
(fonte: RSI online)

 

2 settembre 2013

Bellinzona, decretato il fallimento

La Pretura non concede la proroga richiesta da Giulini

Marco Ambrosini si è espresso e ha dichiarato fallito il Bellinzona. Negli ultimi mesi il debito del club è raddoppiato, arrivando a sei milioni di franchi; il pretore ha ritenuto "disastrosa la situazione economica in cui versa la società" e ha deciso di non concedere la proroga di una settimana richiesta dal presidente Gabriele Giulini.
Intanto l'uomo forte dei granata, contattato telefonicamente, ha detto di volere continuare a lottare. "Faremo ricorso al più presto, avremo dei buoni motivi per farlo". I giocatori scenderanno in campo mercoledì in casa contro il Kriens (19h30), ma venerdì decideranno se continuare o meno a giocare in Prima Lega Promotion. Lo ha confermato l'allenatore Livio Bordoli: "Se la Federazione ce lo consentirà noi saremo in campo".
Giovedì scorso Giulini aveva dichiarato di aspettare 9 milioni di euro da un contratto di vendita e aveva chiesto tempo fino al 10 settembre in occasione dell'udienza in Pretura.
(fonte: RSI online)

ACB, "una vicenda triste e grottesca"

La reazione di un ex dirigente e dell'autorità alla sentenza di fallimento della società granata

Il Bellinzona è fallito. La situazione finanziaria è "disastrosa", si legge nella decisione firmata dal pretore Marco Ambrosini. La società è sovraindebitata. In un anno, dal giugno 2012 al giugno di quest'anno, il debito è raddoppiato arrivando a circa 6 milioni di franchi. Soldi dovuti ai giocatori, ai dipendenti, allo Stato e ad altri operatori (hotel ad esempio), che in questi anni hanno collaborato con Giulini e soci. Dalle 14, l'incarto è passato all'Ufficio esecuzioni fallimenti che si occuperà del seguito della procedura. Il presidente granata ha annunciato che presenterà reclamo alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello. Sarà l'ennesimo tentativo di salvarsi in extremis. Intanto però sulla piazza regna lo scoramento e la convinzione che si poteva fare altrimenti.

"Giulini doveva fare un passo indietro"
L'ex presidente granata Manuele Morelli è persuaso che Giulini "avrebbe dovuto fare un passo indietro mesi fa". La soluzione, sostiene l'ex dirigente, era quella di accettare il fallimento della società e di iscrivere la squadra al campionato di Seconda lega interregionale sotto l'egida dell'Associazione calcio Bellinzona. Si poteva così ripartire dai giovani, appoggiandosi sul vivaio e sui talenti della regione. Così "si sarebbe evitata la grottesca situazione di oggi" conclude l'ex numero uno dell'ACB, rimproverando all'attuale patron un approccio approssimativo, un atteggiamento egoistico e eccessiva ostinazione.

"Attendiamo l'ultima parola"
Il calcio è parte del patrimonio storico e di quello genetico di Bellinzona da oltre un secolo. Il sindaco della città Mario Branda per ora non si esprime, preferendo attendere che la procedura sia giunta alla sua conclusione.
(fonte: RSI online)

 

14 aprile 2013

Arbedo-Castione: sì alla variante stadio

Bocciato il progetto di un'area a luci rosse

Con solo 6 voti di scarto (888 a 882), la "variante stadio" del piano regolatore di Arbedo-Castione è stata accolta dai votanti, mentre il progetto di creazione di un'area a luci rosse è stato ampiamente rifiutato con oltre mille pareri negativi (1'004).
I cittadini del comune bellinzonese dovevano esprimersi sulla proposta di modifica della pianificazione del territorio per dar vita ad un comparto che includesse uno stadio, nonché sulla creazione di una zona adibita all'attività della prostituzione. I promotori del DaiTicino Stadium possono tirare per ora un sospiro di sollievo.
(fonte: RSI online)

 

28 marzo 2013

"Niente stadio, niente commerci"

Il piano regolatore non li prevede, lo conferma il sindaco

"Abbiamo stabilito che il polo funzionale comprendeva anche i negozi, ma senza il primo non ci saranno i secondi": lo diceva il capo del dicastero della sistemazione del territorio di Arbedo-Castione Renzo Bollini ieri al Quotidiano e lo ribadisce il sindaco Luigi Decarli su laRegione di oggi: "Senza stadio, niente commerci, la pianificazione non li consente".
Non è una buona notizia per gli investitori vicini alla Bellarca, non interessati all'impianto sportivo ma solo al centro commerciale da 25'000 metri quadrati, come comunicato ieri dall'amministratrice Renza De Dea. L'unica soluzione sarebbe un trasferimento della Coop, una possibilità remota perché la catena aveva rinunciato già in passato a questo cambiamento "e non penso ritornerà sui propri passi", afferma Bollini.
Recarsi alle urne il 14 aprile non sarà tuttavia inutile: il riordino della zona industriale, che non decolla, è importantissimo, stando al municipale.
(fonte: RSI online)

 

27 marzo 2013

ACB, naufraga anche il progetto stadio

Giulini ringrazia Rossi e si affida all'avvocato Stauffer

I tifosi granata si erano ormai convinti che la salvezza del Bellinzona passasse attraverso la realizzazione del progetto stadio. Ora, in vista dell'udienza dal pretore Marco Ambrosini del prossimo 18 aprile, non rimane più nemmeno quello a cui aggrapparsi. La Bellarca SA ha infatti deciso di rinunciare alla costruzione dell'impianto sportivo che si sarebbe chiamato Dai Ticino.
La società che detiene i diritti dei terreni di Castione sui quali è stata prevista la realizzazione dello stadio e del centro commerciale, ha annunciato di "essersi attivata per coinvolgere gruppi di investitori", ma che questi ultimi "dopo attento esame, hanno dichiarato di dover rinunciare alla realizzazione del progetto stadio a causa dei previsti importanti investimenti che sono economicamente insostenibili". Per tanto se la variante del piano regolatore dovesse venire approvata, si procederà alla costruzione del solo centro commerciale.

Il comunicato della Bellarca SA
La società Bellarca SA, che detiene i diritti dei terreni di Castione sui quali è stata prevista la realizzazione dello Stadio e del Centro Commerciale, sollecitata dai media e dall'opinione pubblica alla vigilia del votazione popolare sulla variante di Piano Regolatore, comunica quanto segue:

Non appena avuto conoscenza dell'incapacità da parte del Dott. Giulini di realizzare il progetto di stadio e relativo centro commerciale, ci siamo attivati per coinvolgere gruppi di investitori disposti a realizzare il progetto previsto, compreso il finanziamento necessario all'ACB per garantirne l'attività futura.
Alcuni gruppi di investitori che sono stati da noi interpellati, dopo attento esame del progetto e dei relativi calcoli economici, hanno dichiarato di dover rinunciare alla realizzazione del progettato stadio a causa dei previsti importanti investimenti che sono economicamente insostenibili. Questi gruppi di investitori si sono invece dichiarati molto interessati alla realizzazione del centro commerciale di 25'000 mq.
Nel caso in cui la variante di Piano Regolatore posta in votazione il 14 aprile prossimo dovesse essere approvata, vi sarà quindi unicamente la possibilità di realizzare il centro commerciale e non lo stadio.

Giulini si affida a un nuovo avvocato
Gli interessi dell'AC Bellinzona e di Gabriele Giulini saranno d'ora in avanti tutelati dall'avvocato Emanuele Stauffer. Il dirigente ha rinunciato ai servigi di Tuto Rossi, ringraziato "per gli sforzi fino ad oggi profusi". Nel comunicato si legge anche che, se non in presenza di eventi particolari, "non verranno rilasciate dichiarazioni o prese di posizione di sorta. Il presidente Giulini sta intensamente tentando di individuare soluzioni e sbocchi finanziari percorribili, confidando nel successo dei suoi sforzi".

Lo stadio a Castione non si farà

Al massimo si costruirà il centro commerciale

Se la variante del piano regolatore posta in votazione il 14 aprile sarà approvata, a Castione vi sarà la possibilità di costruire unicamente il centro commerciale da 25'000 m2, non lo stadio. È quanto comunica la Bellarca.
Secondo la società, detentrice dei diritti sui terreni destinati al progetto, alcuni gruppi di investitori da essa interpellati per finanziare l'opera e garantire (iniettando capitali) la sopravvivenza dell'AC Bellinzona si sono tirati indietro, ritenendo economicamente insostenibili gli investimenti per l'impianto.
Questo dopo che è venuta alla luce l'incapacità di realizzarlo da parte di Gabriele Giulini, patron della squadra di calcio della capitale, ora ancora più vicina al fallimento. L'udienza sul futuro dei granata è fissata al 18 aprile, quattro giorni dopo la votazione popolare.

Niente stadio, magari è meglio

Salvare il club a questo punto costa molto di meno

Niente stadio, ma siamo poi sicuri che lo si sarebbe fatto, visto l'investimento megalomane che ci stava dietro? La domanda può sembrare retorica se non addirittura sarcastica a questo punto, in realtà presuppone una nuova prospettiva per le speranze del Bellinzona. E senza paradossi magari meno angosciante.
La situazione rimane difficilissima, intendiamoci, ma intanto è sicuro che in caso di salvataggio, l'anno prossimo sarà serie B e questo significa un investimento decisamente più soft per chi ne sarà proprietario. Lo stadio diventerà una priorità solo nel medio termine e c'è da credere che la città abbia 20mila metri quadrati a disposizione per un impianto da 8mila posti. Ma questa è eventualmente storia del futuro.
Il presente è fatto di debiti e scadenze. Ai debiti è praticamente certo che non possa farvi fronte il presidente Giulini. Il suo ultimo investimento è il fondo di garanzia depositato in Lega che secondo le ultime indiscrezioni dovrebbe assicurare gli stipendi dei giocatori fino a fine torneo. Fino a febbraio sono già stati saldati. Restano da pagare tutte le altre spese per un paio di milioni, magari anche meno. Con 3 milioni si può acquistare il club, salvarlo e poi garantirgli un campionato di Challenge League, recuperandone almeno una parte stringendo sinergie intelligenti con società di punta.
Resta un'ipotesi, sia chiaro, anche un po' provocatoria e soprattutto improntata all'ottimismo. L'altra, più concreta e realistica, dice che il 17 aprile verrà pronunciato il fallimento. Fino ad allora la squadra continuerà a fare il suo: a nessuno sfiora l'idea di arrendersi. Questa si che è una certezza. L'unica.
Omar Gargantini
(fonte: RSI online)

 

25 marzo 2013

Il Bellinzona ha ancora 24 giorni

L'udienza riguardante i granata si terrà il 18 aprile

All'ACB rimangono poco più di tre settimane, o per essere precisi 24 giorni, per evitare di scomparire. Come svelato dal sito "cdt.ch", il pretore di Bellinzona Marco Ambrosini ha infatti fissato l'udienza per giovedì 18 aprile alle 9.30, quattro giorni dopo la votazione sul referendum per lo stadio di Arbedo-Castione che potrebbe avere una grande importanza sul futuro del club.
Le due opzioni saranno quelle di dare il via alla procedura di fallimento o di rinviare la decicione, ma per la seconda servono delle garanzie di investitori.
(fonte: RSI online)

 

21 marzo 2013

ACB, altra mazzata: bilanci depositati

Il pretore stabilirà se c'è ancora tempo per salvare il club

Giovedì pomeriggio, contrariamente a quanto dichiarato alla mattina dall'avvocato del Bellinzona Tuto Rossi, sono stati depositati i bilanci dell'ACB SA, primo passo verso la procedura di fallimento. Una notizia arrivata pochi minuti dopo la sanzione da parte della SFL, che ha tolto un punto in classifica ai granata per i ritardi nei pagamenti di stipendi e contributi sociali dei mesi scorsi.
L'operazione è stata effettuata dal revisore dell'ACB, presso la pretura cittadina. Ora si attende che il pretore fissi una prima udienza, per capire se c'è ancora tempo per salvare la società.

L'avvocato: "Giuridicamente non cambia nulla"
Visibilmente contrariato, l'avvocato Rossi ha commentato i fatti di giornata: "Dal punto di vista giuridico non cambia nulla, perché comunque si andrà al 15 aprile, data che avevamo chiesto per presentare una situazione chiara. Ma è logico che dal punto di vista commerciale togliere il respiro in questa maniera può creare delle difficoltà".

L'esperto: "Bellinzona cancellato e contratti nulli"
Brenno Canevascini, esperto di diritto dello sport, ha invece spiegato le conseguenze che porterebbe il fallimento del club: "Il Bellinzona sarebbe cancellato, ma i punti conquistati dalle altre squadre contro i granata resterebbero. I contratti diverrebbero nulli e i giocatori sarebbero liberi".
(fonte: RSI online)

 

14 marzo 2013

Giulini, guai giudiziari nei Grigioni

Sospetta falsità in documenti: questa è l'accusa di cui deve rispondere il presidente dell'Associazione calcio Bellinzona Gabriele Giulini nei Grigioni.
Lo riferisce il Corriere del Ticino. Il procedimento è stato aperto il seguito a una denuncia penale "in relazione a una controversia all'estero in atto tra terze persone", come ha indicato il legale grigionese di Giulini al quotidiano.
Tutto ciò non è in relazione alle vicende legate alla crisi dell'ACB. Il presidente granata respinge ogni accusa e si augura una rapida chiarificazione in sede giudiziaria.
(fonte: RSI online)

 

12 marzo 2013

Seconda procedura contro l'ACB

Nuova denuncia da parte dell'uffico licenze della SFL

L'ufficio che gestisce le licenze in seno alla Swiss Football League ha depositato una nuova denuncia contro il Bellinzona presso la Commissione della disciplina della Lega stessa. La ragione dell'apertura di questo dossier è la mancanza di conferme del pagamento dei salari del mese di gennaio e dei contributi alle assicurazioni sociali.
Una prima procedura per gli stessi motivi era stata aperta per quanto riguarda gli obblighi del club verso i propri dipendenti nel mese di dicembre. Ricordiamo che la SFL nel frattempo ha sbloccato il fondo di garanzia di 1,2 milioni per permettere al presidente Giulini di regolare una prima parte dei salari dovuti.
(fonte: RSI online)

 

10 marzo 2013

Pronti nuovi finanziatori per l'ACB

Giulini: "Accordi entro la fine della prossima settimana"

"Sono qui e andrò avanti". Gabriele Giulini ha preso la parola, dopo un lungo periodo di silenzio, in una conferenza stampa organizzata domenica pomeriggio a Villa Sassa a Lugano. Il presidente dell'ACB ha garantito che entro la fine della prossima settimana dovrebbe concludere un accordo con una cordata di finanziatori esterni.
"Siamo pronti ad accogliere sulla barca bellinzonese altri soci - ha affermato lo stesso Giulini - Io continuerò seguendo la mia rotta". Quindi il capitano non mollerà il timone della nave, nonostante la burrasca. Ad aiutare il difficile viaggio granata ci sarà lo sblocco del fondo di garanzia di 1,2 milioni di franchi da parte della Swiss Football League. "Soldi di Giulini - ha sottolineato il presidente - non soldi della Lega come qualcuno ha erroneamente scritto". E in questo modo il debito passa da 4 a 2,8 milioni.
C'è fiducia anche per il progetto dello stadio "Dai Ticino". "Negli ultimi due-tre mesi ho portato avanti una serie di contatti e ho ricevuto numerosi consensi di possibili finanziatori locali: si tratta di risultati eloquenti ed una dimostrazione che quest'iniziativa è vista molto bene anche dal profilo immobiliare", ha annotato il presidente granata.
(fonte: RSI online)

 

7 marzo 2013

ACB, Lega sempre più preoccupata

La società granata non ha fornito i documenti richiesti

"Le nostre preoccupazioni crescono di giorno in giorno". Sono parole del direttore della Swiss Football League Claudius Schäfer, in un comunicato diramato dalla stessa Lega nel quale si affronta la problematica relativa alla situazione finanziaria del Bellinzona.
La SFL fa inoltre notare come a più riprese abbia tentato di mettersi in contatto con il presidente granata Giulini, al fine di ottenere informazioni precise sulle misure previste per trovare una soluzione, ma è stato tutto vano. Si conferma poi che l'ACB non ha ancora fornito i documenti richiesti, concernenti i versamenti dei salari e degli oneri sociali, e a questo proposito è stata aperta una procedura disciplinare nei confronti della stessa società ticinese.
"Il chiarimento delle situazioni finanziarie aperte è fondamentale in vista della procedura di ottenimento delle licenze per la stagione 2013-14", ricorda la Lega calcisica nazionale. E tale dossier dovrà essere inviato alla segreteria della SFL entro e non oltre lunedì 11 marzo.

Sabato sit-in dei tifosi granata al Comunale
Intanto un gruppo di tifosi granata ha organizzato un sit-in sabato mattina, a partire dalle 09h00 davanti alla sede dell'ACB, prima dell'allenamento che la squadra terrà alle 10h00 presso lo stadio comunale di Bellinzona e al quale tutti i fan sono invitati ad assistere. L'appuntamento è stato lanciato dalla pagina Facebook del Fan Club "Il covo dei pirati".

Il futuro dell'ACB preoccupa la città

Il Municipio di Bellinzona è preoccupato per la difficile situazione finanziaria in cui versa l'ACB.
In un comunicato l'Esecutivo auspica che il presidente della società, Gabriele Giulini, "faccia chiarezza" e coglie l'occasione per ricordare che non è compito del Municipio "sostituirsi agli amministratori e partecipare alla gestione di una società sportiva".
Rinnovando il sostegno a chi si vorrà adoperare perché la questione possa essere risolta positivamente, le autorità cittadine si dicono pronte a "salvaguardare, nel limite del possibile, il settore giovanile del club".

Giulini: "Sto lottando come un leone"

Il presidente del Bellinzona parla della difficile situazione

Dopo giorni di silenzio Gabriele Giulini è tornato a parlare, cercando di rassicurare i tifosi nonostante la situazione difficile: "Spero di non tradire la fiducia dei tifosi, in tanti anni non l'ho mai fatto", ha dichiarato il presidente del Bellinzona ai microfoni di Fuorigioco News. "Sto lottando come un leone, ma gli ostacoli sono tanti e purtroppo questa campagna stampa mi ha danneggiato molto, anche a livello finanziario".
Le possibili soluzioni per evitare il fallimento? "Speriamo che ci sia una cordata. Farò di tutto perché il Bellinzona possa continuare e sono diposto anche a cedere le mie azioni. Faciliterò al massimo questa cordata".
La squadra continua comunque la sua attività ed è pronta per il prossimo impegno in Challenge League: "Sono dei ragazzi formidabili, quindi spero che faranno il possibile come ho cercato di fare io fino ad ora".
(fonte: RSI online)

 

6 marzo 2013

Il CdA del Bellinzona perde pezzi

Franco Luca: "Siamo usciti ma rimaniamo vicini"

Se i giocatori del Bellinzona hanno deciso di rimanere al fianco di Gabriele Giulini, non si può dire altrettanto per tutti i membri del CdA. In accordo col numero uno della società, Walter Caranzano e Franco Luca hanno preso la porta di uscita. Quest'ultimo, entrato in carica appena quattro mesi fa, ha spiegato: "Dall'interno non posso più rendermi utile, ma si può fare ancora tanto restando innanzitutto vicino al presidente, che non dimentichiamo ha sempre mantenuto fede ai suoi impegni, e poi per far vedere che da parte della piazza c'è intenzione di intervenire e mandare un segnale forte".
Le due uscite dal CdA lasciano quindi nella stanza dei bottoni, al fianco di Giulini, unicamente Padre Callisto, Francesco Sortino e Hakan Yakin. Ancora Luca: "Non è una contraddizione uscire per restare vicini. La decisione è stata presa in accordo con il presidente".
Un'uscita di scena per evitare di appianare di tasca propria determinate pendenze? "Alla fine queste pendenze sono l'aspetto minore. Si è sempre pagato tutto, la Lega impone dei paletti di un certo tipo, per i quali è impossibile accumulare chissà quali debiti. La situazione è stata di certo enfatizzata".
"Il presidente non si è chiuso nel silenzio, ma sta lavorando giorno e notte per rimettere a posto le cose. Non sono pessimista, ma bisogna restare coi piedi per terra. Essere ottimista in questo momento è difficile. Entro venerdì al più tardi sono sicuro che Giulini dirà qualcosa".
(fonte: RSI online)

 

5 marzo 2013

ACB, la situazione è sempre più critica

Non sono ancora stati versati gli stipendi ai giocatori

I giocatori del Bellinzona non hanno ancora ricevuto gli stipendi arretrati. È dunque passato un altro giorno e in casa granata nulla è cambiato. Il presidente Gabriele Giulini insiste a mantenere il massimo riserbo, rifugiandosi dietro ad un silenzio stampa che ormai dura da alcune settimane, ma parallelamente mancano ancora all'appello tre mensilità di giocatori e collaboratori.
Come già ricordato in questi giorni, non sarebbero quindi ancora giunti in Svizzera i quattro milioni di franchi che il presidente dell'ACB starebbe aspettando per coprire tutti i debiti. Intanto secondo quanto pubblicato sul sito internet del Corriere del Ticino, il presidentre Giulini avrebbe ammesso "di non aver più i fondi per continuare".
E questo mentre la comissione disciplinare della Swiss Football League è in procinto di aprire una seconda procedura nei confronti della società bellinzonese. Col rischio che, non solo non venga accordata la licenza per disputare il prossimo campionato, ma che si decida di ritirare anche quella per il torneo in corso.
(fonte: RSI online)

 

4 marzo 2013

ACB, per ora niente salari ai giocatori

Non sarebbero ancora in Svizzera i 4 milioni di franchi

I giocatori del Bellinzona non hanno ancora percepito i salari degli ultimi tre mesi che il club deve loro. Secondo informazioni della RSI, i quattro milioni di franchi necessari per pagare stipendi e oneri sociali non sarebbero ancora arrivati in Svizzera. Per i granata il rischio di venire penalizzati, anche con la revoca di punti in classifica, è sempre più alto.
Il club aveva lasciato intendere di avere versato venerdì il denaro necessario, che finirebbe sui conti degli atleti tra martedì e mercoledì. Intanto però la conferenza stampa di chiarimento in sospeso da diversi giorni continua a venire rimandata.
(fonte: RSI online)

 

28 febbraio 2013

Nuovo stadio ACB, consegnata ad Arbedo Castione domanda costruzione

Resta l'incognita della variante di piano regolatore

Uno stadio moderno per 12'000 spettatori con un tetto semovibile, un hotel con una cinquantina di camere, sala congressi, biblioteca, ristorante e bar. È stata depositata, come annunciato, alle 17 al municipio di Arbedo-Castione la domanda di costruzione per la futura struttura calcistica bellinzonese.
Un gesto formale, quello compiuto dal presidente dell'ACB, Gabriele Giulini, che risponde a una condizione indispensabile posta dell'Associazione svizzera di football per permettere al Bellinzona di continuare a giocare in Super League anche la prossima stagione. Sul progetto resta però l'incognita della variante del piano regolatore di Arbedo-Castione, non ancora cresciuta in giudicato e sulla quale vi è già l'ombra di un possibile referendum.
(fonte: RSI online)

 

27 febbraio 2013

DaiTicino: alle urne il 14 aprile

Il Municipio di Arbedo-Castione ha fissato la data del voto

Il Municipio di Arbedo-Castione ieri sera ha fissato la data della votazione popolare sulla pianificazione comprendente il nuovo stadio dell'ACB e la zona a luci rosse contestata dal referendum lanciato dal comitato guidato dall'AMICA per il 14 di aprile. Lo ha anticipato stamane il Corriere del Ticino.

La campagna in un momeno delicato
La campagna per il voto sull'avveniristico impianto multifunzionale DaiTicino da 100 milioni di franchi si apre in un momento decisamente delicato a livello finanziario della storia recente dell'AC Bellinzona. Il club da mesi non riesce infatti a far fronte ai suoi oneri finanziari (stipendi giocatori e altre pendenze).

I milioni in ballo
Gabriele Giulini, che è amministratore unico della DaiTicino, ha promesso che se la nuova pianificazione verrà approvata regalerà un milione di franchi per i contributi di miglioria per le opere previste in zona residenziale.
Il Comune si attende inoltre da DaiTicino il versamento di sei milioni di franchi a parziale copertura delle spese che dovrà affrontare per modificare le strade d'accesso alla zona industriale.
Come ricorda il CdT il Municipio ha sottoscritto un accordo con Giulini, come rappresentante della DaiTicino e dell'ACB solidamente responsabili. Ma questo, alla luce delle ultime difficoltà finanziarie di Giulini, non convince tutti.

Giulini: "La situazione è sotto controllo"
"
Tranquilli, la situazione è sotto controllo". Insomma, i fondi verranno sbloccati e i soldi arriveranno.
Nel tardo pomeriggio di ieri Giulini, che è anche presidente e maggiore azionista dell'ACB, ha rassicurato gli azionisti del club granata riunitisi in assemblea all'albergo Unione di Bellinzona. La sua verità, ha aggiunto, la svelerà in conferenza stampa nei prossimi giorni.
Il termine per l'inoltro alla Swiss Football League della documentazione richiesta per la licenza intanto però si avvicina.
(fonte: RSI online)

 

12 dicembre 2012

Giulini regala un milione a Castione

Per le opere viarie. "Gesto di riconoscenza al comune"

Gabriele Giulini, presidente dell'AC Bellinzona e promotore del nuovo stadio "DaiTicino!", ha deciso di partecipare a titolo volontario e personale attraverso un contributo straordinario di 1 milione di franchi, alle opere viarie previste presso la zona residenziale di Arbedo Castione soggette a contributi di miglioria.
"Il mio è un gesto di riconoscenza verso il comune per l'appoggio avuto", ci spiega il patron granata. "Un segno tangibile della volontà di essere parte attiva della riqualificazione del territorio", aggiunge.
Sul progetto, ricordiamo, pende però la scure del referendum contro la variante di piano regolatore. "Si dovrebbe votare tra febbraio e marzo. Noi rispettiamo, in maniera sincera, tutte le procedure democratiche previste. Ma nella vita non bisogna mai avere paura", prosegue Giulini.
"E se la popolazione dovesse sostenere il nostro progetto: appuntamento tra giugno e settembre per la posa della prima pietra. Questa è la nostra speranza", conclude.
Joe Pieracci
(fonte: RSI online)

 

31 ottobre 2012

Luci rosse a Castione, è referendum

Contro le varianti di piano regolatore spuntano due testi

L'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione ha lanciato due referendum contro le modifiche di piano regolatore adottate sei giorni fa dal Consiglio comunale e contenute in due distinti messaggi municipali.
"L'importanza e le conseguenze che questa variante pone con la proposta di assegnare un quartiere per la pratica del sesso ci ha indotti a sottoporle al cittadino", si legge in una nota odierna del Comitato apartitico contro l'approvazione della variante Arbedo-Castione e di quello contro l'approvazione della variante Locali notturni Arbedo-Castione.
Stando al Comitato contro la variante che creerebbe un quartiere a luci rosse, la modifica porterebbe a un raddoppio delle strutture dove viene esercitata la prostituzione. Si tratta di una ipotesi che non piace al comitato, il quale non vuole che la zona diventi "il bordello della regione insubrica".
(fonte: RSI online)

 

26 ottobre 2012

Castione, lo stadio dell'ACB più vicino

Variante di piano regolatore, sì del Consiglio comunale

La variante di piano regolatore del comparto di Castione è stata accolta ieri con 20 sì, tre no e un astenuto dal consiglio comunale, riunito in seduta straordinaria. Si tratta di un programma di riqualifica territoriale avviato sei anni fa, nell'ambito dei progetti modello sostenuti dalla nuova politica regionale della Confederazione.
Referendum consentendo, nel modificato piano regolatore vi troverà spazio anche il nuovo stadio di calcio promosso dal presidente del Bellinzona Gabriele Giulini.
(fonte: RSI online)

 

6 ottobre 2012

Giulini come il Mago Otelma!!

Stadio-bomboniera di Bellinzona: le cifre ciurlano nel manico

Vabbe' promettere magie, ma ci pare che il presidente dell'ACB Gabriele Giulini con il progetto di nuovo megastadio bomboniera in quel di Castione, si sia lasciato prendere un po' troppo la mano!!
Infatti con 60-80 milioni di Fr, Otelma Giulini ed il suo staff di architetti vorrebbero creare un complesso contenente: stadio da 12mila posti con copertura mobile (uella, Castione come Pechino!!) in grado di far salire la capienza a 18mila posti; albergo con 100 camere, 6 suite e 40 apart-hotel; spazi commerciali per 25mila mq; autosilo per 600 auto; parcheggio esterno da 800 stalli; un ristorante con 80 posti; un self service da 400 posti; 5 buvette; sala congressi; palestra, piscina e addirittura un centro di culto religioso (di quale religione?)!
Uella Giulini, calma e sangue freddo, perché qui c'è qualche frate che "spasseggia"!! A parte il fatto che vogliamo proprio vedere come si pensa di far funzionare una siffatta cattedrale nel deserto situata nella megalopoli di Arbedo-Castione, i costi presentati dal presidente ACB non stanno né in cielo né in terra! Tanto per fare un esempio: la spesa media per costruire una camera d'albergo è di 150mila Fr, sicché il solo albergo da 100 camere costerebbe 15 milioni!! E Giulini con 60, massimo 80 milioni pensa di realizzare tutta la litania di strutture sopra indicate?! Caro Giulini, altro che 60 milioni, per tirare in piedi lo stadio-bomboniera di milioni te ne serviranno 200!! Ci teniamo a precisarlo non perché abbiamo qualcosa contro Otelma Giulini; anzi, tutta Bellinzona dovrebbe ringraziarlo per i milioni che ha speso senza chiedere per il momento nulla in contropartita, ma perché ci piacerebbe sapere chi sono i venditori di fumo che hanno sottoposto al presidente dell'ACB un progetto del costo di almeno 200 milioni, dicendo che ne costerà 60! A meno che il disegno sia quello di far invadere Arbedo-Castione da muratori bulgari o rumeni pagati 3.- Fr all'ora!!
(fonte: Il mattino della domenica online)

 

5 ottobre 2012

Svelato lo stadio del Bellinzona

È un impianto moderno da cento milioni e 12 mila posti. Avrà anche albergo, ristoranti, sala congressi e tetto mobile

Uno stadio da cento milioni e 12 mila posti svelato al pubblico. Daiticino, l'avveniristico impianto del Bellinzona che il patron dell'ACB Gabriele Giulini vuol costruire a Castione, è un gioiello. Certo, la strada è ancora irta di ostacoli. Non sono i soldi il problema (sarà un investimento totalmente privato, senza nessun contributo a carico della comunità), ma l'accettazione politica del progetto. L'appoggio del Municipio e del Consiglio Comunale è praticamente garantito, e giovedì sera Giulini ha incassato anche l'entusiasmo dei trecento che hanno affollato la sala del centro civico di Arbedo per la presentazione. Gli architetti Arnaboldi e Rossi hanno proiettato le immagini dello stadio, proiettando tutti quanti nel futuro. Ma resteranno molti nodi da sciogliere, primo fra tutti quello con il quale AMICA vorrebbe imbavagliare l'impresa.
L'AMICA è un associazione che intende difendere il territorio del comune bellinzonese, in particolare quella zona ora semi-degradata che è la zona industriale a ovest della ferrovia, proprio dove dovrebbe sorgere lo stadio. Il terreno è in una specie di stato post-industriale zeppo di detriti e senza una destinazione. Ebbene: lo stadio Daiticino, per quanto osservato ieri sera, è una meraviglia che trascinerà tutta quella periferia desertificata in un'area di "Sport, Cultura e Tempo libero", come recita lo slogan che accompagna lo stadio. La zona golenale verrebbe rigenerata, così come la situazione viaria.
Anche giovedì, con le immagini del progetto che scorrevano gigantesche, Giulini ha ribadito i contenuti dell'opera: mediateca e biblioteca, piscina e centro di riabilitazione, palestra, albergo, ristoranti (due) bar e sale congressi, tetto mobile, possibilità di manifestazioni sportive che vanno oltre il calcio, sala concerti. Un villaggio, insomma, costruito con un concetto urbanistico moderno, valorizzato dall'accessibilità data dalla stazione TILO a pochi metri (e dall'Alptransit che verrà), completamente autonomo e ecologico a livello energetico. Alla fine dell'intervento del presidente granata sono scrosciati applausi fragorosi.
(fonte: Ticinonews.ch)

 
4 ottobre 2012

Stadio ACB: referendisti in difficoltà

Il Partito socialista non appoggerà la raccolta delle firme per il referendum contro la variante di piano regolatore

Sul futuro stadio dell'ACB pende la spada di Damocle del referendum. Se il Consiglio comunale, come prevedibile, accetterà la variante di piano regolatore, l'associazione ambientalista AMICA lancerà un referendum.
Un referendum parte con la raccolta delle firme, e in questo caso AMICA perde un alleato, ovvero il Partito socialista. Lo riferisce laRegione.
I consiglieri comunali socialisti sono rimasti favorevolmente colpiti dal progetto che è stato presentato alle autorità settimana scorsa. Questa sera invece il nuovo stadio sarà presentato alla popolazione e ai media.
Quello che inizialmente preoccupava anche i socialisti era il progetto di Città-mercato e il traffico che avrebbe generato. Ora questo progetto non esiste più e il solo stadio, con al suo interno diverse proposte extra-sportive, non incontra l'opposizione del partito.
(fonte: Ticinonews.ch)

 
3 ottobre 2012

Stadio ACB: primi "sì" dalla politica

Ieri sera la commissione opere pubbliche di Arbedo-Castione ha firmato il preavviso favorevole. Domani presentazione al pubblico

Lo stadio ACB, idealmente, attende con trepidazione che la politica faccia il suo corso per poter venire alla luce. Ieri un altro piccolo passo lo si è fatto. Come riferisce il Corriere del Ticino la Commissione opere pubbliche ha sottoscritto la variante di piano regolatore che permetterebbe la realizzazione dello stadio.
A fine mese la variante passerà per il Consiglio Comunale, dove dovrebbe essere approvata. A tal proposito è già stato messo in conto il referendum che l'associazione ambientale AMICA lancerà. I preparativi per la raccolta firme sono iniziati.
Domani sera il progetto con tanto di "modellino" sarà presentato alla popolazione. Alle 20 presso la sala multiuso del Centro civico verrà finalmente tolto il velo e ci si potrà rendere conto in cosa consisterà, dal punto di vista prettamente urbanistico, lo stadio DaiTicino.
(fonte: Ticinonews.ch)

 

19 settembre 2012

Il nuovo stadio raccoglie applausi

Castione, progetto DaiTicino accolto positivamente dal Consiglio comunale

Esordio convincente per lo stadio DaiTicino che Gabriele Giulini intende costruire a Castione. Il progetto è stato illustrato ieri sera al Municipio e al Consiglio comunale di Arbedo-Castione. Durante la presentazione al Legislativo, svoltasi a porte chiuse, le parole del patron granata, ci è stato riferito, sono state accompagnate dal battimani della sala. Se fino ad alcuni giorni fa il progetto era ancora accompagnato da qualche perplessità, ora nelle istituzioni comunali suscita un entusiasmo quasi generale. 'unica voce fuori dal coro è stata quella del consigliere PLR di Castione e presidente dell'Amica Davide Cattaneo che al CDT ribadisce il lancio del referendum. Il PLR di Arbedo con i suoi 10 consiglieri comunali su 25 garantisce invece il suo sostegno alla variante che consentirà la costruzione dello stadio. L'investimento ammonta a circa 100 milioni. DaiTicino si presenta come un parallelepipedo affiancato da una torre con ristorante e albergo. Nei tre piani del corpo principale sono previsti un parcheggio sotterraneo con 600 posti auto, diversi negozi, bar, sala congressuale con 800 posti, cinema, centro di riabilitazione, piscina, palestra, biblioteca dello sport e spazio multireligioso. A sormontare il tutto è previsto il campo da calcio da 10-12 mila spettatori e copertura mobile.
(fonte: Ticinonews.ch)

 

14 settembre 2012

Stadio ACB: pronta la presentazione

Mancini & Marti si oppone però alla cessione dei terreni. Gabriele Giulini: "Non ci servono" Il Sindaco De Carli: "Noi andiamo avanti"

Stadio ACB. Si è in dirittura d'arrivo. Nel bene o nel male. Come confermato ieri durante un'intervista rilasciata alla trasmissione di Teleticino, Fuorigioco, il presidente Gabriele Giulini ha detto che la presentazione del progetto avverrà in due fasi. La prima sarà dedicata ai consiglieri comunali di Arbedo-Castione, la seconda, presumibilmente ad inizio ottobre, sarà dedicata alla popolazione.
Il progetto prevede la creazione di un polo culturale-sportivo, con uno stadio da 10-12'000 posti che potrebbe essere utilizzato per numerose manifestazioni in quanto è previsto che possa essere coperto da un "telone" in caso di necessità.
Poi sarà il momento di votare in consiglio comunale la variante di piano regolatore. Se dovesse essere accettata ecco che con molta probabilità ci sarà il referendum promosso dall'associazione ambientalista AMICA.
Ma il fatto nuovo riguarda la Mancini&Marti, proprietaria di parte dei sedimi, la quale si oppone fermamente alla vendita dei terreni dedicati allo stadio. Da parte sua Gabriele Giulini ha dichiarato al Corriere del Ticino che "per realizzare il progetto le loro parcelle non ci servono, ci sta comunque".
Il Sindaco di Arbedo-Castione, Luigi De Carli, da noi contattato ha comunque ribadito che un eventuale referendum è già in linea di conto e che il Municipio andrà avanti con la proposta di piano regolatore.
(fonte: Ticinonews.ch)

 

22 agosto 2012

Stadio ACB, tra poco gioca la politica

Il messaggio per la casa granata, le luci rosse e i negozi a Castione è pronto

Verrà dato tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre il fischio d'inizio alla partita politica che si giocherà sul nuovo stadio dell'Associazione calcio Bellinzona (ACB). Il Municipio di Arbedo-Castione ha difatti utlimato il messaggio sulla revisione di Piano regolatore necessaria ad assicurare il quadro per la costruzione del futuro tempio granata. Entro la fine del mese verrà organizzata una serata coi consiglieri comunali alla quale saranno presenti anche gli esperti che hanno elaborato la variante di PR su negozi, luci rosse e zone ludico-sportive. Dopo la serata informativa, il Municipio convocherà la seduta di Consiglio comunale destinata all'approvazione del messaggio. Dovrebbe tenersi a cavallo tra settembre ed ottobre. In quell'occasione avrà luogo il primo tempo della partita sullo stadio. Se il messaggio dovesse venir approvato, come confida il Municipio e come spera il presidente granata Gabriele Giulini, si aprirà il secondo periodo della contesa quello riguardante il referendum preannunciato dall'Associazione per il miglioramento ambientale di Arbedo Castione (AMICA) e la votazione popolare.
In questi mesi i pianificatori hanno tenuto conto delle indicazioni contenute nelle 24 pagine di esame preliminare, ma non hanno stravolto alcunché delle loro scelte. Si sono limitati a giustificarle.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

1° giugno 2012

Nuovo stadio in CC a settembre

I 12.5 milioni di contributi di miglioria gettano benzina sul fuoco dei contrari

Messaggio municipale pronto entro fine giugno, voto del Consiglio comunale a settembre. Queste le prossime due scadenze del Piano d'indirizzo per il riordino della zona industriale di Castione. Sono state rese note durante la serata pubblica di giovedì sera al Centro Civico promossa dal Municipio per presentare le modifiche apportate al progetto pianificatorio dopo la rinuncia della Città mercato di insediarsi nel comparto compreso tra la linea ferroviaria ed il fiume Ticino. In buona sostanza la superficie di vendita di 40 mila quadrati prevista fino all'anno scorso è stata ridotta a 17 mila metri quadrati integrati nel nuovo stadio polifunzionale da 12 mila posti a sedere dell'Associazione Calcio Bellinzona. A gettar benzina sul fuoco degli oppositori sono stati i costi dell'operazioni presentati giovedì sera: 32 milioni di franchi da destinare in via principale ad interventi viari. «Ci portate in casa nuovo traffico che assolutamente non vogliamo e per di più ci chiedete anche di pagarne i costi? E profumatamente? Pensate bene a quel che state facendo» è stata una tra le tante obiezioni levatesi dalla sala. Quello finanziario è un ulteriore argomento a disposizione di buona parte degli abitanti di Castione a sostegno del sempre più probabile referendum che verrà lanciato qualora il CC dovesse approvare la nuova pianificazione del comparto.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

17 marzo 2012

Stadio e luci rosse, finito l'esame

Il Cantone ha inoltrato le proprie osservazioni sulla nuova pianificazione

L'esame preliminare del Cantone sulla pianificazione locale di Arbedo-Castione è terminato. L'incarto è stato trasmesso al Municipio dopo che giovedì il Consigliere di Stato Marco Borradori ha apposto la sua firma. Come anticipato dal CdT non sarà comunque possibile licenziare il messaggio sulla pianificazione per lo stadio «Dai Ticino» e per i negozi entro la fine della corrente legislatura. I tempi tecnici e procedurali della LOC non lo consentono. Ricordiamo che il nuovo dossier venne consegnato ad inizio dicembre aggiornato in base alla decisione di rinunciare all'insediamento della città mercato sui terreni tra la ferrovia ed il fiume Ticino. Sono invece ancora contenuti lo stadio e l'area per le attività a luci rosse nella zona del Motel Castione.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

29 febbraio 2012

Castione Un'altra bretella per far respirare il paese

L'AMICA: due brevi strade toglierebbero le auto dall'abitato
La soluzione per risolvere una buona parte dei problemi causa­ti dalle auto a Castione c'è e sa­rebbe semplice. Si tratta di una mini bretella per collegare via San Bernardino e via San Gottardo, al­l'altezza degli svincoli autostradali, che toglierebbe dall'abitato gran parte del traffico generato dalla Coop e quello in transito da e per la Mesolcina.

La proposta giunge dall'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (AMICA) che, caldeggiandone la realizzazione, ha sottoposto all'Esecutivo una rappresentazione grafica della sua idea. In concreto prevede la realizzazione di due nuove strade tra via San Bernardino e gli svincoli dell'A13. Una lunga 50 metri collega la rotonda della Coop e l'uscita dell'autostrada. L'altra di 100 metri congiunge i semafori che regolano l'accesso da nord all'A13 alla strada cantonale tra Arbedo e Lumino. Due opere di piccole dimensioni, ma dalla grande utilità, che, secondo l'AMICA sarebbero facilmente realizzabili. Non così per il Municipio che già in passato ha scartato l'idea generale della bretella tra le vie S. Bernardino e S. Gottardo ritenuto che necessita dell'accordo dell'USTRA e «la sua realizzazione presenta seri problemi nella relazione costi/benefici».
La proposta delle due nuove strade emerge da uno scritto inoltrato negli scorsi giorni dal Comitato AMICA al Municipio prendendo posizione sui contenuti del bollettino alla cittadinanza con il quale ha chiarito le ragioni della sua opposizione alla visione alternativa della pianificazione di Castione sviluppata da Geo Rathey attorno al lago sostenuta dall'associazione. «Secondo il Municipio saremmo sognatori, visionari: eppure non siamo stati noi ad aver sognato di poter inserire una città-mercato di dimensioni colossali in un villaggio di mille abitanti e in un Cantone già saturo di centri commerciali» rileva l'AMICA aggiungendo: «né siamo stati noi ad aver creduto di poter spostare la Coop di centinaia di metri con la sola forza del pensiero (o delle illusioni). Né siamo noi a credere che sia possibile e vantaggioso edificare a Castione uno stadio più costoso di quello di Zurigo - che è sull'orlo del fallimento. No, signor sindaco: se c'è un visionario, non siamo noi».
L'associazione è convinta che l'Esecutivo «agisca con fretta e improvvisazione», senza mantenere le promesse, rifiutandosi di ascoltare altre voci, accumulando progetti, nell'incapacità di dare una risposta concreta ai problemi cui è confrontato Castione. «L'unico segno tangibile dell'azione del Municipio è una striscia gialla lungo la strada percorsa ogni giorno dagli allievi delle scuole dell'asilo» sottolinea l'AMICA che in conclusione ribadisce la sua opposizione alla creazione di una zona a luci rosse a nord dell'abitato. «I troppi esempi che conosciamo in Ticino dimostrano che dove c'è prostituzione c'è la criminalità organizzata» nota ritenendo che «spostare i bordelli di Arbedo a Castione non è una soluzione pragmatica: è prendere in giro i cittadini».
(fonte: Corriere del Ticino)

 

8 febbraio 2012

Stadio rinviato a dopo le elezioni d'aprile

Impossibile licenziare la nuova pianificazione in tempo utile
Alla fine anche il Municipio di Arbedo-Castione, che della questione aveva fatto il suo obiettivo di legislatura, ha dovuto mettersi il cuore in pace. La compagine guidata dal sindaco Luigi Decarli non riuscirà a porta­re in Consiglio comunale la nuova pianificazione di Castione, comprendente lo stadio dell'AC Bellinzona, prima delle elezioni di aprile.

Ci ha provato, ma malgrado tutta la buona volontà, nei giorni scorsi ha dovuto prendere atto dell'impossibilità di rispettare la scadenza.
Mancando ancora il rapporto preliminare del Dipartimento del territorio sulla seconda proposta pianificatoria messa a punto dal Comune (quella senza la città-mercato dopo il no della COOP a trasferire i suoi negozi, ma con i commerci nell'impianto sportivo), non è più pensabile che il messaggio venga licenziato in tempo utile. I termini previsti dalla LOC non lo consentono. E ciò anche se il Cantone dovesse, da un lato, rispettare la scadenza per l'inoltro del suo preavviso ora fissata per la fine di questo mese e, dall'altro, aderire in tutto e per tutto a quanto previsto dal Comune.
La questione che ha animato tutta la legislatura, tra i fautori del nuovo assetto dell'area industriale quale presupposto per la riqualifica dell'intera frazione e i contrari a nuovi generatori di traffico che con l'AMICA in testa hanno già promesso il referendum, è quindi destinata ad animare anche il prossimo quadriennio. Il Municipio, che negli ultimi anni ha dovuto a più riprese rivedere i suoi piani (due anni fa contava di veder aprire il cantiere dello stadio entro l'aprile 2011), avrebbe invece voluto mettervi un primo punto in occasione dell'ultima seduta di legislativo prevista a fine marzo. Anche perché le urne potrebbero mutare gli attuali equilibri politici. Oggi i sostenitori della soluzione municipale sono maggioritari in seno al Consiglio comunale, ma non è detto che lo saranno anche in futuro. Uno stravolgimento nella composizione partitica del Consiglio comunale appare molto poco probabile, ma a far la differenza potrebbe essere lo spostamento di pochi voti.
Per questo ad Arbedo-Castione si sta facendo largo l'idea di fare in modo che il Consiglio comunale a fine marzo si esprima almeno sulla mozione presentata lo scorso ottobre da Davide Cattaneo (PLR) e Rezia Boggia (PS) rivendicante una pianificazione alternativa, basata sugli approfondimenti svolti da Geo Rathey. L'urbanista, come noto, propone la creazione di uno sbarramento idroelettrico alle rapide di Molinazzo che creerebbe un lago artificiale attorno al quale disegnare la Castione del futuro. Il Municipio si è già detto contrario alla proposta sottoscritta da 11 consiglieri comunali su 25. Un no anche da parte della maggioranza del legislativo entro la fine della legislatura permetterebbe di sbaragliare il campo, in vista della discussione sul merito della pianificazione.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

2 febbraio 20122

Stadio, 'occhio alle cattedrali nel deserto'

L'ex presidente dell'Acb sull'era Giulini e il progetto di Castione: "Bellinzona è davvero una città da Serie A?"
Afferma di credere in quanto sta facendo Gabriele Giulini per costruire il nuovo stadio granata a Castione, ma non disdegna la mai tramontata ipotesi di ristrutturare il vecchio Comunale. Se la prende con regolamenti sportivi che affossano la tradizione sull'altare del Dio denaro, e invoca la realizzazione di strutture che siano proporzionate alla propria realtà e al suo potenziale economico. Tra le righe, poi, dice molte altre cose. Sollevando il quesito per sapere se Bellinzona sia una città di Serie A o piuttosto di Serie B, dove oggi milita.

A maggio saranno passati quattro anni dalla repentina uscita di scena di Manuele Morelli come presidente dell'Ac Bellinzona. Nel 2008 portò la società in Super League dopo 18 anni di purgatorio, e poche ore più tardi lasciò il timone. Ora che la delusione mai palesata per come è terminato il suo 'regno' è un po' mitigata dal tempo trascorso, e in un periodo in cui il popolo granata continua a sperare in uno stadio, lo abbiamo intervistato.
Manuele Morelli, da osservatore esterno in questi ultimi anni che idea si è fatto della gestione Giulini, a prescindere dagli aspetti puramente sportivi?
«Vi è indubbiamente stato un cambiamento di era: da un periodo contraddistinto da una società, seppur con importanti soci 'esteri', con un proprio vertice allargato ticinese, a un club totalmente in mano a uno straniero. La mia era verrà ricordata per la citata promozione e per il raggiungimento della finale di Coppa Svizzera, che considero un traguardo ancora più importante e prestigioso rispetto al primo. L'era di Gabriele Giulini al momento è invece ricordata per la retrocessione, ma spero presto anche per una nuova promozione, un nuovo stadio e, perché no, la conquista della Coppa Svizzera».
La dirigenza attuale, col presidente in prima linea, ha lavorato sodo per 'regalare' uno stadio (e dunque un futuro) all'Acb, prima con l'ipotesi di via Tatti poi con quella di Castione. Tramontata la prima, lei alla seconda ci crede?
«Ci credo in quanto non ho motivo di dubitare sulle serie intenzioni del presidente e sul suo potenziale economico. Terminata la telenovela di via Tatti, l'ipotesi di Castione sembra assai concreta. Non parlerei però di 'regalare un futuro' in quanto si può esprimere un bel calcio e dispensare emozioni anche nella lega cadetta. Soprattutto con la nuova formula a dieci squadre il livello dovrebbe crescere ulteriormente. Gli assurdi regolamenti, anziché imporre solo la sicurezza, e ci mancherebbe altro, impongono pure un mega stadio e ciò fa morire sul nascere il sogno, la poesia... Ma si sa, 'business is business'. Peccato però».
Il progetto di stadio pensato sotto la sua gestione prevedeva un investimento nettamente inferiore (circa 30 milioni) rispetto alle cifre citate per quello di Giulini: la sua idea rimane nel cassetto oppure è superata dagli eventi?
«Io avevo esaminato in primis l'ubicazione a Giubiasco ma subito apparve chiara l'opzione pressoché obbligata di Castione, sugli stessi terreni dell'idea attuale. L'attuale progetto, seppur già notevolmente ridimensionato rispetto a quello iniziale della città-mercato, è più ambizioso del mio. D'altronde ognuno fa il passo secondo la propria gamba e le proprie convinzioni in merito ai bisogni reali».
Intende dire che lo stadio dovrebbe essere adeguato alla realtà?
«Assolutamente sì. Gli stadi, che le regole federative oggi impongono anche in piccole realtà come la nostra, rischiano di trasformarsi, seppur con annessi commerci, in cattedrali nel deserto. Bellinzona, occorre essere onesti, ha un potenziale sportivo fra una buona Challenge League e una Super League in sofferenza, ciò significa, a essere ottimisti, giocare in una struttura piena al 40%. E inoltre - se pensiamo al numero di abitanti, alla piazza finanziaria e al numero di tifosi - siamo poi sicuri che Bellinzona, come città, sia da Serie A?».
Mentre nel 2007 escludeva l'ipotesi di riattare il Comunale, ora lei sembra essere tornato sui suoi passi. Per quale motivo ha cambiato idea e come sarebbe possibile percorrere questa idea?
«Lo stadio periferico permette di meglio gestire gli 'animali da stadio' (leggasi ultras) e di non infierire sul traffico cittadino. Ma la soluzione di ristrutturare il Comunale, purché si preservi la pista d'atletica, è meno impegnativa economicamente, è attuabile a tappe, ed è più in linea con la tradizione. Entrambi hanno dunque pregi e difetti che vanno soppesati».
Infine una domanda che, salvo dimenticanze, non le è mai stata posta pubblicamente: quali sono i veri motivi per cui lasciò la presidenza dell'Ac Bellinzona poche ore dopo l'agognata promozione?
«Lasciai la presidenza per il semplice motivo che mi ritrovai dall'oggi all'indomani, e lo appresi proprio dal vostro quotidiano, in una situazione societaria con un azionista con oltre il 60% di azioni (tramite l'acquisizione del pacchetto azionario di maggioranza di Promosport) mentre precedentemente in Promosport avevamo una ripartizione equilibrata delle quote, con sette od otto investitori, fra cui il sottoscritto. Il mio carattere libero e indipendente mi impedì di continuare l'avventura. L'istinto mi suggeriva di lasciare immediatamente, ma eravamo in piena lotta promozione (mancavano tre o quattro partite alla meta). Attesi quindi l'imminente fine stagione. E salutai tutti deluso per l'accaduto ma molto soddisfatto».
(fonte: laRegione)

 

27 gennaio 2012

Polizia mobile a Castione, per il sindaco un'ottima idea

Presto Luigi Decarli chiederà di discuterne col governo. Ipotesi: includere i pompieri
«È una proposta che condivido e che porterò al più presto sul tavolo del Municipio, che di sicuro l'appoggerà». Il sindaco di Arbedo-Castione apre le porte alla Polizia cantonale. L'ipotesi che Castione possa accogliere i 110 agenti del Reparto mobile del Sopraceneri e la ventina attivi nella Stradale, anticipata ieri da laRegioneTicino (Polizia mobile, spunta l'ipotesi Castione), è vista di buon occhio da Luigi Decarli.

Per una volta l'Esecutivo e l'Amica - Associazione per il miglioramento ambientale del comparto che caldeggia la soluzione facendosene promotrice, al pari di alcuni granconsiglieri - si trovano d'accordo. Il sostegno non è solo a parole. C'è di più: l'autorità prenderà contatto prossimamente con il Dipartimento delle istituzioni per fissare un incontro.
Potrebbe dunque trovare presto soluzione uno dei problemi logistici che attanagliano la Polizia cantonale, confrontata con la mancanza di spazi. O, per meglio dire, in questo caso si tratta più che altro di un'assenza. Entro il 2014 il Reparto mobile dovrà infatti traslocare da Camorino poiché l'Ufficio federale delle strade rivuole i locali. Dove andrà? Il nuovo comandante Matteo Cocchi, incontrando la stampa l'altro ieri per un bilancio dei primi 117 giorni alla testa del Corpo, si è limitato a dire che al momento ci sono diverse varianti da valutare. Non sappiamo se fra queste sia compresa pure quella della zona industriale di Castione, ma l'ipotesi è tutt'altro che campata in aria. «Dal punto di vista strategico non vedo altre ubicazioni migliori - aggiunge il sindaco nonché capodicastero Costruzioni pubbliche Luigi Decarli. Ribadisco pertanto che si tratta di un'ottima idea. Anzi, colgo l'occasione per allargare il discorso pure ai pompieri, la cui caserma la vedrei bene inserita magari nel prospettato stadio dell'Acb».
Il riferimento è ai pompieri di Bellinzona, anch'essi alla ricerca di una 'casa' il più presto possibile. A dire il vero una nuova sede l'avrebbero, ovvero il futuro centro Mep che all'ex Birreria di Carasso è destinato ad accogliere pure i magazzini comunali e l'ecocentro. I tempi per la realizzazione dello stabile - investimento previsto oltre i 20 milioni di franchi - sono tuttavia destinati ad allungarsi a causa dei ricorsi interposti recentemente al Tribunale amministrativo cantonale, da alcuni studi d'ingegneria, contro la delibera del Municipio per i lavori di progettazione. Il Corpo pompieri cittadino, operativo nella centrale ai confini dell'ex campo militare, ha iniziato a guardarsi in giro alla ricerca di alternative valide e - dalle informazioni in nostro possesso - starebbe prendendo in seria considerazione l'ipotesi di Castione.
(fonte: laRegione)

 

26 gennaio 2012

Polizia mobile, spunta l'ipotesi Castione

L'Amica e alcuni granconsiglieri lanciano la proposta per la nuova sede: "Strategicamente è ideale"
Gli oltre cento agenti devono lasciare gli spazi di Camorino entro il 2014. «Castione accolga il Reparto Mobile del Sopraceneri e quello del Traffico della Polizia cantonale». L'Associazione per il miglioramento ambientale del quartiere (Amica) cala l'asso a meno di due mesi dalla discussione in Consiglio comunale della variante bis di Piano regolatore per il comparto.

Come è noto entro il 2014 i circa 130 agenti dovranno lasciare gli spazi occupati a Camorino e messi a disposizione dall'Ufficio federale delle strade. Al momento un'alternativa concreta non c'è; e a complicare ulteriormente le cose c'è il fatto che i lavori per la costruzione del futuro Comando, all'ex Arsenale ai Saleggi a Bellinzona, potrebbero non essere terminati entro due anni.
L'ipotesi di Castione è caldeggiata anche da alcuni granconsiglieri, fra i quali il liberale-radicale nonché ex ufficiale della Polca Giorgio Galusero. È ritenuta strategicamente (per la vicinanza agli svincoli autostradali) la soluzione più appropriata per ospitare un corpo chiamato a intervenire quotidianamente sul territorio della nostra regione. Lo stabile sorgerebbe nella zona a ovest della stazione. Vicino allo stadio dell'Acb; pure dal punto di vista della sicurezza sarebbe dunque un optimum . I vertici dell'Amica, da noi interpellati, invitano il Municipio a intraprendere i «passi necessari per intavolare una seria trattativa» con il Dipartimento delle istituzioni dato che per la Polca si tratta di «una necessità inderogabile».
Anche il Centro comune?
Ma c'è di più. A fianco della sede della Mobile c'è chi vedrebbe bene il Centro comune di condotta Polca-Guardie di confine. Il governo lo vuole ai Saleggi. Il messaggio, con la richiesta di credito di 1.7 milioni, avrebbe dovuto essere avallato dal Parlamento nella seduta conclusasi martedì. È tornato però in Gestione per chiarimenti. Chissà che ora non venga presa in considerazione pure l'opzione di Castione.
Variante Pr per il comparto: le ragioni del 'sì'
«Non ci si può limitare a vacui e utopici propositi». Il Municipio di Arbedo-Castione non le ha certo mandate a dire nel volantino distribuito ieri a tutti i fuochi. Vittima delle saette verbali è l'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (Amica), che a sua volta a metà dicembre aveva spiegato (via lettera) ai cittadini i motivi del suo 'no' alla variante di Piano regolatore per il comparto. Tralasciando la breve cronistoria del progetto avviato lo scorso quadriennio, l'Esecutivo sottolinea che sono stati considerati con attenzione tutti gli aspetti affinché la 'nuova Castione' sia migliore dell'attuale: «Non è però possibile accontentare tutti, in particolare quando vi sono delle forti contrapposizioni ideologiche o attese irrealistiche». Vengono poi date due risposte ad altrettanti punti sollevati dall'Amica. Uno, la 'bretella' tra la via San Bernardino e gli svincoli autostradali su via San Gottardo: la realizzazione «presenta seri problemi nella relazione costi-benefici». Due, la zona a luci rosse all'ex Motel Castione: l'approccio è «pragmatico e non ha nulla a che vedere con una condivisione di tale attività. È mirato principalmente ad evitare che questa si sviluppi in modo incontrollato sul restante territorio» e a favorire i controlli di polizia. Si informa infine che in febbraio sono previste delle serate pubbliche durante le quali verranno presentate alla popolazione le proposte pianificatorie elaborate.
(fonte: laRegione)

 

12 gennaio 2012

Castione, il fiume mette a rischio la pianificazione

Il Cantone al Comune: "Nessun insediamento senza alzare gli argini del Ticino". La zona industriale è a rischio alluvione
«In assenza di questi lavori le licenze edilizie che dovessero essere in futuro richieste per la zona interessata non potrebbero essere concesse». Il Dipartimento del territorio è stato categorico con il Municipio di Arbedo-Castione: l'area industriale del comparto di Castione è a rischio alluvione e senza interventi urgenti agli argini del fiume Ticino non ci potranno essere nuovi insediamenti.

Pertanto nemmeno lo stadio dell'Acb con i negozi all'interno. La frase d'apertura è estrapolata dal rapporto della Gestione - favorevole e sottoscritto dopo Natale dai sette commissari (il Plr Davide Cattaneo l'ha firmato con riserva) - sulla richiesta di credito di 47'500 franchi per l'allestimento del progetto definitivo per l'innalzamento delle sponde di Ticino e Moesa. Messaggio che passerà al vaglio del Consiglio comunale nella seduta di stasera.
L'Esecutivo è stato reso attento del potenziale pericolo di alluvionamento della zona industriale (gli esperti parlano, in questi casi, di 'piena centenaria') dai preposti uffici cantonali già nell'estate 2010. laRegione ne aveva ampiamente riferito il 12 ottobre scorso svelando i contenuti dell'esame preliminare, condotto dal Dipartimento del territorio, dell'allora prima variante di Piano regolatore per l'area al di là della ferrovia. Nel frattempo il Municipio ha provveduto ad elaborarne una seconda che dovrebbe giungere sui banchi del Legislativo fra due mesi.
Alla luce del messaggio municipale, la Gestione ha chiesto un incontro all'Esecutivo «per meglio comprendere come mai si abbia avuto notizia solo ora di questa necessità, visto come la pianificazione sia in corso da tempo, e la stessa già era stata sottoposta in via preliminare» al governo «senza che - da quanto ci risulta - vi fosse stata alcuna osservazione su questo aspetto». Un'affermazione, quest'ultima, che non corrisponde al vero, visto che il rischio era stato segnalato nel rapporto di oltre un anno fa. Di fronte ai commissari, il sindaco Luigi Decarli, i capodicastero competenti e i responsabili dell'Ufficio tecnico comunale hanno confermato che esiste «un deficit nell'altezza degli argini che, lungo 1 chilometro, spazia da 1 centimetro a 1 metro». Hanno pure riferito dell'ordine perentorio del Cantone di eseguire al più presto gli interventi di adattamento degli argini dei fiumi: «Alla luce di questo, pur stigmatizzando l'agire del Cantone che si ritiene per nulla tempestivo, è evidente che i lavori devono essere eseguiti a tutela del cittadino, e dei proprietari fondiari interessati - scrive la Gestione. Proprietari che dovranno comunque essere tenuti, al momento in cui l'opera verrà messa in atto, al pagamento dei contributi di miglioria, come di legge».
Complessivamente l'investimento sfiorerà il milione di franchi (980 mila per la precisione). Il 60% della spesa sarà a carico del Cantone.
(fonte: laRegione)

 

28 dicembre 2011

Gabriele Giulini istituisce la SA per lo stadio

Ad occuparsi della costruzione e del­la gestione del nuovo stadio che l'Associazione calcio Bellinzona conta di realizzare a Castione non sarà direttamente la società granata.

Di recente il presidente Gabriele Giulini ha dato vita a una nuova società: si tratta della Daiticino 2011 SA con chiaro riferimento al nome scelto lo scorso autunno per l'impianto polisportivo che il Bellinzona progetta da tempo e per il quale ha già inoltrato una domanda di costruzione al Comu­ne di Arbedo-Castione. Come confermatoci telefonicamente ieri da Gabriele Giulini sarà questa nuova società che, in primo luogo, dovrà reperire i terreni sul quale edificare lo stadio inseriti nell'area che della zona industriale di Castione che la nuova pianificazione intende destinare alla scopo. «Le trattative con i proprietari proseguono e ritengo che dovrebbero potersi concludere nel giro di alcune settimane» ha affermato al Corriere del Ticino il presidente granata. Gabriele Giulini risulta amministratore unico con firma individuale della società dotata di un capitale azionario di 100 mila franchi che, a quanto spiegatoci dallo stesso, è un'emanazione diretta dell'Associazione calcio Bellinzona SA.
Lo scopo sociale della Daiticino 2011 SA, il cui statuto risale alla fine dello scorso novembre, è alquanto ampio. In primo luogo riguarda: la promozione, l'organizzazione e la conduzione di eventi sportivi, in particolare in ambito calcistico, nonché la gestione, l'amministrazione, la rappresentanza e l'organizzazione di associazioni o ulteriori società di capitale, attive in ambito sportivo. Segue: la realizzazione, la gestione di infrastrutture a destinazione sportiva con, inoltre, la possibilità di stipulare contratti di acquisto, mobiliare e immobiliare, affitto, mandato e appalto.
Dal Registro di commercio si apprende anche che Gabriele Giulini da qualche tempo ha trasferito il suo domicilio da Milano a Grono. Perché la scelta della Mesolcina?, gli abbiamo chiesto. «Da tempo cerco una casa in montagna - ci ha risposto - e non trovandola volevo già avvicinarmi a San Bernardino dove conto di stabilirmi entro breve. Grono, in tal senso, è stata una scelta temporanea».
(fonte: Corriere del Ticino)

 

20 dicembre 2011111

Castione, 'atto di forza del Municipio''

La denuncia dell'Amica: 'Legge organica comunale non rispettata'
Il progetto di lago bocciato nonostante sia pendente una mozione in Legislativo. Il primo firmatario non ci sta

No, così non va e così non si fa'. La decisione del Municipio di Arbedo-Castione di bocciare il lago artificiale (si veda laRegione, 17.12.2011, Castione, doccia fredda per il lago) è stata accolta con amarezza non solo dal suo promotore - l'ingegnere e urbanista Geo Rathey - ma pure dagli undici consiglieri comunali firmatari della mozione presentata il 26 ottobre scorso sul tema in oggetto. Si sentono scavalcati dall'Esecutivo con alla testa il sindaco Luigi Decarli, che ancor prima di aver dato loro risposta ha già suonato il requiem per il progetto. Non invitandoli neanche (perlomeno i primi firmatari, il liberale-radicale Davide Cattaneo e la socialista Rezia Boggia) all'incontro tenutosi di recente al quale hanno partecipato i vertici dell'Azienda elettrica ticinese e alcuni funzionari cantonali. La scelta dell'autorità politica è criticata anche dall'Associazione per il miglioramento ambientale (Amica) del quartiere, che fin dall'inizio ha visto l'idea del bacino d'acqua quale alternativa ai contenuti pianificatori proposti.
«Tutto è ancora possibile e un totale ripensamento di un concetto urbanistico è, malgrado tutto, attuabile anche se vi sarebbero molti passi complessi da intraprendere». Davide Cattaneo non ci sta. Il consigliere comunale Plr di Castione ritiene fuorviante la nota stampa del Municipio perché fa «percepire alla popolazione che l'argomento urbanistico/lago è definitivamente chiuso». E invece così non è. La mozione che invita a rivedere la pianificazione del comparto sulla base di nuovi concetti è ancora lì, pendente. Sottoscritta da 11 membri del plenum su 25 appena due mesi fa. «Si discutano, per una scelta ponderata, le due varianti correttamente esposte in una critica democratica», è l'auspicio del nostro interlocutore.

'Idee vecchie per l'area'
Ossia, da un lato, la proposta di Comune e Cantone di riqualificare l'area al di là della ferrovia inserendovi lo stadio dell'Acb con negozi; dall'altro quella dei mozionanti che propendono per il lago artificiale e altri contenuti meno invasivi. Va altresì approfondita la posizione dell'Aet, che per Davide Cattaneo è tutt'altro che chiara: «Ha detto 'no' ma comunque prende in considerazione l'idea in via embrionale». Secondo Davide Cattaneo quello compiuto venerdì dal Municipio è un atto di forza perché ha «definitivamente fatto capire che nessuna variante può esistere» se non la sua. Cioè «una pianificazione concepita con idee passate concentrate sull'addensamento edilizio e la concentrazione del traffico parassitario in una zona d'interesse regionale». Si preferisce, insomma, proseguire sulla strada imboccata piuttosto che fermarsi e riflettere.

'La situazione è grave'
«La situazione è grave. Il Municipio favorisce più l'interesse di breve periodo che una programmazione per le future generazioni», rincara la dose Davide Cattaneo, membro altresì dell'Amica. Il consigliere comunale liberale-radicale ribadisce pertanto che, se il Legislativo arbedese dovesse approvare la variante di Piano regolatore caldeggiata dall'Esecutivo, verrà lanciato il referendum. A decidere deve essere il cittadino, perché la questione è delicata: «Il tema non deve diventare motivo di discordia solo perché, nei piccoli Comuni, a volte si personalizzano i progetti e non vengono verificati e valutati in modo oggettivo e con la capacità e serenità necessarie».

La denuncia dell'Amica: 'Legge organica comunale non rispettata'
Il presunto mancato rispetto della Legge organica comunale da parte del Municipio di Arbedo-Castione è segnalato anche dall'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (Amica). Con la mozione firmata da undici consiglieri comunali tuttora inevasa, il Municipio decreta la morte del progetto di lago: «Su questo aspetto lasciamo ai singoli commissari (della Gestione, verosimilmente; ndr) il compito di chiarire l'iter procedurale e la sua legalità», osservano i vertici del gruppo da noi interpellati. Il discorso si sposta poi sulla scelta stadio Acb o corso d'acqua artificiale, con l'Amica che rileva che «il non voler considerare altre proposte, che con lo sviluppo delle idee possono presentarsi, è segno di immobilismo e stagnazione». L'associazione specifica inoltre che l'Azienda elettrica ticinese (Aet) ha sempre visto di buon occhio il progetto, come testimonia la lettera del 18 aprile scorso - scritta alla stessa associazione - nella quale si evidenziava come l'impianto idroelettrico annesso al bacino avrebbe permesso di coprire il fabbisogno di circa 4'500 economie domestiche. Nella missiva, per dovere di cronaca, si segnalavano comunque già allora dei problemi di tipo ambientale e pianificatorio, tra i quali l'allagamento di una parte delle zona industriale di Castione. Problemi che portarono il direttore Aet Roberto Pronini e il responsabile Area progetti Edi Losa ad affermare che l'iniziativa «sembra essere economicamente non sostenibile».
(fonte: laRegione)

 

17 dicembre 201111

Castione, doccia fredda per il lago

Il Municipio boccia il progetto di bacino artificiale. L'ideatore Geo Rathey: 'Scandaloso. Io non mollo di sicuro'

«È assolutamente scandaloso. Il mio progetto è valido eccome. Non demordo di sicuro. Per il semplice fatto che autorità ed esperti non hanno ancora capito che non faccio altro che proporre un corso d'acqua dove già c'era in passato». Indignato è dir poco. L'ingegnere e urbanista Geo Rathey è incavolato nero per la decisione del Municipio di Arbedo-Castione di non considerare la sua idea di realizzare un lago artificiale nell'ambito del riordino del comparto di Castione. Siamo noi ad informarlo, pochi minuti dopo aver ricevuto - nel primo pomeriggio di ieri - il comunicato dell'Esecutivo.
Cade dalle nuvole. Rimane per un attimo senza parole. Pochi istanti. Poi si dimostra, comme d'habitude , battagliero: «Hanno detto di no perché l'iniziativa è mia. Punto e basta. Ma se pensano che io rinunci, si sbagliano di grosso... », afferma. Forte anche del sostegno dell'Associazione per il miglioramento ambientale del quartiere (Amica) e della mozione presentata durante l'ultimo Legislativo (primi firmatari il Plr Davide Cattaneo e la socialista Rezia Boggia) e sostenuta da undici consiglieri comunali. Quasi la maggioranza del plenum.
Ma cominciamo dall'inizio. Dalla nota stampa, appunto. Il Municipio ribadisce - parlando anche a nome dell'Azienda elettrica ticinese (Aet) e del Cantone - che l'idea è improponibile e non si concilia con l'indirizzo pianificatorio che si vuole dare alla zona ad ovest della ferrovia. «L'idea di uno sfruttamento idroelettrico delle 'rapide' del fiume Ticino all'altezza della confluenza con il fiume Moesa risale a metà del secolo scorso. Con una certa regolarità è poi stata da allora ripresa, ma le conclusioni sono sempre state negative già solo dal punto di vista della sostenibilità economica», scrive l'Esecutivo. Ai problemi di sopportabilità finanziaria, precisa l'autorità con alla testa il sindaco Luigi Decarli, se ne aggiungono altri. Aet ha infatti ritenuto «non attuabile» la costruzione di un impianto idroelettrico annesso al lago. Non esclusivamente per una questione di soldi, ma anche perché ci vorrebbero troppi anni (da 10 a 20) per concretizzarlo. Andrebbero inoltre affrontati «alcuni importanti temi di carattere tecnico, ambientale e giuridico di risoluzione assai difficile, per non dire improbabile», puntualizza il Municipio.
Per il Cantone l'idea dell'ingegnere arbedese entra per contro in conflitto - «in quanto incoerente» - con la futura pianificazione che prevede, fra l'altro, lo stadio dell'Associazione calcio Bellinzona. La creazione del bacino creerebbe inoltre problemi di natura ambientale (vocazione naturalistica di tipo fluviale e non lacustre) e richiederebbe «costi sproporzionati per il rifacimento degli argini, lo spostamento della linea dell'alta tensione e l'esproprio delle superfici edificabili potenzialmente toccate».

'Lo studio non l'ho ancora consegnato'
Fin qui il comunicato del Municipio frutto della riunione tenutasi fra le parti lo scorso 5 dicembre. Un summit al quale Geo Rathey non è stato invitato: «Non so darmi una spiegazione. È un atteggiamento strano. L'idea è pur sempre mia. Ma le dirò di più: perché l'Esecutivo è uscito con un comunicato se io devo ancora consegnare all'Aet lo studio di fattibilità?». L'ingegnere, ricordiamo, sta integrando la sua personale analisi paesaggistica (con il lago quale fulcro) con un'altra sulla realizzazione, appunto, del corso d'acqua con annesso impianto idroelettrico su incarico della stessa azienda cantonale.
(fonte: laRegione)

 

7 dicembre 2011

Comparto Castione Stadio e negozi, il dossier è pronto

Entro fine settimana la variante di PR approderà al Dipartimento del territorio
Lunedì il Municipio vi ha apposto il suo imprimatur e oggi o al più tardi venerdì sarà consegnato al Dipartimento del territorio per l'esame preliminare.

È finalmente pronto il dossier riguardante la nuova pianificazione del comparto di Castione completamente rivista nei mesi scorsi dopo la decisione di rinunciare all'insediamento della città mercato sui terreni tra la ferrovia ed il fiume Ticino ora occupati dalla zona industriale. La variante ideata con l'obiettivo di riqualificare la zona industriale, favorire lo sviluppo dell'area attorno alla nuova stazione TILO e incrementare la vocazione residenziale dell'abitato, fatto salvo il via libera dipartimentale, verrà sottoposta per approvazione al Consiglio comunale verosimilmente la prossima primavera. Non prevede più, come detto, l'insediamento del policentro commerciale nell'attuale area industriale. Una rinuncia dettata sia dalla decisione della COOP di non spostarsi dalla sua sede attuale Mantenuta, invece, l'opzione stadio: «Dài Ticino», così si chiama il previsto nuovo complesso polifunzionale dell'Associazione calcio Bellinzona, avrà contenuti sportivi, commerciali e di svago. La proposta pianificatoria elaborata dal Municipio contiene anche un'area riservata ai locali a luci rosse nella zona dove sorge il Motel Castione.

L'AMICA spiega il suo no in un volantino a tutti i fuochi
Malgrado la variante del Piano regolatore studiata dal Municipio non contenga più la città mercato, l'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (AMICA) è intenzionata a combatterla con ogni mezzo a sua disposizione. Oggi recapiterà a tutti i fuochi del Comune un volantino nel quale spiega le ragioni della sua opposizione. In buona sostanza l'AMICA ritiene che un cambiamento di tale portata per il comparto di Castione sia stato affrontato con eccessiva fretta e senza i necessari approfondimenti. In particolare giudica ancora eccessive le superfici destinate a nuovi commerci sia nel complesso che dovrebbe ospitare il nuovo stadio di calcio dell'ACB, sia lungo i due lati di via San Gottardo. Sempre secondo l'AMICA, la proposta per il riordino del comparto ignora le misure atte a favorire i residenti e la loro qualità di vita: mancherebbero in particolare interventi viari per rendere più sicure le zone circostanti gli istituti scolastici e l'auspicato allacciamento stradale tra la rotonda di via san Bernardino ed i semafori degli svincoli autostradali che consentirebbe di sgravare dal traffico l'intasata via Cantonale. All'AMICA va pure indigesta l'area di 13 mila metri quadrati da destinare al quartiere a luci rosse. «Oltre al non rispetto della persona che tale attività sottintende - si legge sul volantino distribuito a tutti i fuochi - la cronaca ci informa costantemente sulle implicazioni negative e pericolose che queste attività comportano». Un'opposizione a tutto campo con la quale l'AMICA conferma implicitamente che, qualora il Consiglio comunale dovesse approvare la variante di PR, non esiterà a lanciare un referendum affinché tutta la popolazione possa dire la sua.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

26 novembre 2011

Giulini rilancia sullo stadio: «Ma ora costerà 100 milioni»

Il presidente dell'ACB incontra di nuovo il Municipio
La variante della variante di PR sull'area industriale, che limita gli spazi commerciali all'interno del nuovo stadio, ha costretto il patron granata a correggere il tiro.

Positivista lo è sempre stato: male che vada vede sempre il bicchiere mezzo pieno. Sia in campo sportivo, con una gestione propositiva della retrocessione del suo AC Bellinzona in Challenge League - ed i risultati gli stanno dando ragione - sia in quello... imprenditoriale, con il rilancio del dossier sul nuovo stadio a Castione: «Il progetto va avanti. Stiamo trattando sui terreni, definendo l'architettura finanziaria e raffinando il progetto con nuovi contenuti, aggiungendo quindi degli spazi commerciali a quelli destinati ai servizi già presenti nella domanda di costruzione inoltrata nel febbraio scorso al Municipio di Arbedo-Castione. L'investimento? Ora si va oltre i 100 milioni di franchi», dice il presidente granata Gabriele Giulini. Il precedente progetto di nuovo stadio granata, elaborato dallo studio Edy Toscano, prevedeva l'edificazione nell'area industriale di Castione, a pochi passi dalla nuova stazione TILO, di un moderno impianto dotato di un unico anello con 12 mila posti a sedere coperti, terreno in sintetico omologato per le partite UEFA con copertura mobile e vari contenuti annessi quali albergo, ristoranti, bar, sala multiuso per congressi-cinema-teatro, centro di riabilitazione, biblioteca dello sport e 400 parcheggi. Un investimento previsto di una cinquantina di milioni di franchi che gli eventi hanno fatto lievitare. Dallo scorso febbraio, infatti, sono cambiate molte cose: la Coop ha detto no al trasloco del suo grande magazzino nell'area industriale; la Mancini&Marti, proprietaria di una parte dei terreni coinvolti nella futura "cittadella sportiva e commerciale" ha nicchiato, il gruppo BellArca, promotore con il gruppo bergamasco Policentro dell'abbinata stadio più centro commerciale, ha gettato la spugna, mentre il Municipio - visti gli sviluppi e tenendo conto dei mugugni di alcuni cittadini sull'iniziativa - ha proposto una variante della variante di PR che di fatto "cancella" nuovi spazi commerciali a Castione, salvo appunto 17.000 mq da inserire però nel contesto del nuovo impianto sportivo. «Ci incontreremo in settimana con il Municipio - spiega Giulini - proprio per affinare il progetto con i nuovi contenuti commerciali e confrontarci con gli amministratori cittadini. Posso dire che la collaborazione con il Municipio di Arbedo-Castione non è mai venuta meno e concorderemo anche il momento di presentare alla popolazione il nuovo progetto», conclude il presidente dell'ACB.
(fonte: Giornale del popolo)

 

19 novembre 2011

Castione Stadio, i tempi si dilatano

Slitta l'incontro Comune/Cantone per la consegna del dossier sulla variante di PR. Il presidente Gabriele Giulini: la prima pietra sarà comunque posata l'anno venturo
Niente incontro, ieri, tra la delegazione municipale di Arbedo-Castione ed i funzionari del Dipartimento del territorio. Doveva essere il tanto atteso momento della consegna della documentazione sulla nuova pianificazione del comparto di Castione, completamente rivista nei mesi scorsi dopo la decisione di rinunciare all'insediamento della città mercato sui terreni tra la ferrovia ed il fiume Ticino ora occupati dalla zona industriale.

Il dossier non è infatti ancora completo: potrà essere trasmesso all'autorità cantonale per l'esame preliminare solo nelle prossime settimane. Molto difficile, quindi, che il Municipio possa rispettare la tabella di marcia che s'era prefissata e portare in Consiglio comunale la proposta pianificatoria ancora entro la fine di quest'anno. Verosimilmente ciò avverrà solo dopo il rinnovo dei poteri comunali del prossimo aprile. E ancor più difficile sarà rispettare la tempistica prevista dai vertici dell'Associazione Calcio Bellinzona per la costruzione del nuovo stadio. Durante la presentazione del neo acquisto Hakan Yakin, il presidente Gabriele Giulini aveva affermato che la prima pietra di «Dai Ticino» - questo il nome che avrà il complesso polifunzionale con contenuti sportivi, commerciali e di svago - sarà posata la prossima estate. «Quello era un desiderio. Il nostro obiettivo rimane comunque quello di aprire il cantiere nel 2012. Se sarà in autunno piuttosto che in estate, poco cambia. Ripeto, stiamo lavorando affinché la prima pietra dello stadio possa essere posata nel 2012» ribadisce il presidente Granata. «Se si dovesse andare al 2013 non casca di certo il mondo. Ma il nostro obiettivo era e rimane quello di iniziare i lavori già nel corso del prossimo anno» chiosa Gabriele Giulini, riconoscendo che la data di inizio dei lavori dipenderà da eventuali opposizioni.

Referendum annunciato
Già sin d'ora intenzionata a ricorrere la referendum qualora il Consiglio comunale dovesse dare il suo nulla osta alla nuova pianificazione s'è dichiarata l'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (AMICA). E questo malgrado non sia più prevista la città mercato. Il comitato dell'AMICA ritiene che la nuova versione della pianificazione non presenti miglioramenti sostanziali rispetto a quella precedente, anche se la cancellazione del policentro per inserire gli spazi commerciali nel futuro stadio dell'ACB rappresenta un'evoluzione. Troppo marcato, sempre a giudizio dell'AMICA, l'impatto che il riassetto previsto dalla variante avrà sulla viabilità e la conseguente qualità di vita del paese.

Variabile lago artificiale
Non è poi da sottovalutare un progetto ancora allo stadio embrionale ma che durante l'ultima seduta ha contagiato pressochè la metà del Consiglio comunale di Arbedo-Castione. Undici membri del Legislativo hanno infatti sottoscritto una mozione (primi firmatari Davide Cattaneo, PLR, e Rezia Boggia, PS) che rivendica una pianificazione urbanistica del comparto di Castione alternativa a quella prevista dal Municipio e sostiene la visione elaborata di Geo Rathey: la creazione di uno sbarramento idroelettrico alle rapide di Molinazzo che formerebbe un lago esteso dalla confluenza di Ticino e Moesa fino alla parte settentrionale della zona industriale. L'idea del lago potrebbe mettere in forse l'approvazione del messaggio sulla pianificazione che l'Esecutivo licenzierà una volta ottenuto il via libera dal Dipartimento del territorio. Sebbene, la mozione non chieda esplicitamente di abbandonare l'idea di rivitalizzare la zona industriale con l'inserimento di nuovi contenuti quali lo stadio multifunzionale, poco ci manca. Anche l'AET guarda con interesse agli approfondimenti in atto, che potrebbero aprire la possibilità di realizzare una centrale per incrementare la produzione idroelettrica.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

16 novembre 2011

Dritti verso il capolinea

Roveredo scrive alla Ferrovia retica: i binari vanno smantellati entro metà 2016 per consentire la ricucitura del paese. Intanto l'USTRA vuole rilevare i terreni
Il Canton Ticino aveva pensato che il vecchio tracciato tra Castione e la Mesolcina fosse destinato inesorabilmente e scomparire quando si trattò di progettare la nuova stazione e il nodo d'interscambio TiLo a Castione. Affinché potesse insediarsi il nuovo terminale dei bus, nel progetto approvato si era difatti inserito lo spostamento oltre la strada cantonale della stazione della Castione/Cama.

Prepararsi a scendere, ultima fermata per la linea turistica Castione-Cama. Tutto fa credere che quel che resta di quella che fu la storica ferrovia retica in Mesolcina sia destinato a scomparire. Lo fanno pensare le necessità legate alla ricucitura di Roveredo e uno scritto del Comune alla Ferrovia retica dove si chiede di smantellare i binari entro metà 2016. Lo lasciano supporre i termini della concessione alla Società esercizio ferroviario turistico (SEFT) che utilizza l'infrastruttura e il fatto che l'Ufficio federale delle strade (USTRA) stia valutando di rilevare in anticipo i terreni. Lo si deduce, infine, dai piani per il rifacimento della stazione TiLo di Castione. Tutti questi elementi inducono a convincersi che al più tardi entro metà 2016, quando sarà finita la circonvallazione autostradale in galleria, il tratto di Roveredo (dal confine con Grono fino al Ponte al Sassello) verrà smantellato. Forse i lavori inizieranno già a dopo il 2013, quando scadrà la prima concessione della quale gode la SEFT, quella per l'esercizio turistico.

La richiesta di smantellamento e il nodo della concessione
Da quando gli vennero ceduti ad un prezzo simbolico dalla Ferrovia retica, la società fondata nel 1995 è proprietaria dei binari e del materiale rotabile, ma non lo è dei sedimi sui quali passa il tracciato che rimangono invece di proprietà dei Comuni. Proprio facendo leva sul diritto di proprietà sui terreni e su un accordo quadro, Roveredo ha formalmente chiesto con una lettera alla Ferrovia retica di procedere allo smantellamento del tracciato entro metà 2016. Per quella data, momento dell'entrata in funzione dell'aggiramento A13, prenderà il via l'opera di ricucitura del paese. D'intralcio con questi piani vi è però il nodo della concessione d'esercizio alla SEFT rilasciata dall'Ufficio federale de trasporti (UFT) a scadenze quadriennali. Il prossimo giro di boa è previsto con il cambio orario del 2013. È molto probabile che la concessione d'esercizio turistico sui 13 chilometri tra Ticino e Grigioni non venga rinnovata. Ancora aperta rimane invece la questione riguardante la seconda concessione, quella sulla linea, che scadrà solo nel 2020. È lì la situazione è più intricata. «Tutto si gioca sulla concessione. Per questo prenderemo prima contatto con l'UFT per capirne le intenzioni» ci spiega il portavoce della Ferrovia retica, ribadendo che quest'ultima assumerà l'onere di smantellare i binari e sottolineando che non impedirà i piani di Roveredo. Stando a fonti ben informate l'UFT, aggiornato dall'USTRA sulla problematica, non rinnoverà la prima concessione sull'esercizio di trasporto passeggeri. La seconda, quella sulla linea, può anche venir interrotta anticipatamente. Finora però nessuna richiesta è stata inoltrata ci rivelano da Berna. In particolare dall'USTRA che ha però deciso di agire diversamente chiedendo alla Commissione federale di stima di poter rilevare anticipatamente alcuni terreni «in quanto a partire dal 2014 dovrà iniziare a costruire delle opere stradali in contrasto con l'attuale tracciato della SEFT» spiegano dalla filiale di Bellinzona.

La stazione TiLo di Castione: se i conti si fanno senza l'oste
Il Canton Ticino aveva pensato che il vecchio tracciato tra Castione e la Mesolcina fosse destinato inesorabilmente e scomparire quando si trattò di progettare la nuova stazione e il nodo d'interscambio TiLo a Castione. Affinché potesse insediarsi il nuovo terminale dei bus, nel progetto approvato si era difatti inserito lo spostamento oltre la strada cantonale della stazione della Castione/Cama. La SEFT si era prontamente opposta al Dipartimento del territorio causando ritardi di oltre un anno ai lavori al nodo d'interscambio. Ora le parti stanno cercando una soluzione di compromesso.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

28 ottobre 2011

Castione Metà Legislativo si schiera per il lago

Presentata una mozione per una pianificazione alternativa

Ad Arbedo/Castione la voglia di lago supera i confini delle frazioni e degli schieramenti politici. Metà del Consiglio comunale (undici membri su ven­ticinque) ha firmato una mozione che, in sostanza, rivendica una pianificazione urbanistica del comparto di Castio­ne alternativa a quella prevista dal Mu­nicipio e sostiene la visione elaborata di Geo Rathey (si veda il CDT dello scorso 1° giugno, Lago di Castione Affascinante ma troppo caro).

«Il papà del lago» in questo periodo sta ulteriormente affinando la sua proposta basata sulla creazione di uno sbarramento idroelettrico alle rapide di Molinazzo che formerebbe un lago esteso dalla confluenza di Ticino e Moesa fino alla parte settentrionale della zona industriale.
La mozione (primi firmatari il liberale­radicale Davide Cattaneo e la socialista Rezia Boggia) è stata illustrata nel corso della seduta del Consiglio comunale di mercoledì. Doveva essere una serata priva di colpi di scena ritenuta la generale concordia su tutti i messaggi. Moltiplicatore al 90%, aggiornamento del preventivo, Regolamento video-sorveglianza, revisione del Regolamento dipendenti e due crediti suppletori sono stati approvati come previsto all'insegna di una sostanziale unanimità. L'inattesa novità che si scontra con le intenzioni del Municipio - che già a suo tempo ha fatto sapere di non avere intenzione di approfondire la questione del lago nell'ambito della revisione del Piano regolatore in elaborazione da anni - si è materializzata sul finire della seduta. L'idea del lago in poco tempo ha contagiato un numero di consiglieri comunali tale da mettere quanto meno seriamente in forse l'approvazione del messaggio sulla pianificazione che l'Esecutivo conta di licenziare entro fine anno. La mozione non chiede esplicitamente di abbandonare l'idea di rivitalizzare la zona industriale tramite l'inserimento di nuovi contenuti come lo stadio multifunzionale. Ma poco ci manca. La richiesta dovrebbe venir formulata esplicitamente una volta che Geo Rathey avrà concluso e presentato l'affinamento della sua idea pianificatori sviluppata attorno alle rive del previsto bacino.
Anche l'Azienda elettrica ticinese guarda con interesse agli approfondimenti in corso che potrebbero aprire la possibilità di realizzare una centrale per incrementare la produzione idroelettrica sfruttando il salto di Molinazzo. AET, ci hanno spiegato alla direzione, ha attribuito a Geo Rathey un mandato, non per studiare la fattibilità del lago come sostenuto nella mozione, ma per permettergli di disporre dei dati riguardanti il fiume Ticino indispensabili per sviluppare ulteriormente la sua proposta urbanistica. In seguito se le autorità cantonali e comunali e la cittadinanza di Arbedo-Castione dovessero essere favorevoli a fare del lago il perno del nuovo disegno urbanistico di Castione AET potrebbe studiarne la fattibilità concreta per lo sfruttamento a fini idroelettrici.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

28 ottobre 2011

"Prima dello stadio si faccia la fusione"

Nuova arena Acb, l'Amica invita il Municipio di Arbedo/Castione ad aggregarsi con Bellinzona
L'Associazione per il miglioramento ambientale (Amica) ed i suoi membri singolarmente respingono la variante bis di Piano regolatore del comparto di Castione, nonostante sia stata nel frattempo esclusa la "città/mercato" che era il progetto più avversato.

Il Municipio è "in balia del magnate di turno o del gruppo d'investitori anonimi che però impongono scelte e condizioni a loro favorevoli su tutto il territorio e inaccettabili per i residenti" invece di favorire insediamenti produttivi significativi. Una stroncatura su tutta la linea. L'Associazione per il miglioramento ambientale (Amica) ed i suoi membri singolarmente respingono la variante bis di Piano regolatore del comparto di Castione, nonostante sia stata nel frattempo esclusa la "città/mercato" che era il progetto più avversato. C'è per contro ancora lo stadio Acb da 50-80 milioni di franchi. Prima di realizzarlo i cittadini contrari alla pianificazione chiedono che si faccia la fusione con Bellinzona. Di modo che - se dovesse trasformarsi in un buco nell'acqua, come successo per certe arene d'Oltralpe - sarebbe il nuovo Comune a farsene finanziariamente carico.
È questa la novità più succosa che traspare dalle numerose osservazioni giunte entro il termine di venerdì scorso alla Cancelleria. La richiesta, di sicuro provocatoria, che l'aggregazione diventi la conditio sine qua non per la costruzione del rettangolo verde granata è dettata da vari aspetti. Innanzitutto, rileva l'Amica, si mette Castione nella condizione di "accettare un'infrastruttura della città di Bellinzona e subirne le conseguenze che potrebbero seguire". Lo scenario a cui si fa riferimento è quello peggiore, vale a dire "un possibile fallimento" dell'operazione. Arbedo-Castione non potrebbe economicamente far fronte ad un simile disastro. I membri dell'associazione propongono quindi di unirsi con la Turrita per "dare modo di consegnare a essa le competenze" di realizzare il campo di calcio con annessi negozi al suo interno. Vi è poi l'aspetto non secondario del tifo violento che creerebbe un "pericolo concreto nella zona residenziale".
L'Amica pone l'attenzione anche su altre questioni 'calde' legate alla variante pianificatoria. No dunque alla zona per locali notturni (postribolo compreso), pollice verso pure al nuovo accesso a sud della Zona industriale con "costi smisurati a carico del contribuente" ed aumento di traffico, nonché vengono espressi molti dubbi sui promotori dello stadio e degli insediamenti commerciali (non si sa se sono loro state richieste delle "credibili garanzie finanziarie"). L"associazione ribadisce, infine, una serie di interventi urgenti per migliorare la viabilità all'interno dell"abitato (come una bretella che colleghi la rotonda di via S. Bernardino con via S. Gottardo) e minaccia di lanciare il referendum (come avevamo anticipato il 23 marzo scorso) qualora il Legislativo dovesse approvare la variante-bis.
L'altra idea: un progetto urbanistico con il lago
Si avvii un progetto urbanistico, globale, che coinvolga la zona a nord di Bellinzona. La proposta è del consigliere comunale Plr di Arbedo-Castione Davide Cattaneo a margine delle osservazioni sulla variante di Piano regolatore per il comparto. Tra i punti che andrebbero approfonditi vi sono non solo opere viarie ma pure il divieto di estrazione di granito, il censimento dei monumenti storici e soprattutto l'edificazione di un lago tra la confluenza del fiume Ticino e la Moesa. L"idea è dell'ingegnere Geo Rathey ed è stata fatta propria dall'Associazione per il miglioramento ambientale (Amica), di cui Cattaneo è membro di Comitato. Si tratta in pratica di un'opera di sbarramento sul Ticino all'altezza delle rapide di Molinazzo che permetta di creare un corso d'acqua artificiale di modo da ricavare energia idroelettrica. L'Amica chiede inoltre che il 'Piano di Castione' venga inserito nel Programma d'agglomerato del Bellinzonese per salvaguardarlo da "speculazioni di comodo". Solo così si potrà "pianificare l'intera regione in modo omogeneo".
(fonte: laRegione)

 

18 ottobre 20111

Bellarca e Lino Iemi gettano la spugna: nessun commercio

Lino Iemi e la società Bellarca che in­tendevano costruire il policentro commerciale di Castione a fianco del nuovo stadio granata che avrebbero sponsorizzato do­nando terreni e 20 milioni gettano defini­tivamente la spugna e rinunciano a ogni iniziativa commerciale.

Tanto l'imprenditore italiano quanto i suoi partner svizzeri (Renza De Dea e i fratelli Delcò) hanno definitivamente abbandonato l'idea di promuovere l'insediamento di nuovi negozi nell'area. Contrariamente a quanto affermato subito dopo che il Municipio aveva cancellato dalla pianificazione la città-mercato a favore di un impianto sportivo multifunzionale, non intendono neppure partecipare alla realizzazione degli oltre 20 mila metri di commerci che dovrebbero poter inseriti nello stadio granata. «Se potremo dare una mano a Gabriele Giulini gliela offriremo più che volontieri, ma da parte nostra non faremo più niente. La pazienza ha un limite per tutti» hanno confermato al CDT Renza De Dea e Gianni Delcò sempre convinti che le resistenze suscitate dal loro progetto fossero ingiustificate. Bellarca continuerà comunque ad essere parte in causa a Castione in quanto proprietaria o detentrice dei diritti di compera di diverse parcelle in zona industriale. Per alcune sono in corso trattative in vista della vendita a Gabriele Giulini e all'ACB.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

14 ottobre 2011

Luigi Decarli: "Lo stadio ACB non è un'utopia"

Nonostante la minaccia di referendum da parte di AMICA il sindaco di Castione rimane ottimista per l'inizio dei lavori nel 2012

Lo stadio ACB di Castione con i suoi annessi e connessi, ossia le attività commerciali al suo interno, non convince gli ambientalisti. Nonostante il progetto di Città-mercato sia stato accantonato nella variante di piano regolatore, AMICA, l'associazione per il miglioramento ambientale di Castione, rimane preoccupata per l'aumento di traffico che questa nuova struttura porterà. Lo riferisce oggi il Corriere del Ticino.
Secondo l'associazione la nuova variante di piano regolatore non porta grandi miglioramenti rispetto a quella precedente, e questo nonostante il fatto che le superfici di vendita ammissibili sono state contenute da 40 a 25mila metri quadrati.
Le perplessità nascono anche dal fatto che la riqualificazione del comparto industriale, oltre allo stadio, prevede anche l'insediamento di una zona a "uci rosse". Tutti questi elementi hanno portato a manifestare lo scetticismo di AMICA. Ora, se la proposta elaborata dal Muncipio verrà confermata anche dal Consiglio comunale, AMICA fa sapere di essere pronta a lanciare il referendum.
Con ogni probabilità il Legislativo non discuterà il messaggio entro la fine dell'anno, in quanto lo stesso potrà essere licenziato solo dopo l'esame del rapporto di indirizzi da parte del Dipartimento del territorio, quindi l'eventuale votazione popolare potrebbe aver luogo dopo le prossime elezioni comunali. Ma il sindaco di Castione Luigi Decarli ci tiene a precisare alcuni aspetti della cosa: "Oggi scade il termine per presentare le osservazioni. Da parte del Municipio è ferma intenzione presentare il messaggio entro fine dicembre, al massimo metà gennaio".
Il problema però è che l'incarto deve prima passare dal Cantone, e i tempi potrebbero allungarsi. Giusto?
"Questo non è esatto. Quello che verrà presentato in Cantone è il messaggio nella sua globalità, ma verranno prese in considerazione per l'esame solo le ultime modifiche e non tutto l'incarto. Quindi i tempi saranno più brevi".
AMICA è decisa a lanciare un referendum nel caso che il Consiglio comunale approvi il messaggio...
"Avevamo già messo in preventivo questa possibilità. Il Municipio sta lavorando bene. Proporremo una serata informativa prima ai consiglieri comunali, ed in seguito a tutta la popolazione".
A proposito della popolazione, come sono gli umori tra i cittadini?
"La preoccupazione maggiore era la Città-mercato. Ora il tutto è stato ridimensionato e la sensazione, non solo mia, è che la cittadinanza veda di buon occhio l'insediamento dello stadio".
Il Presidente dell'ACB Gabriele Giulini ha detto che l'inizio dei lavori potrebbe essere nell'estate 2012. Cosa ne pensa?
"Secondo me non è un'utopia".
Abbiamo raggiunto telefonicamente proprio Gabriele Giulini, al quale abbiamo chiesto un commento sul possibile referendum.
"Il referendum era in preventivo - ci dice il presidente dell'ACB - nessun progetto raccoglie l'unanimità. Viviamo in una democrazia quindi giustamente chi è contrario usa i mezzi a sua disposizione. Rimango sempre ottimista per la posa della prima pietra nel 2012".
Qui il testo dell'articolo (fonte: Ticinonews.ch)

 

14 ottobre 201111

Castione L'Amica non ci sta

La nuova pianificazione del comparto non convince anche senza la città/mercato. L'associazione per il miglioramento ambientale pronta a lanciare il referendum

Il fatto che la città-mercato non sia più prevista non ha modificato la posizione dell'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (Amica) sulla nuova pianificazione del comparto che dovrebbe dare il via libera alla costruzione in zona industriale del nuovo stadio ACB con annessi negozi. L'Amica mantiene la sua opposizione alla proposta elaborata dal Municipio e, se questa dovesse venir confermata dal Consiglio comunale, fa già sapere di essere pronta a lanciare il referendum per fare in modo che a decidere sulla questione siano tutti i cittadini di Arbedo-Castione. Il Legislativo con ogni probabilità non discuterà il messaggio municipale entro la fine dell'anno (potrà essere licenziato solo dopo l'esame del rapporto di indirizzi da parte del Dipartimento del territorio). Pertanto l'eventuale votazione sulla variante ideata con l'obiettivo di riqualificare la zona industriale, favorire lo sviluppo dell'area attorno alla nuova stazione TILO e incrementare la vocazione residenziale dell'abitato dovrebbe tenersi dopo il rinnovo dei poteri comunali il prossimo aprile.
Il comitato dell'associazione Amica, valutati attentamente i documenti consultabili nell'ambito della procedura di informazione sulla variante di PR rielaborata dopo il no della Coop al suo trasferimento oltre la linea FFS, ha ritenuto che la nuova versione non presenti miglioramenti sostanziali rispetto a quella precedente anche se la cancellazione del policentro commerciale per inserire i negozi in uno stadio multifunzionale rappresenta un'evoluzione. A suscitare perplessità sono numerosi elementi di incertezza sull'impatto che il riassetto previsto dalla variante avrà sulla viabilità e la vivibilità del paese. La loro somma ha determinato il no al complesso della proposta comprendente anche la creazione di una zona speciale locali notturni (o a luci rosse secondo la denominazione non ufficiale). Un aspetto quest'ultimo che dà fastidio anche ad altri residenti a Castione, come rilevato nelle osservazioni finora giunte al Comune sulla nuova versione della variante. Rispetto a quella che aveva suscitato le critiche anche delle associazioni ambientalista presenta diversi elementi di novità. Derivano in gran parte dalla modifica principale riguardante la riduzione delle nuove superifici di vendita ammissibili che sono state contenute da 40 a 25 mila metri quadrati.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

12 ottobre 2011

Castione a rischio alluvione (sulla carta)

Il comparto dove si insedierà lo stadio Acb in pericolo nel caso di piena del fiume Ticino. Un evento però rarissimo
"In base agli studi preliminari, non ancora definitivi, buona parte del comparto oggetto di variante è soggetto a pericolo di alluvionamento del fiume Ticino. In particolare la fascia situata fra il fiume Ticino e la linea ferroviaria". La frase riportata si trova verso la fine del rapporto del Dipartimento del territorio, datato agosto 2010, sul 'nuovo' volto del quartiere di Castione.

Della pagina 27 delle trentasei nelle quali si esplica l'esame preliminare pochi (se non l'autorità, comunale e cantonale, e probabilmente i proprietari dei terreni) ne sono a conoscenza. L'attenzione è stata focalizzata più sui contenuti della futura pianificazione (stadio Acb e città-mercato, progetto nel frattempo arenatosi) che sui rischi naturali legati alla presenza di corsi d'acqua. Rischi che va detto, per completezza d'informazione, non sono elevati ma sussistono in caso di 'piena' di Ticino e Moesa. Una situazione di allarme che probabilmente mai si presenterà ma che è in ogni modo possibile.
Il preavviso del Territorio, allora, si basava su dati provvisori. Che a distanza di un anno e due mesi sono certi, poiché si è concluso prima dell'estate lo studio promosso dall'Ufficio dei corsi d'acqua per determinare le zone di pericolo del Ticino nel tratto fra Bodio (a valle dell'area industriale dell'ex Monteforno) e Arbedo-Castione (poco a valle della confluenza con la Moesa). Ebbene, in caso di esondazioni il fiume non fa paura. L'analisi ha consentito di evidenziare che non sussistono deficit di protezione per le zone edificabili e per le zone destinate ad attrezzature e costruzioni di interesse pubblico (si veda laRegione del 17 agosto). Va altresì sottolineato che il rapporto riguarda(va) la prima variante del comparto, quella che comprendeva il mega complesso commerciale voluto dal gruppo italiano Policentro. Un'infrastruttura che il Municipio ha definitivamente stralciato dalla seconda variante messa in consultazione fino a venerdì prossimo, che comprende invece sempre lo stadio granata.

Dati da integrare nella variante-bis
Differenze di contenuti che non hanno però un'influenza diretta sui pericoli naturali. Che sono concreti. «Al Municipio - rileva Riccardo De Gottardi , capo della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità - sono stati presentati i risultati dello studio di modo che li possa integrare nell'elaborazione della variante del comparto (la seconda, che dovrà di nuovo passare al vaglio del Dipartimento del territorio, ndr.). A mia conoscenza non si tratta di problemi rilevanti anche se bisogna naturalmente prenderli sul serio. Sulla base di un determinato evento sono stati valutati i rischi e gli interventi. Ad esempio una misura concreta è il rafforzamento degli argini della Moesa». E del Ticino, chiediamo? «Anche».

Filippini (Corsi d'acqua): 'Gli argini vanno rinforzati'
A tranquillizzare gli abitanti di Castione ci pensa pure il capo dell'Ufficio dei corsi d'acqua Laurent Filippini. «Stiamo valutando con il Comune i rimedi da mettere in atto, ma non c'è una situazione drammatica come d'altronde per tutta la tratta del fiume Ticino presa in considerazione dallo studio. Andrà adeguato lo standard di protezione in quanto le esigenze rispetto al passato sono cambiate. In particolare rinforzando gli argini», chiosa l'alto funzionario.

Il capodicastero: 'Ci dicano le opere da eseguire'
Il Municipio di Arbedo-Castione è al corrente della pericolosità del fiume Ticino nel comparto di Castione, ma a tutt'oggi non è a conoscenza di quali opere debbano essere realizzate per limitare o persino annullare i potenziali rischi. È questa, in estrema sintesi, la posizione dell'autorità comunale per bocca del capodicastero Territorio Pier Gazzoli da noi contattato. Il quale da castionese sa bene qual è la situazione dell'area a ovest della nuova stazione Ffs: «A mio parere il pericolo sussiste nella zona a sud dove l'arginatura è più bassa di quella a nord - puntualizza esprimendosi, precisa, a titolo personale - . Tuttavia non si riesce a capire se il rischio sia dovuto all'innalzamento repentino del letto del fiume, che scorrendo porta a valle materiale ed altro e quindi è indispensabile premunirsi, o per altri motivi. Non si sa, insomma, se effettuando la pulizia del Ticino si riuscirebbe a scongiurare l'eventuale minaccia o meno. Tengo comunque a precisare che si sta parlando di 'piene' centenarie, eventi pertanto più unici che rari».
Il Dipartimento del territorio nel rapporto relativo all'esame preliminare della pianificazione di un anno fa sottolineava come "indipendentemente dalla variante in esame, sussisterebbero importanti deficit di protezione per vaste superfici già ora edificabili. Vista l'importanza della variante pianificatoria nel comparto interessato dal pericolo, è prioritaria la messa in sicurezza prima dell'attuazione della variante". Il capodicastero Pier Gazzoli ribadisce che allo stato attuale «come Municipio, ufficialmente, non abbiamo ricevuto nessuna indicazione concreta in merito ad interventi che vanno fatti».
(fonte: laRegione)

 

7 ottobre 2011

Castione, in attesa della variante il "negoziatore" è ... senza lavoro

Pianificazione rivista, attività ferma. La decisione del Municipio di Arbedo-Castione di rivedere la variante di Piano regolatore del comparto ha avuto delle ripercussioni pure sul mandato (da 90 mila franchi) affidato all'avvocato Luigi Mattei di concludere le trattative fra proprietari dei terreni, investitori e autorità.

Il ruolo di "negoziatore", assunto dal legale bellinzonese a fine 2010 su scelta dell'Esecutivo e del Consiglio di Stato, è stato momentaneamente messo nel congelatore. Dove vi rimarrà almeno fino a quando il Dipartimento del territorio avrà concluso l'esame preliminare. Ciò che potrà avvenire, però, solo una volta che il gremio capitanato dal sindaco Luigi Decarli avrà preso atto delle osservazioni e/o proposte che scaturiranno dalla consultazione presso cittadini, enti e associazioni che terminerà il 14 ottobre.
In questi otto mesi qualcosa è stato comunque fatto per arrivare all'obiettivo finale, vale a dire l'implementazione del Polo di sviluppo economico nell'ambito del riordino pianificatorio in corso del quartiere di Castione. L'avvocato Luigi Mattei, che già aveva ricoperto lo stesso incarico per la Zona industriale di interesse cantonale di Riazzino, ha avuto modo di prendere contatto con i proprietari dei sedimi. «Le trattative sono naturalmente iniziate e nel frattempo si sono sviluppate anche parecchie cose - rileva il legale - . Ora devo attendere i dati definitivi della variante per proseguire con le contrattazioni».
Per molti (se non per tutti) la riqualificazione del comparto è sinonimo quasi esclusivamente di stadio ACB e città-mercato e delle difficoltà dei promotori di quest'ultimo progetto (naufragato) a trovare un accordo con la Mancini & Marti proprietaria di parte dei sedimi. «Nello svolgimento dell'incarico che mi è stato affidato non ho potuto certo prescindere da quanto è appena stato elencato, visto che costituisce il 70% della Zona industriale. Ma vi sono pure altri proprietari - continua il nostro interlocutore - . Non così tanti, a dire il vero (bisogna infatti tener conto dei diritti di compera, ndr) , a sud della ferrovia, mentre sono molto più frazionati nella zona sopra».

"Non si lavora sulla carta ma direttamente sul territorio"
L'impegno di Cantone e Comune e dello stesso "negoziatore" non è dei più facili. Ma potrebbe risultare molto pagante. Il perché è presto spiegato dall'avvocato. «Il problema è complicato: non si vuole fare una pianificazione sulla carta, ma si mira a "disegnare" sul territorio attraverso degli accordi - chiosa Mattei - . È un'idea molto ambiziosa che richiede tempo e comporta delle complessità, ma che dovrebbe garantire il successo. D'altronde è quello che viene fatto pure in altre regioni della Svizzera. Mi lasci comunque dire, in conclusione, che il Municipio di Arbedo-Castione sta lavorando sodo e seriamente. Alla fine il progetto sarà ottimo».
(fonte: laRegione)

 

13 settembre 2011

Castione non è più prevista una città mercato.

Il mega complesso commerciale che tanto ha fatto discutere negli scorsi mesi è stato cancellato dalla nuova pianificazione elaborata dal Municipio dopo che la Coop ha deciso che non trasferirà i suoi negozi oltre la linea ferroviaria rendendo in gran parte irraggiungibile l'obiettivo di Comune e Cantone di rafforzare la vocazione residenziale dell'abitato.
La versione aggiornata della pianificazione studiata per riqualificare l'area industriale prevede sempre la possibilità di costruirvi anche commerci. Ma questi potranno avere al massimo 17 mila metri quadrati di superficie di vendita. Inoltre, per razionalità nell'utilizzo del territorio, dovranno essere inseriti nello stadio. Sarà un complesso multifunzionale riunente contenuti sportivi, acquisti, svago e altre attività in un unico grande generatore di traffico. La sua costruzione nell'area più vicina alla stazione FFS richiederà una collaborazione ancora più stretta tra l'Associazione calcio Bellinzona e il gruppo facente capo alla Bellarca: Lino Iemi della Policentro, Renza De Dea e i fratelli Delcò. Questa pare sempre intenzionata a realizzare i nuovi negozi anche se la superficie di vendita massima ammissibile si è ridotta dai 40 mila metri quadrati a suo tempo in discussione agli attuali 25 mila (8 mila sono teoricamente sempre disponibili per la Coop con la quale i discorsi non sarebbero chiusi).
Il Municipio di Arbedo-Castione ha concluso la lunga fase di ripensamento della pianificazione di Castione imposta dal rifiuto della Coop di sposare le intenzioni del Comune e dal Cantone di recente. In questi giorni la nuova impostazione del­la variante è in consultazione. Tutti i cittadini potranno dire la loro fino alla fine del mese. In seguito la documentazione verrà sottoposta al Dipartimento del territorio per l'esame preliminare e quindi al Consiglio comunale. L'obiettivo del Municipio è che venga approvata dal Legislativo ancora nel corso del 2011.
Le modifiche rispetto ai piani presentati dal sindaco Luigi Decarli e dal consigliere di Stato Marco Borradori nel marzo 2010 - era l'epoca in cui Gabriele Giulini e Lino Iemi erano convinti di poter mettere in cantiere le loro iniziative già la scorsa primavera - sono diverse. Quella principale riguarda l'abbandono dell'idea di poter avere a Castione uno stadio e un centro commerciale a favore di una unica struttura multifunzionale più sostenibile territorialmente ed economicamente. Le novità della variante toccano però anche l'organizzazione stradale. Per l'accesso da meridione alla zona industriale che sarà servita da una nuova rete stradale è prevista la costruzione di un cavalcavia sulla ferrovia, parallelo a quello autostradale. Sarà allacciato alle strade esistenti da una nuova grande rotonda da realizzarsi in sostituzione dell'attuale impianto semaforico all'incrocio tra la cantonale e gli allacciamenti A2 e A13.

Confermata la zona a luci rosse
Gli altri elementi principali della variante che mira anche a dare una nuova vocazione all'area della stazione e a ridurre l'impatto delle attività di gestione di materiali inerti non hanno subito modifiche sostanziali. Compresa quindi l'intenzione del Municipio di creare una zona a luci rosse nell'area dell'ex Motel. Ora però viene indicata come "zona speciale locale notturni".
(fonte: Corriere del Ticino)

 

6 settembre 2011

Castione, il centro Coop non si amplia: negata dal Municipio la licenza edilizia

Il progetto causerebbe un aumento di traffico di mille auto al giorno

Adesso sì che la matassa, già intricata, diventa difficile da sbrogliare. Con risoluzione adottata lunedì scorso, il Municipio di Arbedo-Castione ha negato la licenza edilizia alla Coop per l'ampliamento del proprio centro in via Cantonale a Castione. È il secondo "no" dopo quello di inizio 2009 ed è frutto del riesame dell'incarto a seguito del ricorso del gruppo di commercio al dettaglio accolto dal governo un anno e mezzo fa. La catena, che ha scartato l'ipotesi di insediarsi nella prevista "città/mercato" ad ovest della ferrovia, sta attentamente valutando come muoversi. Ovvero, in primo luogo, se chiamare ancora in causa il Consiglio di Stato e, secondariamente, se rinunciare o meno al progetto di allargamento della superficie di vendita (da oltre 6 mila a quasi diecimila metri quadrati, destinando buona parte degli spazi a terzi).
«La zona residenziale dove si trova il centro commerciale è già attualmente compromessa. Portare il centro commerciale a 10'000 mq di vendita causerebbe un aumento del traffico di quasi 1'000 movimenti al giorno. Questo aumento, con le ripercussioni che causerebbe, non risulta compatibile con la zona residenziale e non può in ogni caso rientrare nelle attività non moleste» che possono trovare spazio in zona semi-intensiva. Il motivo del diniego della domanda di costruzione è questo. Contrasta non solo con la Zona di pianificazione istituita due anni or sono con l'obiettivo fra l'altro di concentrare i grossi commerci al di là della stazione Ffs, ma anche con la pianificazione in vigore. Come peraltro avevano fatto notare nelle loro opposizioni ventisei abitanti (perlopiù aderenti all'Amica, l'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione) e, soprattutto, i Servizi generali del Dipartimento del territorio nel loro preavviso negativo al progetto da una quindicina di milioni di franchi.
Proprio i preposti uffici cantonali hanno valutato negativamente sia il rapporto di impatto ambientale, sia la domanda di costruzione in quanto tale. Riguardo alle emissioni nocive, si rileva come il comparto è allo stato attuale già molto inquinato: le immissioni di diossido di azoto superano il limite di 30 microgrammi per metro cubo previsto dall'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico. Al massimo si sarebbero potute "sopportare" cinquecento auto in più. Ma non il doppio.
(fonte: laRegione)

 

19 agosto 2011

Mancini & Marti, nessuna soluzione

Mancini & Marti e 'nuova' Castione, tutto come prima. Altro che soluzione trovata, come scritto negli scorsi giorni dal Corriere del Ticino . In una nota diffusa ieri l'amministratore delegato Gino Boffa e il direttore Fabio Panzera smentiscono le dichiarazioni riportate dal quotidiano, in particolare che il gruppo Marti sia disposto ad entrare nel merito di un trasferimento di parte delle sue attività a nord del comparto per liberare i terreni più vicini alla stazione Ffs sui quali si prevede la realizzazione della città-mercato e dello stadio Acb. Le trattative con la BellArCa Sa, come avevamo anticipato venerdì 5 agosto intervistando l'amministratrice unica della Sa Renza De Dea, "non hanno finora trovato soluzioni valide", scrivono Boffa e Panzera.
(fonte: laRegione)

 

17 agosto 2011

Castione Cade la pregiudiziale del gruppo Marti al riassetto

Uno dei principali ostacoli alla nuova pianificazione dell'area industriale di Castione dovrebbe essere caduto. Il gruppo Marti che fino a pochi mesi fa aveva intenzione di opporsi con tutto il suo peso ai piani del Comune e del Cantone per riqualificare l'area che per metà gli appartiene, ora non pone più pregiudiziali all'inserimento di stadio e centro commerciale su parte delle sue proprietà. La conferma ci è giunta dall'amministratore Gino Boffa che, con il direttore Fabio Panzera, lo scorso aprile (subito dopo che l'ACB aveva inoltrato la domanda di costruzione per il nuovo stadio proprio su uno dei terreni del gruppo Marti senza accordo preventivo) aveva promesso battaglia contro la nuova pianificazione.

Per difendere le attività delle sue ditte che danno lavoro a oltre 300 collaboratori, il gruppo si diceva pronto a ricorrere fino al Tribunale federale nel caso in cui Comune e Cantone non avessero rivisto i loro piani tenendo conto anche delle esigenze della Mancini & Marti e della Otto Scerri, oltre che di quelle di Bellarca. quelle di Bellarca.
Come spiegatoci dall'ingegner Gino Boffa oggi il gruppo Marti è disposto ad entrare nel merito di un trasferimento di parte delle sue attività a nord del comparto per liberare i terreni più vicini alla stazione FFS sui quali sono previsti i contenuti commercial-sportivi ai quali si oppongono l'associazione AMICA e gli ambientalisti. Ma non solo. È anche intenzionato a dare un contributo concreto per fare in modo che il volto della zona industriale di Castione cambi in meglio riunendo attività sparse sul territorio, facendo sparire molti dei mucchi di inerti che deturpano la piana e riqualificando alcuni sedimi degradati. I progetti di massima sono già stati elaborati. Prevedono investimenti per una decina di milioni..
Il riorientamento è stato comunicato al Comune poco prima delle ferie chiedendogli di tener conto dei piani di sviluppo della Mancini & Marti e della Otto Scerri nell'ambito del riesame dei contenuti della nuova pianificazione resosi necessario dopo il rifiuto della Coop di trasferire i suoi attuali negozi nel Policentro oltre la ferrovia. Il Municipio dovrebbe determinarsi entro la fine di questo mese. Parallelamente i rappresentanti del gruppo Marti sono tornati al tavolo delle trattative con quelli di Bel­larca (Renza De Dea e i fratelli Delcò) nel tentativo di trovare un'intesa per quanto riguarda la cessione dei terreni inseriti nel comparto deputato ad accogliere stadio e centro commerciale. Non si esclude (ma le condizioni sono ancora tutte da definire) che la partita si chiuda con una permuta tra un terreno vicino alla stazione e l'ex proprietà Savoldelli, il grande prato appena a sud del cavalcavia d'accesso alla zona industriale. Il gruppo Marti espanderebbe così le sue proprietà nella parte più settentrionale della zona industriale dove si concentra anche la maggior parte degli investimenti che prevede di realizzare a tappe nel prossimo decennio.
La prima tappa, ci hanno spiegato l'amministratore Gino Boffa e il sostituto direttore Fabrizio Bellini, riguarda la costruzione della nuova sede unica del gruppo (la domanda di costruzione dovrebbe venir inoltrata entro fine anno). Lo stabile ospiterà le direzioni, le amministrazioni e gli uffici tecnici delle ditte oggi dislocati tra Castione e la palazzina di via Cancellerie Molo a Bellinzona. In seguito sono previste: la costruzione di alcuni sili per lo stoccaggio degli inerti oggi ammucchiati a cielo aperto; un nuovo edificio-spogliatoio per i dipendenti e la realizzazione di un impianto per il riciclaggio di materiali da demolizione. Infine è prevista la sistemazione dell'area officina per darle un assetto più razionale che consentirà la demolizione di alcuni dei numerosi fabbricati sorti negli ultimi decenni.
Qui parte dell'articolo (fonte: Corriere del Ticino)

 

12 agosto 2011

Castione, "tuteleremo i nostri diritti"

Per l'Amica prima di pianificare il comparto bisogna sistemare la viabilità. La città/mercato? "Solo cementificazione"

 L'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (Amica) non potrà mai «scendere a patti con chi vuole stravolgere il nostro paese e con le forze politiche che condividono questo» e si farà promotrice «d'interventi che la legge dello Stato democratico repubblicano le mette a disposizione per tutelare i nostri diritti con il senso del dovere che la situazione impone». Nonostante il Municipio di Arbedo-Castione sembri essere intenzionato a fare un passo indietro sulla città/mercato escludendola dalla pianificazione (si veda laRegione del 5 agosto, "La città/mercato per noi resta attuale"), i cittadini del comparto soci dell'Amica non mollano di un centimetro la presa. E annunciano battaglia in una presa di posizione giunta ieri in redazione.
La nota, firmata dal membro di Comitato Alberto Robustelli, parte naturalmente dal progetto di grande centro commerciale che il gruppo italiano Policentro intende realizzare a ovest della ferrovia. «L'ostinazione nel voler piazzare, come se fosse un prodotto di quotidiano consumo, una città-mercato a Castione, con un sovrannumero di centri di vendita in Ticino e in Svizzera, lascia basiti. Se esiste un senso è quello che siano indispensabili per chi vuole piazzare il "denaro" estero», si legge nella missiva.
Dagli aspetti commerciali si passa alle possibili ripercussioni sulla viabilità del comparto: «Com'è ancora giustificabile un centro a Castione, con strade chiaramente insufficienti, un traffico che aumenterà ancora in modo massiccio, l'impatto negativo ambientale. Non da ultimo, e certamente molto diseducativo, l'incitamento a "comprare" in una società confrontata con gravi problemi finanziari, famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. E non sono poche».

"Prima si intervenga sull'assetto viario"
Il problema prioritario per l'Amica è trovare una soluzione all'assetto viario: «L'introduzione dei 30 chilometri all'ora, l'eliminazione del traffico di transito su via Cantonale che è strada comunale, sensi unici, sistemazione della Carrale di Bergamo in relazione alle scuole elementari e medie che crea concreto pericolo per i bambini. Ecco cosa si deve fare prima di altro». Alberto Robustelli parla apertamente di «palese discriminazione di trattamento» rispetto agli interventi eseguiti ad Arbedo «anche per quel che concerne il modo di affibbiare a Castione una zona a luci rosse (case di tolleranza) a Piano regolatore pur di ripulire Arbedo. Mal si comprende persino l'incentivo di farsi promotori a livello cantonale e genuflettersi a certe tendenze», prosegue lo scritto. Se si vuole far finalmente decollare la Zona industriale bisogna considerare altri contenuti, sostiene l'Amica. L'area è piuttosto «da rivalutare e non deprimerla sotto un manto di cemento con sopra il nulla. Dalle notizie giornalistiche si viene a sapere che una delegazione del Comune e del Cantone sta rivedendo la modifica del Piano regolatore. Vogliamo credere alle intenzioni dell'autorità di riesaminare il quesito e di non più volere continuare su questa simulata via che ci è stata presentata che nasconde altre faccende, altri interessi, altre mire non certamente a nostro beneficio», conclude Alberto Robustelli.
(fonte: laRegione)

 

9 agosto 2011

Arbedo/Castione Luci rosse, il Municipio punta sul PR

Il Municipio di Arbedo/Castione non ha perso tempo. Ottenuta la sentenza con la quale il Tribunale federale ha respinto il ricorso della società di gestione, ha inviato una lettera ai titolari del ristorante San Gottardo intimando loro il rispetto perentorio dell'ordine impartito il 6 novembre del 2009: cessare immediatamente l'attività di prostituzione svolta nelle camere annesse all'esercizio pubblico arbedese. Ordine che è stato confermato da tutte le istanze alle quali gerenti e gestori del noto ritrovo a luci rosse si sono appellati negli ultimi due anni. Solo ristorazione, dunque, e niente esercizio della prostituzione per il quale è necessario un cambiamento di destinazione dell'edificio che ristorante e alloggi. Che però non è mai stato concesso. Stessa trafila per l'osteria degli Sportivi, cui il Tribunale federale aveva dato definitivamente torto la scorsa primavera: allora i titolari avevano risposto al Municipio che avrebbero rispettato l'ordine di cessare il meretricio all'interno dell'esercizio pubblico.

La volontà di regolamentare l'esercizio della prostituzione entro i propri confini giurisdizionali - in alcuni sporadici casi erano state viste delle ragazze abbordare i clienti per strada - il 19 luglio 2010 aveva portato il Municipio di Arbedo-Castione ad emanare un'ordinanza considerata innovativa ed elaborata in collaborazione con i funzionari cantonali: non si limitava ad elencare i luoghi dove nei quali non era possibile esercitare il mestiere più vecchio del mondo, ma poneva tutta una serie di condizioni che i gestori di locali a luci rosse erano tenuti a rispettare, pena la chiusura del postribolo. Ebbene, quell'ordinanza è stata dichiarata nulla dal Consiglio di Stato alla fine dello scorso mese di marzo perchè travalica le competenze comunali, entrando in questioni di competenza cantonale e federale. Una decisione, quella del Governo, ormai cresciuta in giudicato: il Municipio ha rinunciato ad impugnarla privilegiando un'altra via per mettere ordine nel florido, e spesso illegale, mercato delle luci rosse: quella pianificatoria. L'obiettivo per il Municipio è infatti quello di condurre in porto il nuovo Piano regolatore per l'intera area di Castione all'interno della quale è prevista una zona espressamente riservata ai locali a luci rosse. Zona che la nuova pianficazione ancora in fase di gestazione colloca lungo la cantonale verso Claro dove ora sorge il Motel Castione. Tutto ciò in linea con la nuova legge cantonale sulla prostituzione che il Consiglio di Stato si appresta a varare in sostituzione di quella promulgata dieci anni or sono. Uno dei punti cardine del nuovo ordinamento riguarda proprio l'ubicazione dei postriboli che, stando al disegno di legge, non potranno più sorgere nelle zone abitative-residenziali, né in prossimità di ospedali, edifici pubblici, scuole, chiese, cimiteri e nemmeno all'interno di parchi accessibili al pubblico.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

5 agosto 2011

La città/mercato per noi resta attuale

Castione, Renza De Dea si esprime sull'ipotesi al vaglio del Municipio di stralciare il progetto dalla pianificazione
«Città mercato accantonata? Guardi, la comunicazione ufficiale da parte del Municipio non l'abbiamo ricevuta. Quindi, per noi, è tutto come prima». Non poteva che iniziare dalla fine, dagli ultimi sviluppi sul progetto di centro commerciale a Castione la nostra breve chiacchierata con Renza De Dea, amministratrice unica della BellArCa Sa. La notizia a cui accenna l'ex municipale di Locarno nella prima riga dell'articolo è quella da noi riferita il 6 luglio scorso (Castione, città mercato sempre più lontana) sulla decisione del ristretto Gruppo di lavoro (composto, tra gli altri, dal sindaco Luigi Decarli) di chiedere all'Esecutivo di escludere la 'creatura' del gruppo italiano Policentro dalla pianificazione in corso. E a questo proposito, nelle prossime righe, si parlerà pure dei possibili sostituti della Coop, dello stadio dell'Acb e delle (difficili) trattative ancora in corso con l'impresa Mancini e Marti per la permuta di terreni.

La soluzione che sta prendendo piede è lo stralcio dalla variante di Piano regolatore (che dovrebbe essere pronta a fine estate) della città-mercato. L'indirizzo preso dal gruppo di lavoro - oltre al sindaco, ne fanno parte il capodicastero, il pianificatore comunale e funzionari del Dipartimento del territorio nonché l'avvocato bellinzonese Luigi Mattei nel ruolo di 'negoziatore' - dovrà essere confermato dall'intero Municipio di Arbedo-Castione. «Dal canto nostro restiamo in attesa di una decisione formale che mi risulta non sia ancora stata presa - rileva Renza De Dea - . Che il progetto andasse ridimensionato, dopo la rinuncia della Coop a trasferirsi, era evidente. Di quanto però non si sa (probabilmente passando da complessivi 40 mila a 32 mila metri quadrati di superficie, ndr.)». La Coop, appunto. Avete trovato chi prenderà il suo posto? «Di gruppi interessati ce ne sono parecchi, ma prima di concludere accordi aspettiamo la decisione dell'autorità comunale sulla pianificazione. Spero che in settembre-ottobre qualcosa si sblocchi», taglia corto.
Nuovo stadio Acb: 'Terreni gratis? Dipende'
Inevitabile chiedere all'amministratrice della BellArCa Sa del futuro stadio granata. Con il progetto light il dottor Lino Iemi sarà sempre disposto ad offrire a titolo gratuito all'Acb i sedimi? «Questo dipenderà dalle superfici commerciali che potranno essere realizzate. La messa a disposizione dei terreni, infatti, si basa su un business plan che deve stare in piedi...», risponde la nostra interlocutrice. Il presidente Gabriele Giulini , tranquillizza subito De Dea, è in ogni modo «convinto di procedere e anche noi lo siamo».
'Con la Mancini e Marti tutto è ancora possibile'
In conclusione un accenno alle difficoltà emerse nei primi mesi dell'anno nel trovare un accordo con la ditta Mancini e Marti per l'acquisto di parte dei terreni dove dovrebbero sorgere stadio e città-mercato. «Siamo ancora in trattativa. Restiamo fiduciosi, ma coscienti che ci vuole del tempo. Nulla è comunque chiuso», si limita a dire Renza De Dea. Nel caso i negoziati non andassero a buon fine, c'è pur sempre il 'piano B'. In quel caso il catino granata ed il centro commerciale sarebbero separati da una 'lingua' di terreno di proprietà dell'impresa di Castione.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

6 luglio 2011

Castione, città mercato sempre più lontana

Il gruppo di lavoro chiederà al Municipio di escluderla dalla pianificazione
Chi credesse ancora nel progetto, la cordata di promotori immobiliari in primis, probabilmente non gradirà questa notizia. Ossia l'orientamento preso nei giorni scorsi da sindaco, municipale e pianificatore comunale attivi nel gruppo ristretto di lavoro composto anche dal Dipartimento del territorio.

Un orientamento ancora da ufficializzare - in primo luogo all'indirizzo dell'Esecutivo di Arbedo-Castione cui spetta la decisione - ma che segna una svolta. In breve: la città mercato sarà stralciata dal Piano d'indirizzi in fase di elaborazione per il comparto di Castione. E con essa, o meglio in alternativa ad essa, farà la stessa fine l'ipotesi di creare un lago con zona svago. Nel primo caso a scombussolare i piani è stato il rifiuto di Coop, giunto a sorpresa in primavera, di traslocare nella città mercato lasciando l'attuale sedime. Non che, dopo, non ci siano stati altri gruppi interessati a subentrare nell'operazione dell'imprenditore italiano Lino Iemi, sotto processo in Sardegna; il problema è che con l'attuale Coop 'fai da te' e in più la città mercato... Castione finirebbe per soffocare nei centri commerciali. Quindi meglio puntare verso un altro progetto di riqualificazione territoriale dell'area industriale circostante il previsto stadio Acb (che sulla carta, almeno quello, per ora rimane). Quanto all'idea di lago - lanciata dall'urbanista Geo Rathey e ritenuta buona da molti arbedesi e castionesi - è già stata giudicata dal Municipio troppo onerosa. News sulla pianificazione definitiva sono attese nelle prossime settimane.
(fonte: laRegione)

 

11 giugno 2011

Castione Il lago fa proseliti

Costituito un gruppo a sostegno del concetto urbanistico elaborato da Geo Rathey con una costruzione polifunzionale con piazza centrale affacciata sull'acqua
L'idea di disegnare la Castione del futuro attorno alle rive di un lago sta facendo proseliti nel paese bellinzonese. Quando venne lanciata, quasi un anno fa, la maggior parte (tranne l'associazione Amica che si dimostrò subito interessata) l'accolse con scetticismo. Passò per un'utopia o, più semplicemente, un tentativo di ostacolare la nuova pianificazione con il centro commerciale e lo stadio elaborata dal Municipio. Le cose di recente sono però cambiate. In diversi, dopo il no della Coop a trasferirsi in zona industriale, stanno riconsiderando la proposta volta a valorizzare un'area potenzialmente di grande pregio. Tanto che, per fare in modo che l'idea di ricreare il lago esistente alla confluenza del Ticino e della Moesa non cada nel vuoto e venga seriamente approfondita, è nato un gruppo di sostegno al concetto dell'ingegnere urbanista Geo Rathey. Ne fa parte anche una decina di consiglieri comunali.

Intrigati dalla possibilità di ragionare concretamente su una vocazione completamente diversa per la maggior parte dell'area che si estende tra via Cantonale e il fiume, intendono fare in modo che la questione venga affrontata dal Legislativo e che si sviluppi un dibattito pubblico.
La proposta di Geo Rathey, a quanto abbiamo capito, non intriga solo per l'idea di creare un lago elevando uno sbarramento a nord del ponte di Gorduno potenzialmente sfruttabile per la produzione idroelettrica, ma anche per gli altri contenuti previsti. Il lago, nella visione dell'urbanista che abbiamo incontrato nei giorni scorsi, rappresenta l'elemento per: far ritrovare all'area il suo pregio, sistemare la situazione viaria di Castione allontanando il traffico dall'abitato e ridare qualità di vita alla località confrontata con il degrado della zona industriale, l'abbandono dell'area della stazione e gli effetti dei centri commerciali.

Sei elementi caratterizzanti
Gli elementi caratterizzanti del concetto urbanistico al quale Geo Rathey lavora dal 2001 sono almeno sei . Quello più eclatante è senz'altro lo specchio d'acqua tra Arbedo, Castione e Gorduno. Un lago di circa 50 ettari (dalla Otto Scerri fino alla confluenza di Ticino e Moesa) che sarebbe in gran parte contenuto nell'area golenale, senza sommergere buon parte della zona industriale come invece previsto dallo studio AET (si veda il CDT del 1° giugno, Lago di Castione Affascinante ma troppo caro). Lo sbarramento «è previsto in corrispondenza della soglia naturale che dà origine alla rapida di Molinazzo e va eseguito in modo da gestire il deflusso delle acque senza provocare inondazioni» spiega Geo Rathey. Attorno al lago sono disegnate passeggiate nella natura, luoghi di svago e, proprio alla confluenza dei fiumi, un'area deputata ad accogliere una struttura balneare. Appena oltre la linea FFS (sulla riva del lago dove la pianificazione del Municipio prevede il centro commerciale e lo stadio) spicca una edificazione a tre lati dalle vocazioni multiple: sala congressi, spazi espositivi e informativi, strutture alberghiere, uffici e residenze di qualità. Senza escludere altri contenuti da valutare affinando il concetto. «Ci starebbero anche dei commerci complementari a quelli esistenti, ma non la città-mercato - rileva l'urbanista -. L'unica città-mercato compatibile con il mio progetto è quella per vendere in modo attraente l'offerta turistica ai visitatori che giungono in Ticino».
Al centro dell'edificazione è prevista una grande piazza pedonale con giardini, protetta dai venti, aperta verso ovest sulla riva del lago, ma sopraelevata di 5-6 metri rispetto al livello naturale del terreno. Sotto la piazza sono infatti previsti la strada di collegamento con l'area industriale e i parcheggi necessari anche alla vicina fermata TILO. Per quest'ultima Geo Rathey propone un disegno diverso rispetto a quello elaborato dal Cantone per fare in modo che Castione abbia una piazza stazione aperta verso il paese. Sarebbe il punto di contatto tra l'abitato e le zone in gran parte riservata al tempo libero (a sud della stazione) e al lavoro (a nord) dove ci sarebbe spazio anche per lo stadio.
Ben diversa rispetto a oggi risulta anche l'organizzazione del traffico. È incentrata sulla ristrutturazione dell'allacciamento autostradale di Bellinzona nord tramite la creazione di due nuove rotonde a grande raggio per mettere in relazione le strade cantonali, l'A2 e l'A13. L'eliminazione degli incroci semaforici permetterebbe, sostiene, di cancellare diverse bretelle recuperando un'ampia superficie di verde da sistemare per farne il biglietto da visita del Bellinzonese per chi vi arriva da nord. Al contempo le rotonde porterebbero a concentrare le auto fuori dal paese. «Le vie Cantonale, S. Gottardo e Corogna dovranno assumere un carattere più urbano favorendo gli spostamenti pedonali ed in bicicletta tramite la realizzazione di marciapiedi più ampi e corsie ciclabili laterali», sottolinea Geo Rathey.
Il gruppo di sostegno è convinto che la somma dei benefici immaginabili concretizzando tutto il concetto lo renda almeno meritevole di essere valutato nel suo complesso dal Comune. Tanto più se per finanziare parte degli ingenti investimenti necessari potesse contare sulla collaborazione di un'azienda elettrica interessata a realizzare lo sbarramento che andrebbe a formare il lago nel quale la nuova Castione andrebbe a specchiarsi.

All'origine del concetto urbanistico
L'ispirazione da una mostra sui Leponti
L'idea di ripianificare Castione sulle rive di un lago è nata in Geo Rathey nel 2001. L'ispirazione per il concetto urbanistico che ha sviluppato gli venne durante una visita alla mostra sui Leponti, la popolazione preistorica del Sopraceneri, tenutasi a Locarno l'anno precedente. I reperti esposti provenivano anche dalle necropoli di Arbedo-Castione e lo portarono a immaginare il futuro del proprio Comune traendo spunto dal suo passato, senza inventare nulla di avulso dal territorio. «I Leponti erano gente d'acqua e se stabilirono i loro centri a Cerinasca, Fornaci e Bergamo è segno che 2.500-3.000 mila anni fa un lago a monte della rapida di Molinazzo c'era - sottolinea al CDT l'urbanista cultore del passato locale -. Il primo ad ipotizzarne l'esistenza alla confluenza del Ticino e della Moesa fu il compianto Aldo Crivelli, l'ispettore cantonale per i musei e gli studi degli scavi archeologici. Approfondendo la questione sono giunto al convincimento che si formò tramite lo sbarramento creato dai coni di deiezione delle valli di Arbedo e di Gorduno come lasciano intendere tracce ancora ben interpretabili».
(fonte: Corriere del Ticino)

 

8 giugno 2011

Castione rivede la pianificazione grazie al negoziatore Mattei

Castione deve rivedere la pianificazione e l'avvocato bellinzonese Luigi Mattei dovrà occuparsi delle trattative per il Polo di sviluppo economico di Castione. Il suo mandato, per cui lunedì sera il Consiglio comunale di Arbedo/Castione ha accettato un credito da 90 mila franchi, è iniziato già a fine 2010 su incarico del Municipio e del Cantone. Mattei dovrà negoziare con proprietari dei terreni, investitori e autorità per trovare un accordo che permetta di definire il futuro volto del comparto della Nuova Castione. L'importo del mandato è coperto, lo ricordiamo, per il 90% dal Cantone attraverso la Legge d'applicazione della Nuova politica regionale.

Proprio per necessità edilizie è stato approvato il credito da 3,3 milioni di franchi che serviranno all'acquisto di tre terreni da oltre 7.000 metri quadrati, da destinare all'edilizia scolastica e di svago.
I conti del 2010 del Comune, approvati all'unanimità, chiudono con un avanzo d'esercizio di circa 400 mila franchi. Approvati durante la seduta di lunedì sera pure numerosi altri crediti all'ordine del giorno: 90 mila franchi per il complemento della misurazione ufficiale del Comune, 548 mila per il rifacimento della canalizzazione di Via Orbello bassa, 587 mila per l'allargamento della stessa strada e il rifacimento della pavimentazione, 26 mila per l'acquisto di un veicolo per le necessità del custode degli stabili comunali, 230 mila per l'acquisto di un veicolo multiuso (spandisale e calla da neve), 64 mila per il rifacimento della condotta in via Orbello bassa. Sì pure alle naturalizzazioni. No invece a 50 mila franchi per l'acquisto di fondi boschivi.
(fonte: laRegione)

 

1° giugno 2011

Lago di Castione Affascinante ma troppo caro

L'idea di creare uno sbarramento pneumatico che formerebbe un lago tra Castione e Gorduno per sfruttare a fini idroelettrici le rapide del Ticino a Molinazzo non è priva di fondamento. Anzi. Cinque anni prima che nel luglio 2010 Geo Rathey la lanciasse quale elemento centrale della sua proposta alternativa di pianificazione per il comparto di Castione l'idea era venuta anche all'Azienda elettrica ticinese (AET) sempre alla ricerca di nuove opportunità per incrementare la produzione di elettricità. Nel 2005 aveva analizzato la possibilità di costruire un impianto idroelettrico con sbarramento poco a sud del ponte di Gorduno e centrale a Galbisio. Da un punto di vista tecnico l'iniziativa in grado di garantire una produzione pari a metà di quella della centrale della Morobbia si era rivelata fattibile e interessante. Venne però abbandonata poiché, per risolvere tutte le problematiche territoriali che l'impianto creerebbe, si dovrebbero affrontare investimenti tanto onerosi da pregiudicare la redditività di tutta l'operazione.

L'indicazione emerge da una recente lettera scritta dal direttore Roberto Pronini e dal responsabile dell'Area progetti Edy Losa all'AMICA di Castione in risposta all'appello che l'associazione aveva lanciato a Comune, Cantone, AET e AMB esortandoli (una prima volta nell'agosto 2010 e in seguito lo scorso aprile) a studiare la fattibilità della proposta di Geo Rathey. Una proposta ritenuta alquanto interessante dall'associazione che, come ben noto, si oppone all'intenzione del Municipio di Arbedo-Castione di insediare centro commerciale e stadio nella zona industriale tra la linea FFS e il fiume Ticino. Di fronte alla sollecitazione dell'AMICA l'Azienda elettrica ticinese ha ripreso in mano la sua idea del 2005 sottoponendola a nuove verifiche. Queste, malgrado i molti cambiamenti nel frattempo intervenuti nel settore elettrico, non hanno però portato a conclusioni diverse. Sfruttando un salto lordo di 6,5 metri tra lo sbarramento pneumatico a Molinazzo e la centrale a Galbisio, l'impianto turbinerebbe 1.600 milioni di metri cubi d'acqua annui con una produzione di 22 GWh pari al fabbisogno energetico di circa 4.500 economie domestiche. «Come già stabilito in occasione del primo studio, i principali aspetti da chiarire non sono legati alla tecnica che, anche se non del tutto banali, presenta delle problematiche comunque risolvibili» sottolinea AET nella sua presa di posizione. I nodi sono ben altri. Riguardano, ad esempio, il fatto che per contenere il lago si dovrebbero elevare nuove arginature che non impedirebbero comunque l'allagamento di parte dell'area industriale di Castione. Inoltre verrebbe interrotto e compromesso il trasporto di sabbia e sassi del Ticino e, in caso di forti piene, lo sbarramento potrebbe provocare l'esondazione di Ticino e Moesa rendendo necessaria l'adozione di particolari accorgimenti in aggiunta a quelli da prevedere per la tutela della falda nonché per mitigare l'impatto sulla fauna ittica.
Il sindaco: nella pianificazione il lago non è previsto
Se a Castione si volesse effettivamente realizzare un impianto del genere, spiega AET con parole che esprimono lo stesso concetto esplicitato dalla direttrice del DFE Laura Sadis nella sua presa di posizione inviata all'AMICA, lo stimolo dovrebbe in primo luogo partire dal Comune verificando, anche da un punto di vista ambientale, la possibilità di inserirlo nella pianificazione. Un passo, ci ha confermato il sindaco di Arbedo-Castione Luigi Decarli, non previsto dal Municipio né a suo tempo né nell'ambito dei nuovi approfondimenti avviati dopo il no della Coop a trasferire i suoi negozi nell'attuale zona industriale.

 

26 maggio 2011

Castione L'area commerciale potrebbe essere cancellata

Il sindaco Luigi Decarli: lo stadio rimane in ogni caso previsto
Dopo aver fatto scorrere fiumi d'inchiostro per quasi due anni, l'eventualità che la zona industriale di Castione ospiti un mega centro commerciale potrebbe avere, se non i giorni, i mesi contati. Il Municipio di Arbedo/Castione sta infatti pensando di cancellare dalla pianificazione del comparto la superficie sulla quale intendeva insediarsi la Policentro ciò che, di fatto, farebbe cadere tutto il progetto promosso da Renza De Dea, i fratelli Delcò e Lino Iemi.

«Posso confermare che nell'ambito degli approfondimenti avviati dopo il no della Coop a trasferire i suoi negozi oltre la ferrovia ci stiamo pensando - spiega al CdT il sindaco Luigi Decarli -. Per il momento si tratta di un'ipotesi, al pari dell'eventualità di mantenere la destinazione commerciale, ma riducendola rispetto ai piani iniziali da 40 a 25 mila metri quadrati». La decisione definitiva, attesa nel corso dell'estate una volta noto l'esito degli approfondimenti sul traffico e la posizione dei promotori della città­mercato, non dovrebbe influire sulla possibilità per l'ACB di edificare un suo stadio nell'area che, senza centro commerciale, manterrebbe il suo carattere industriale ma con destinazioni più qualificanti rispetto alla realtà odierna. «La superficie prevista per l'impianto sportivo non è in discussione - sottolinea il sindaco - e il presidente Gabriele Giulini ci ha confermato la possibilità di procedere alla realizzazione dello stadio anche senza che a fianco vi sia un centro commerciale». La sua assenza, aggiungiamo noi, probabilmente provocherebbe un ridimensionamento del progetto ACB dal momento in cui verrebbe a cadere il contributo a fondo perso promesso da Bellarca.
L'eventualità che il Municipio possa accantonare l'idea di riqualificare la zona industriale aprendola ai commerci è emersa martedì sera nel corso dell'assemblea dell'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (Amica). Ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai non molti presenti (una trentina compresi alcuni rappresentanti di altre associazioni con scopi analoghi) ma, anche se dovesse concretizzarsi, non farà abbassare la guardia all'Amica nata quattro anni fa per evitare l'ulteriore degrado del quartiere e fare in modo che ritrovi la sua vivibilità. Come sottolineato dai membri del comitato presieduto da Fabrizio Falconi in risposta agli sparuti interventi emersi a sostegno della nuova pianificazione poiché prevede una precisa destinazione per le varie zone del paese, l'associazione mantiene le sue perplessità di fronte alle scelte urbanistiche e viarie di Comune e Cantone criticati per non essere in grado di progettare soluzioni che tengano conto delle esigenze dei residenti. Le brutture sono sempre lì e rischiano di aumentare. Inoltre il numero dei veicoli in zona, è stato sottolineato, continua ad aumentare. Stamane aprirà la Lidl e si prevedono ulteriori problemi. Presto, è stato sottolineato, anche ad Arbedo ci si renderà conto del traffico parassitario che le strade comunali devono sopportare a causa dell'intasamento degli assi d'accesso a Bellinzona. La maggioranza dei soci dell'Amica sostiene inoltre il comitato per quanto riguarda il no a un altro degli elementi di novità della pianificazione di Castione allo studio: la creazione di una zona ufficialmente a luci rosse alla quale l'associazione si opporrà.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

18 maggio 2011

Castione, l'Amica contesta il ruolo di 'negoziatore'

L'associazione contro il mandato all'avvocato Luigi Mattei
A Castione «non c'è limite allo spreco». A dirlo a chiare lettere è l'Associazione per il miglioramento ambientale (Amica) che si scaglia contro il mandato affidato da Comune e Cantone all'avvocato Luigi Mattei per trattare con i proprietari dei sedimi nell'ambito del riordino del comparto (cfr. laRegione del 10 maggio, Castione, è Luigi Mattei il negoziatore). Il membro di Comitato Alberto Robustelli e il socio fondatore Arnaldo Gianini non si capacitano del fatto che non si sia riusciti a trovare un legale o un giurista, alle dipendenze dello Stato, che potesse svolgere il ruolo di negoziatore fra privati, investitori e autorità.

«La voragine finanziaria della zona industriale si arricchirà di una nuova perla di spreco di soldi pubblici: un ciclo negoziale di 90 mila franchi. L'ulteriore spesa è l'ennesima dimostrazione che la mucca va munta anche se è magra», rilevano. All'avvocato bellinzonese, Municipio e Consiglio di Stato hanno affidato l'onere di condurre in porto il 'Polo di sviluppo economico' che darà un nuovo volto alla zona ad ovest della stazione Ffs. Il credito di 90 mila franchi sarà discusso dal Legislativo il 6 giugno.
«L'aspetto affaristico che appare sempre più importante viste le cifre in gioco non concerne lo Stato, se non a livello fiscale. Affare pubblico quindi è chieder conto della provenienza dei soldi, far pagare in Ticino le imposte sui lauti guadagni ottenuti sul nostro territorio, controllare che l'impatto ambientale sia nelle norme legali e che gli stipendi base dei futuri dipendenti sfruttati non siano da fame. Tutto il resto è affare, nel senso più triste del termine», si osserva. Il discorso si sposta poi sulle questioni prettamente pianificatorie. In questo senso l'Amica afferma che «se l'autorità politica intende mediare contratti tra privati deve solo controllare che gli obiettivi pianificatori siano confacenti ad uno sviluppo auspicato». Un compito che, sostiene l'associazione, può essere svolto dai funzionari del Territorio.
(fonte: laRegione)

 

5 maggio 2011

L'Amica: tutti a Castione, ma al lago

L'associazione ribadisce il sostegno al progetto di specchio d'acqua artificiale
Non è solo perché siamo entrati nella bella stagione e la voglia di rinfrescarsi è maggiore. No, a Castione il lago (artificiale) lo vogliono. Subito e per sempre. L'Associazione per il miglioramento ambientale (Amica) ha riaffermato prima di Pasqua, con una lettera inviata alla direttrice del Dipartimento delle finanze e dell'economia Laura Sadis, nel frattempo diventata presidente del governo, la bontà del progetto. Un'alternativa alla città/mercato per riqualificare naturalisticamente la zona al di là della ferrovia e, in generale, l'intero comparto la cui pianificazione è in fase di revisione. Nonché ovviamente per coprire il fabbisogno energetico di 10 mila economie domestiche per un guadagno annuo di 4 milioni.

La missiva è stata spedita, in copia, pure ai diretti interessati. Ossia - oltre al Municipio di Arbedo-Castione - ai direttori dell'Azienda elettrica ticinese (Roberto Pronini), delle Aziende municipalizzate di Bellinzona (Mauro Suà), della Società elettrica Sopracenerina (Daniele Lotti) e di Ticino Turismo (Tiziano Gagliardi). Già il 17 agosto scorso l'Amica aveva scritto una lettera aperta che è però rimasta... lettera morta, se ci passate il gioco di parole. L'idea del lago - venuta all'ingegnere ed urbanista arbedese Geo Rathey - «rappresenta una scelta intelligente e costruttiva per il Ticino da diversi punti di vista: bellezza, possibilità di adeguare meglio i ripari del fiume che, si sa ormai da qualche tempo, è troppo limitato nei propri argini», annota la vicepresidente dell'associazione Anita Simona. Sarebbe uno specchio d'acqua di grandi dimensioni, più di quello di Ponte Brolla, tanto per farsi un'idea.
I membri di Amica sono perfettamente coscienti che innanzitutto andrebbe approfondita la fattibilità dell'operazione. In ogni modo il lago, con sbarramento pneumatico a Molinazzo, sarebbe di sicuro meno invasivo di un qualsiasi centro commerciale, godrebbe di un sostegno finanziario da parte degli enti pubblici e creerebbe un maggiore indotto economico per la regione. «La politica energetica è quella proprio di cercare fonti energetiche pulite non inquinanti e gli studi preliminari che sono stati eseguiti prevedono una buona resa in elettricità pulita. Per noi è anche un diverso modo di guardare al territorio, di non pensare ai lauti guadagni di non si sa chi e di evitare che un nuovo policentro crei altro caos ambientale in Ticino - si conclude la lettera - . Pensiamo che nessuno di chi abbia a cuore il Ticino possa accettare la scelta di un policentro con cinque milioni di visitatori l'anno e conseguenze facilmente immaginabili».
(fonte: laRegione)

 

22 aprile

La nuova pianificazione al gruppo Marti non piace

Il Gruppo Marti per garantirsi il futuro intende realizzare la sua nuova sede a Castione. Perciò si oppone alla variante di Piano regolatore

Ci siamo anche noi! Ci siamo da settant'anni e, oggi come oggi, garantiamo 300 posti di lavoro.
A ribadirlo, con malcelato orgoglio, è Gino Boffa, amministratore delegato della Mancini & Marti e della Otto Scerri che, senza troppi giri di parole, spiega perché il suo gruppo si batterà con ogni mezzo, contro la variante di Piano regolatore della zona industriale di Castione, elaborata dalle autorità per permettere la realizzazione del Policentro e del nuovo stadio dell'ACB. Un progetto che, fra l'altro, è stato disegnato sui terreni della Mancini & Marti. Terreni che però la Mancini & Marti non intende cedere. «È nostra ferma intenzione - assicura Gino Boffa - realizzare proprio a Castione la nuova sede del gruppo. Entro fine anno sarà completato il progetto di massima e inoltrata la domanda di costruzione». Un progetto che dovrebbe garantire diversi vantaggi all'economia comunale. La nuova sede è infatti concepita per promuovere, in un secondo tempo, una logistica più razionale. «L'idea - annota Boffa - è anche quella di separare la zona di lavorazione e di deposito degli inerti dalle altre con, per esempio, una piantagione ad alto fusto così da limitare ulteriormente le emissioni foniche e la propagazione delle polveri».
Questo però ancora non significa che il gruppo non è disposto a collaborare alla ricerca di soluzioni che consentano anche l'insediamento del nuovo stadio. «Certo - replica Boffa -; non ci opponiamo alla realizzazione dello stadio nella zone industriale di Castione; non però su terreni importanti per le nostre esigenze aziendali e al loro sviluppo che non intendiamo compromettere in alcun modo». Insomma, la variante che sarà discussa dal Consiglio comunale di Arbedo-Castione alla Mancini & Marti proprio non piace. «La variante ci penalizza in misura inaccettabile - aggiunge Boffa -: l'azzonamento dell'area industriale è stato gestito solo da intermediari e promotori d'assalto. È una variante allestita esclusivamente nell'interesse dei promotori del Policentro e di Bellarca». Mentre il gruppo edile bellinzonese è invece convinto delle proprie scelte ed intende quindi perseguire la centralizzazione dei propri servizi. «È un programma finanziariamente molto impegnativo - spiega Boffa -. Ogni passo dev'essere ponderato perché lanciarsi in operazioni immobiliari avventate, potrebbe mettere in pericolo la solidità del gruppo e, di riflesso, i posti di lavori dei nostri dipendenti. Cosa questa non vogliamo nel modo più assoluto».
Insomma, secondo l'amministratore delegato del gruppo Marti, la strada da percorrere è una sola: «Occorre innanzitutto che il Consiglio comunale respinga la proposta di variante di Piano regolatore e che, assieme, si cerchino delle soluzioni condivise, evitando uno scontro muro contro muro, dannoso per tutti».
Intanto però, il dibattito in Consiglio comunale sulla nuova pianificazione, continua a slittare. Prevista inizialmente sul finire dello scorso anno per offrire all'Associazione Calcio Bellinzona l'opportunità di aprire il cantiere del nuovo stadio ancora nel 2011, la discussione del Legislativo sembra ora destinata ad essere agendata dopo la pausa estiva. La rinuncia della Coop di trasferirsi nel futuro Policentro infatti, impone alcuni approfondimenti pianificatori che potrebbero necessitare di alcuni mesi di verifiche perché prenderanno in considerazione tutta la frazione di Castione.
(fonte: Giornale del Popolo)

 

20 aprile 2011

'Che conta è il progetto, non la persona'

Città/mercato a Castione: il Municipio si esprime per la prima volta sulle grane giudiziarie del promotore Lino Iemi.
Non si può bloccare la prospettata realizzazione della città/mercato, semplicemente poiché allo stato attuale non ne sussistono i motivi. Per farla breve: «Non si capisce perché si dovrebbe sospendere qualche cosa che non c'è (partenariato pubblico/privato) perlomeno per quanto sin qui messo in atto dal Comune». Nell'uovo di Pasqua i 25 consiglieri comunali di Arbedo/Castione hanno trovato la risposta all'interrogazione inoltrata da sette membri del plenum sul centro commerciale previsto dalla Policentro nella zona a ovest di Castione.

Il primo firmatario Davide Cattaneo (Plr) ed i colleghi liberali-radicali Massimo Pisani, Patrick Falconi e Vania Castelli nonché quelli socialisti Rezia Boggia, Mirto Genini e Livio Cortesi chiedevano di 'congelare' il progetto in attesa della fine del processo a carico del patron e fondatore del gruppo italiano Lino Iemi.
La figura dell'ingegnere di origini valtellinesi monopolizza le considerazioni dell'Esecutivo racchiuse in due pagine che siamo in grado di anticiparvi. L'autorità ha incontrato in due occasioni il 70enne: «Una prima volta in cui ha presentato a grandi linee la ditta Policentro e il tipo di centro commerciale che era nelle loro idee da realizzare a Castione. Una seconda volta, recentemente, in cui questi ha voluto illustrarci la sua versione dei problemi giudiziari in cui è coinvolto in Sardegna».
Dal 16 maggio prossimo Lino Iemi - in correità con altre cinque persone - dovrà rispondere del reato di concorso in abuso d'ufficio riguardo al rilascio delle autorizzazioni per l'apertura a Sestu del centro commerciale La Corte del Sole . Il dibattimento si celebrerà davanti al Collegio della prima sezione del Tribunale di Cagliari presieduto dal giudice Mauro Grandesso. «Non riteniamo che sia un nostro compito esprimerci in merito a tale vicenda perlomeno fintanto che non vi sarà una decisione definitiva, sino allora vale il concetto giuridico di presunzione d'innocenza», osserva il Municipio capitanato dal sindaco Luigi Decarli.
'Il nostro comportamento è stato irreprensibile'
L'autorità sta insomma alla finestra. Da un lato per una questione di correttezza (Lino Iemi si è sempre detto estraneo alle accuse che gli vengono mosse). Dall'altro perché non potrebbe fare altrimenti, visto che non è ancora stata inoltrata la domanda di costruzione per la città-mercato. Proprio su questo punto, tuttavia, si precisa che «il Municipio opera nel rispetto delle disposizioni legali e sulla base di fatti oggettivi. Vi rammentiamo che negli esami per il rilascio di licenze edilizie non è previsto un accertamento della persona che la richiede né del proprietario del fondo interessato, bensì unicamente del rispetto del progetto presentato nei confronti delle norme di competenza comunale». E ancora, più avanti, con fermezza: «Respingiamo l'affermazione rivoltaci di mancanza di trasparenza e credibilità, nonché di dubbi su un nostro comportamento non irreprensibile. Riteniamo che i fatti hanno semmai sin qui dimostrato il contrario».
Chiunque, indipendentemente dalla fedina penale immacolata o sporca, può bussare alla porta del Comune e sottoporgli un'iniziativa imprenditoriale e/o commerciale: «Da quanto sinora di nostra conoscenza il signor Iemi sarebbe solo uno dei promotori interessati a realizzare un centro commerciale sul nostro territorio. Sempre per quanto sappiamo è l'unico coinvolto in procedimenti giudiziari. Egli rappresenta una società con pratica nella costruzione/gestione di supermercati alla quale si sono rivolti degli investitori svizzeri, per usufruire del relativo know how».

A seguito del 'no' della Coop
A margine della risposta all'interrogazione (si veda il pezzo principale), il Municipio di Arbedo-Castione si china pure sulla variante di Piano regolatore che ridefinirà il volto del comparto di Castione. Il messaggio verrà allestito solamente dopo l'estate. Non passerà dunque al vaglio del Legislativo fra meno di un mese come si ipotizzava. «Nuove fattispecie hanno reso necessari degli approfondimenti in precedenza non previsti; inaspettati cambiamenti di scenario, precedentemente dati come acquisiti, hanno pure comportato la necessità di ridefinizione di calcoli tecnici già definiti; infine ostacoli da parte di alcuni proprietari terrieri hanno comportato la necessità di ponderate valutazioni su come procedere. Il risultato pratico è stato una dilatazione dei tempi operativi in precedenza definiti. Il Municipio vuole procedere celermente, ma non a scapito della qualità e piena consapevolezza degli effetti delle proprie proposte », spiega l'Esecutivo. Che non lo dice apertamente ma si riferisce alla rinuncia della Coop a trasferirsi al di là della ferrovia. Un duro colpo che ha scombussolato i piani dell'autorità che dava per scontato il trasloco del secondo gruppo di commercio al dettaglio in Svizzera.
(fonte: laRegione))

 

7 aprile 2011

Castione Lo stadio fa gola al Lugano

Per ottenere la licenza di Super League i Bianconeri chiedono ospitalità ai Granata. Il presidente dell'ACB Gabriele Giulini si è detto disposto ad entrare in materia
Un tabù tutto cantonticinese potrebbe venir presto sfatato. Confrontato con le difficoltà ad ottenere la licenza per poter giocare in Super League, il Football Club Lugano si sta muovendo alla ricerca di una soluzione transitoria in attesa della costruzione del nuovo stadio in sostituzione di quello di Cornaredo. E si è rivolto ai rivali sopracenerini dell'Associazione Calcio Bellinzona per sondare la loro disponibilità ad ospitare nel futuro impianto di Castione le partite casalinghe dei Bianconeri. Il primo contatto tra Gabriele Giulini ed Angelo Renzetti è avvenuto martedì attraverso un intermediario molto vicino sia al presidente dell'ACB, sia al suo omologo dell'FCL. Da quanto siamo riusciti ad apprendere, il numero uno Granata si sarebbe detto disposto ad entrare in materia.

Prima di intraprendere però ulteriori passi nella direzione auspicata da Renzetti, preferisce verificare fino in fondo che l'operazione abbia tutte le garanzie di giungere in porto. Questo principalmente per evitare di compiere delle mosse affrettate che invece di fare il bene dei due club calcistici si ritorca loro contro. Le trattative fra le due società sportive rafforzano ulteriormente i legami tra il numero uno bianconero e il progetto di Castione. Era infatti stato Angelo Renzetti a favorire il contatto tra Renza De Dea ed i fratelli Delcò con Lino Iemi grazie al quale è germogliata l'iniziativa del policentro commerciale che contribuirà alla realizzazione dello stadio mettendo a disposizione il terreno e garantendo un contributo di 20 milioni di franchi.
Ma torniamo alla possibile accordo tra ACB e FCL per l'utilizzo in comune dello stadio di Castione. Si tratterebbe in pratica di inoltrare alla Swiss Football League la richiesta per un doppia licenza relativa all'utilizzo del futuro impianto. Un po' come avviene per il Letzigrund dove disputano le partite casalinghe sia il Grasshopper, sia lo Zurigo. O come l'impianto di San Siro con Milan ed Inter a dividersi equamente l'utilizzo del terreno da gioco. Insomma, lo scenario di un unico stadio in Ticino omologato per la disputa degli incontri di Super League - in questo caso quello prospettato a Castione - potrebbe avverarsi. Magari anche solo temporaneamente. Ovvero fintanto che a Lugano non verrà costruito il nuovo impianto. Più prosaicamente, però, la mossa del presidente Renzetti sembra volta ad ottenere una ulteriore proroga dalla Lega affinché i bianconeri, promossi in quella che una volta si chiamava Seria A, possano continuare a disputare gli incontri casalinghi a Cornaredo fintanto che non sarà costruito il nuovo impianto. Una mossa, insomma, per prendere tempo, considerato come uno stadio non lo si costruisce dall'oggi al domani. A Lugano , come del resto anche a Castione, siamo ben lungi anche solo dalla posa della prima pietra.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

5 aprile 20111111

Castione, stand-by pianificatorio

Comune e Cantone rivalutano il da farsi dopo il no Coop
La nuova pianificazione che dovrebbe ridisegnare completamente il volto di Castione ammettendo anche l'insediamento del nuovo stadio ACB e del policentro commerciale è in stand-by. L'elaborazione della variante di PR, dopo che negli scorsi mesi era stata portata avanti a tappe forzate per dar modo al Consiglio comunale di esprimersi a metà maggio, è entrata in una fase di stallo. Potrebbe durare ancora diverse settimane se non mesi. La decisione della Coop di non trasferire i propri negozi oltre la linea ferroviaria ha imposto una pausa di riflessione. La situazione va interamente riconsiderata.
Intanto A Bellinzona è stato costituito il Gruppo di sostegno allo stadio di Arbedo-Castione interamente costituito da tifosi e sostenitori di lunga data dell'ACB. La sua nascita è stata ufficializzata domenica nel corso della seduta costitutiva svoltasi allo snackbar Granata eletto sede del Gruppo sorto per dare una struttura all'iniziativa spontanea sviluppatasi su Facebook per mostrare la volontà del popolo granata di sostenere il progetto.
Qui l'articolo (fonte: Corriere del Ticino online)

 

4 aprile 2011

Stadio ACB: si mobilitano i tifosi

È nato il Gruppo di sostegno a favore dello stadio di Arbedo-Castione. Ferretti: "Informazione precisa"
Ultimamente, quando si parla del futuro dello stadio per l'Associazione Calcio Bellinzona, le notizie concernono le difficoltà che il progetto sta incontrando. Terreni che ci sono e non ci sono, associazioni varie che puntano l'indice sui disagi che la creazione sia del centro commerciale sia dello stadio porterebbero a livello di traffico, grosse catene di distribuzione che rinunciano e chi più ne ha più ne metta.
In questi giorni un'altra voce si è fatta sentire, ma questa volta non per ulteriormente mettere in difficoltà l'opera, ma bensì per sostenerla. Domenica 3 aprile è infatti nato ufficialmente il "Gruppo di sostegno per lo stadio di Arbedo-Castione"
Ecco il testo del comunicato stampa: "Domenica 3 aprile 2011 è stato fondato ufficialmente il Gruppo di Sostegno allo Stadio di Arbedo-Castione interamente costituito da tifosi e sostenitori di lunga data dell'ACB, con sede presso lo storico ritrovo granata "Snack Bar Granata", in via Giuseppe Motta 3a. Questa iniziativa era già nata virtualmente il 28 febbraio 2011, con un gruppo su Facebook - Gruppo di sostegno allo stadio di Castione! Noi ci siamo! - creatosi spontaneamente per mostrare la volontà di sostenere il nuovo progetto relativo allo stadio ACB ad Arbedo-Castione. Ad un mese dalla sua nascita, si è quindi sentita l'esigenza di portare il tutto nella realtà, mostrando la volontà del popolo "granata" di dialogare, mostrare e sostenere questo grande progetto. È possibile aderire a questo gruppo in qualsiasi momento e gratuitamente. Gli scopi del gruppo di sostegno sono espletati in uno statuto che presto sarà disponibile online".
Abbiamo sentito Christian Ferretti, presidente del neocostituito Gruppo di sostegno.
Quali sono le azioni che volete intraprendere?
"In concreto vogliamo far passare un messaggio il più trasparente possibile in merito alla situazione stadio. Questo è possibile grazie alle nostre conoscenze all'interno della società".
E questo messaggio, come lo divulgherete?
"Il lavoro principale lo si farà tramite un sito internet che stiamo preparando e sui giornali. In ogni caso ci troveremo sempre prima e dopo le partite casalinghe del Bellinzona al Bar Granata, che sarà la nostra sede. Tutti sono i benvenuti. Noi siamo assolutamente apolitici. Non cerchiamo l'appoggio di nessuno e voglio sottolinearlo. Non vogliamo strumentalizzazioni".
Qui l'articolo (fonte: Ticinonews.ch)

 

24 marzo 2011

Nuovo stadio: "Ci fanno la guerra e non capiamo perché"

Il duro sfogo di Gianni Delcò, uno dei promotori del progetto di Castione: "I Verdi e alcuni giornali stanno facendo di tutto per fare naufragare il progetto"
"Isoz non capisce i ticinesi? E io invece non capisco i Verdi e nemmeno certi giornali. Quello di Castione è un progetto che andrebbe sostenuto da tutti. Invece alcuni stanno facendo il possibile per farlo naufragare". Gianni Delcò è uno dei promotori dello stadio polifunzionale BellArca a Castione, che dovrebbe diventare la nuova casa del Bellinzona calcio. Le sue sono constatazioni piene di amarezza. Lo spunto arriva dalle dichiarazioni recentemente rilasciate a Ticinonline dal direttore della Swiss Football League Edmond Isoz. In quell'occasione il dirigente criticava i ticinesi, incapaci di collaborare e di costruire uno stadio unico per la serie A. "In Ticino questa è un'utopia - dice Delcò -. Qui domina il campanilismo. Fatta questa premessa, non ha senso quello che sta accadendo. C'è chi si ostina a non capire".
A non capire cosa?
"Quello su cui dovrebbe sorgere lo stadio è un terreno attualmente molto inquinato che tra l'altro condiziona non poco la qualità delle acque del fiume Ticino. Noi lo risaneremmo, trasformando una zona decaduta in uno spazio d'alta qualità. I Verdi dicono che vogliono salvare quel territorio. E allora perché si oppongono così duramente alla nostra idea?"
Perché, secondo loro, lo stadio farebbe aumentare il traffico in tutta la regione...
"Al contrario, lo stadio contribuirebbe a fare diminuire il traffico nel centro di Castione, dove oggi sono concentrate tutte le attività commerciali. Perché la gente per fare acquisti e per fare vita ricreativa si sposterebbe anche e soprattutto verso il nuovo impianto. Parallelamente a BellArca è prevista nei dintorni la realizzazione di sentieri e spazi verdi per il tempo libero e per le famiglie. L'aspetto ludico e ricreativo avrà un ruolo di primo piano. E poi non dimentichiamo che si vuole creare l'accesso a sud della zona industriale direttamente all'uscita autostradale. È un'opera fondamentale per la sostenibilità del progetto. Questo nuovo accesso permetterebbe di eliminare il transito attraverso il paese. Insomma, chi si immagina solo cemento e smog sbaglia di grosso".
Ormai non è più un segreto: si dice che per costruire su quei terreni ci siano grossi problemi in realtà...
"Noi abbiamo sempre detto che i terreni ci sono. Ma c'è chi gode nel sollevare casi che non esistono".
L'Associazione per il miglioramento ambientale del quartiere (Amica) non vuole lo stadio nuovo. E ha due piani: fare bocciare il progetto in Consiglio comunale e, se non dovesse funzionare, lanciare la raccolta firme.
"Non abbiamo paura. Anche perché sappiamo che molti cittadini sono dalla nostra parte. Sanno che l'unica possibilità per togliere il traffico attuale dal centro paese è riqualificare la zona industriale".
Qual è la cosa che l'ha delusa maggiormente negli ultimi mesi?
"Vedere che quando si propone un progetto innovativo c'è sempre qualcuno pronto a contrastarlo a scatola chiusa, senza nemmeno conoscere la realtà dei fatti.
Vi hanno dato degli speculatori, degli opportunisti
"Alcune persone ci fanno la guerra e noi non capiamo perché. La mia famiglia è da sempre vicina al Bellinzona calcio. Siamo spinti dall'entusiasmo e con questo entusiasmo abbiamo coinvolto altri attori. Ma in Ticino l'importante è criticare..."
Insomma, gira e rigira ha ragione Isoz. I ticinesi non sanno collaborare tra di loro...
"Ha ragione, ma ci sono anche delle eccezioni. L'architetto Angelo Renzetti, presidente del FC Lugano, è una di queste. Pur essendo bianconero ci ha dato una grossa mano nel contattare le persone giuste che potessero sostenere BellArca".
Il Lugano, qualora venisse promosso in serie A, non potrebbe giocare a Castione in alternanza con il Bellinzona?
"La logica potrebbe fare pensare a una soluzione simile. Ma è solo teoria. Basti pensare che la Città di Bellinzona non sostiene l'idea BellArca perché lo stadio sorgerebbe in un altro comune. Con questa mentalità dominante come si può pensare che un club del sottoceneri possa spostarsi fino a Castione per le sue partite casalinghe?"
Lo stadio avrà 12.000 posti. Non sono un po' troppi per il Ticino?
"Il minimo era fissato a 8.000. Farlo per 12.000 non rappresentava una spesa eccessivamente superiore. La struttura è pensata anche per le occasioni speciali in cui questa capienza potrebbe essere necessaria. Non bisogna dimenticare inoltre che il finanziamento dello stadio deriverebbe in buona parte dalle attività commerciali al suo interno. Dai negozi al cinema. Dal centro wellness al museo".
Il Bellinzona ha recentemente esonerato il tecnico Roberto Morinini, sostituendolo con l'incognita Carlo Tebi. In molti sostengono che questa mossa equivale ad avere firmato la condanna alla retrocessione. Se il club dovesse effettivamente retrocedere che ne sarebbe del progetto Bellarca?
"Il presidente del Bellinzona Gabriele Giulini ci ha detto che lo stadio si farà in ogni caso, perché il suo è un progetto a lungo termine. Per i dettagli sarebbe meglio rivolgersi a lui..."
Qui l'articolo (fonte: Ticinonline.ch)

 

23 marzo 2011

Castione: sarà referendum

L'Amica ha due piani: bocciare il progetto in Consiglio comunale e se non funzionerà lanciare la raccolta firme
L'Associazione per il miglioramento ambientale del quartiere (Amica) non vuole il centro commerciale con lo stadio dell'ACB a Castione. E sta lavorando a due piani per bloccare il progetto.
Il primo: cercare di fare il possibile, il 16 maggio prossimo, per avere la maggioranza in Consiglio comunale per bocciare il progetto. Come ha anticipato stamane la Regione Ticino Amica cerca di persuadere almeno 13 consiglieri comunali ad affossare il nuovo PR. I voti dei tre PLR di Castione dovrebbero essere sicuri. Così come le sei preferenze dei socialisti. E siamo a nove. Ne mancano quattro. Che potrebbero essere qualche "cane sciolto" in seno ai nove liberali-radicali di Arbedo e/o ai quattro PPD. Incognita invece su come voteranno i tre rappresentanti di Lega-UDC.
Il secondo: se la manovra in Consiglio comunale non funzionerà Amica lancerà il referendum. L'associazione, scrive il quotidiano bellinzonese, sta già preparando i formulari per il deposito della domanda e l'invio a tutti i fuochi.
Qui l'articolo (fonte: Ticinonews.ch)

 

17 marzo 2011

Per Castione soldi bianconeri

Angelo Renzetti, presidente del FC Lugano, tra i protagonisti del progetto della Città-mercato e dello stadio ACB
"Pecunia non olet", dicevano i latini, ossia il "denaro non ha odore". Al giorno d'oggi sembrerebbe che non abbia nemmeno colore. Granata o bianconero poco importa, l'importante è che ci sia. Questa premessa è doverosa in quanto il progetto per la Città-mercato di Castione, con annesso stadio per l'ACB, vede tra i suoi protagonisti un personaggio insospettabile: Angelo Renzetti. Ebbene si, proprio il presidente del FC Lugano è tra i promotori dell'iniziativa che dovrebbe portare alla costruzione del centro commerciale e soprattutto del tanto sospirato stadio per il Bellinzona. Lo riporta oggi LaRegioneTicino.
Renzetti, di professione architetto, ha fatto da tramite tra la Bellarca SA, la società della cordata DeDea-Delcò e la Policentro da una parte e un importante gruppo svizzero dall'altra, con il quale si porterà avanti il progetto da duecento milioni di franchi.
La notizia potrebbe avere del clamoroso, ma in fondo, si tratta di concludere un affare e nel mondo del "business" non c'è spazio per i campanilismi.
Nell'intervista rilasciata Renzetti non vuole fare nomi limitandosi a dire che questo gruppo non ha mai effettuato investimenti in centri commerciali legati alla presenza di stadi e che i suoi contatti con questo misterioso gruppo sono nati in ambito professionale, essendo lui il loro architetto di fiducia.
Renzetti comunque ci tiene a sottolineare che il suo interesse è centrato solo sull'aspetto commerciale del progetto, infatti dice che "io desidero dare un'identità al FC Lugano, farlo ritornare ai fasti del passato e con lo stadio dell'ACB non ho nulla a che fare".
Qui l'articolo (fonte: Ticinonline.ch)

 

13 marzo 2011

Stadio, nuova puntata: "I terreni ci sono"

"Si tranquillizzino coloro che tra gli obiettivi della loro vita hanno quello di mettere i bastoni fra le ruote ai progetti che possono portare benefici ad una regione discosta dal centro cittadino (una volta realizzato, il centro polifunzionale-commerciale avrà infatti oltre 600 posti di lavoro!). Promotori privati e ACB sono determinati e non si lasciano distrarre da piccole ripicche di campanile!".
Con forza, Renza De Dea, a capo della Bellarca SA, risponde alle ultime indiscrezioni di stampa di ieri che parlavano di una pianificazione di stadio e centri commerciali su sedimi che appartengono a dei privati che - come si legge su LaRegioneTicino di sabato - "non sembrano minimamente intenzionate ad abbandonare la loro ubicazione".
In un lungo e articolato intervento, la candidata per la Forza Civica al Consiglio di Stato, fa il punto sul progetto di realizzazione dello stadio e di un centro commerciale ad Arbedo Castione. "Da un paio d'anni - si legge sul testo inviato - il gruppo di promotori privati, ossia la Bellarca SA, ha riservato i terreni sia per la realizzazione del centro polifunzionale-commerciale sia per lo stadio, che sarà realizzato a cura dell'ACB. La superficie dei terreni riservati a tal scopo è di circa 80mila metri quadrati, di cui 40mila riservati per lo stadio. La razionalità del progetto vorrebbe che il polo ludico-sportivo-commerciale si sviluppi prendendo in considerazione anche una striscia di terreno di un privato che per il momento è contrario a cedere o a permutare una parte della sua area. Posizione del tutto legittima che rispettiamo e sui cui non vogliamo certo disquisire".
Renza De Dea, quindi, ammettendo che esiste l'opposizione di un proprietario privato, assicura che "il progetto è comunque realizzabile anche solo sui terreni già di competenza di Bellarca SA, come indicato sulla pianimetria allegata, con un diverso insediamento rispetto a quanto previsto". Una sorta di piano B che permetterebbe la realizzazione del progetto.
Per quanto riguarda il ruolo dell'Associazione Calcio Bellinzona in questo progetto, De Dea fa una precisazione: "Non è Bellarca ad aver presentato la domanda di costruzione, bensì l'ACB, cui compete la realizzazione dello stadio in modo indipendente, ovviamente con un progetto urbanisticamente unitario con il centro polifunzionale-commerciale, che sarà invece realizzato da un gruppo immobiliare svizzero al di sopra di ogni sospetto quanto a capacità finanziaria. Sarà questo gruppo Svizzero - scrive De Dea - ad indicare Policentro per la commercializzazione e la gestione del centro".
De Dea, comunque, ammette che il progeto inoltrato dall'ACB prende in considerazione anche il terreno del privato con il quale non si è trovato un accordo, perché dal profilo funzionale sarebbe la posizione migliore, permettendo di affiancare lo stadio al centro ludico-commerciale. Questo permetterebbe - si legge ancora nel comunicato - un significativo ingrandimento della piazza pedonale riservata, come detto, alla popolazione, posizionandola così direttamente all'uscita del sottopasso pedonale-ciclabile della nuova stazione TILO. Siamo sempre fiduciosi di poter trovare una soluzione positiva con il privato in questione. Considerato però come ad oggi non vi sia ancora un accordo, l'ACB deve necessariamente posizionare lo stadio a nord del comparto, dove è stata riservata da parte di Bellarca SA una superficie di circa 40mila metri quadrati.
Qui l'articolo (fonte: Ticinonline.ch)

 

12 marzo 2011

Uno stadio senza terreno?

Si complica la vicenda della Bellarca di Arbedo-Castione: mancano i terreni. Problemi per la licenza dell'ACB?
Ora si fa davvero dura.
O almeno sembra.
Di cosa stiamo parlando? Della questione stadio di Bellinzona.
Oggi La Regione Ticino spiega il tutto con un titolo eloquente: "La città mercato e i terreni che non ci sono". Come scrive l'estensore dell'articolo, quindici giorni fa il primo brutto colpo, con la Coop che ha deciso di rinunciare all'operazione. Oggi, un'altra pesante tegola, ovvero i terreni. La maggioranza dei proprietari dei sedimi della zona industriale non sarebbe per nulla intenzionata a cedere i loro terreni.
Bellarca SA dunque non potrà contare sugli appezzamenti della Mancini e Marti/Otto Scerri SA, che avrebbero dovuto (o dovrebbero) ospitare parte del centro commerciale e della struttura sportiva. La conferma arriva direttamente dal vicepresidente del consiglio di amministrazione della Mancini e Marti, l'ingegnere Fabio Panzera: "Non rinunceremo a un solo metro quadrato della proprietà. La nuova pianificaziona dell'area che prevede l'insediamento di attività più qualificate, sarebbe una limitazione della nostra attività e avrebbe come conseguenza la cessazione della nostra attività. Se sarà necessario andremo sino al tribunale federale".
Ma la grana non è finita qui. Infatti l'AC Bellinzona ha fornito alla Lega calcio la domanda di costruzione sui terreni della Mancini e Marti/Otto Scerri, come spiega ancora Panzera: "L&'hanno fatto senza l'accordo della nostra impresa. Ovviamente ora noi dovremo informare la lega calcio di questa fattispecie".
Insomma, la matassa si ingarbuglia e anche l'ottenimento della licenza sembra più nebuloso. Staremo a vedere.
Qui l'articolo (da Teleticino.ch)

 
3 marzo 2011

Per Castione e tutta la regione, i tre milioni di passaggi previsti con i centri commerciali sarebbero un disastro

Comunicato stampa
I Verdi del Bellinzonese sono contrari alla creazione della cosiddetta "Città mercato" di Castione. Il progetto, già discutibile in sé a causa del prevedibile aumento del carico di traffico, diventa ancora meno accettabile dopo la rinuncia di Coop. Lo spostamento del centro Coop dal villaggio di Castione all'attuale zona industriale avrebbe, infatti, rappresentato l'unico elemento positivo del progetto.
I grandi generatori di traffico, quindi, non saranno concentrati intorno al polo FFS-TILO ma distribuiti su tutto il territorio: a Castione villaggio e nella zona industriale. Si parla di potenziali tre milioni di visitatori per la "Città Mercato": le conseguenze per la qualità di vita degli abitanti di Castione sono facilmente immaginabili.
Il problema inoltre non riguarderà solo Castione ma tutta la regione, con prevedibili conseguenze sulla mobilità dell'intero comparto - compresa l'autostrada - per non parlare della qualità dell'aria e della sicurezza.
I Verdi dunque si oppongono strenuamente a questo ennesimo tentativo di distruggere il territorio e di mettere in gioco la qualità di vita degli abitanti a puro scopo speculativo.
Da questo punto di vista i Verdi sosterranno tutte le iniziative delle associazioni ambientaliste (WWF e ATA in primis) e delle associazioni di cittadini, come AMICA, per opporsi a questo tentativo sciagurato.
I Verdi sosterranno o lanceranno azioni di opposizione politica al progetto, se queste dovessero rendersi necessarie.
Erika Franc Benetollo
Coordinatrice dei Verdi del Bellinzonese
Qui il comunicato stampa (fonte: Verditicino.ch)

 

28 febbraio 2011

ACB: inoltrata domanda di costruzione

La società svela le carte del nuovo impianto multifunzionale da 12 mila posti
"Bisogna volere l'impossibile perché l'impossibile accada", le parole del presidente Giulini citando Eraclito. Inizia così la nota stampa con cui l'ACB comunica di aver inoltrato oggi, come previsto, la domanda di costruzione per il nuovo stadio da edificare nel comprensorio comunale di Arbedo-Castione. I contenuti tecnici della domanda costituiscono parte integrante della necessaria documentazione relativa al procedimento per l'ottenimento della licenza della Swiss Football League, riguardante la disputa del campionato di Super League stagione 2011/2012. Il nuovo stadio avrà una capienza totale di 12'000 posti coperti e a sedere. La struttura prevede al suo interno anche la costruzione di un albergo, di ristoranti, di bar, di sale per conferenze e congressi, come pure di una sala cinematografica. La società fa inoltre sapere che sono stati progettati locali multiuso, centri fitness e wellness e un centro di riabilitazione sportiva. Troveranno posto anche centri culturali e una biblioteca/mediateca dello sport. Costo: 50 milioni. Grazie ad una copertura scorrevole, lo stadio è inoltre predisposto per l'accoglienza di vari eventi, tra i quali anche importanti concerti. L'impianto si baserà su energie rinnovabili, tra le quali spiccano pannelli fotovoltaici.
Qui l'articolo (fonte: Ticinonews.ch)

 

24 febbraio 2011

Castione Policentro da ridimensionare

Il no della Coop non è indolore per il progetto del centro commerciale e per la riqualifica della frazione Il sindaco: la pianificazione non si ferma

Il fondatore dell'Amica: l'operazione ha perso ogni senso
Il no della Coop al trasferimento nel progettando policentro commerciale di Castione è un brutto colpo per i promotori della riqualifica dell'intero paese. Lo scriveramo già ieri e l'analisi delle conseguenze che la decisione del grande distributore avrà per Castione lo conferma. In ballo non c'è solo, infatti, un affare privato tra Coop e Bellarca che giocoforza dovrà ridimensionare l'ampiezza della sua iniziativa, ma l'intero volto della frazione. Il trasferimento della Coop era a lla base dei ragionamenti in atto tra Cantone e Comune che intendevano: da un lato rilanciare i destini dell'area industriale mai decollata e quelli della zona attorno alla stazione FFS, e dall'altro ridare carattere residenziale al comparto compreso tra via San Bernardino, via San Gottardo e le cave. Un disegno che ora si scontra con la volontà della Coop di lasciare dove sono (e magari ampliarli) il negozio d'alimentari e il do-it. L'intera visione pianificatoria concordata da Comune e Cantone dovrebbe probabilmente poter essere confermata (votazioni e ricorsi permettendo). Ma la sua concretizzazione, per quanto riguarda la parte più prossima all'abitato, rischia di slittare di anni. Tanti anni con il rischio che anche chi era tendenzialmente favorevole alla pianificazione cambi idea. In pochi a Castione sono disposti a permettere l'insediamento di nuovi grandi generatori di traffico vicino alle loro residenze in cambio di presunti benefici legati al trasferimento della Coop che, se il grande distributore non dovesse tornare sui suoi passi, è immaginabile solo a lungo termIl no giunto l'altro giorno da Basilea per il Comune, il Cantone e quindi per Bellarca significa anche la necessità di rivedere i propri piani. La superficie commerciale ammissibile oltre la ferrovia verrà verosimilmente ridotta di circa il 20-25%. Finora si ragionava infatti su una capacità teorica di nuovi insediamenti di 40 mila metri quadrati. Questa, però, era stata determinata tenendo già conto del trasferimento della Coop i cui due attuali negozi occupano circa 7.500 metri quadrati. Questi ora andranno dedotti da quelli previsti per il policentro. Probabilmente sarà limitato a circa 30 mila metri. Renza De Dea e Gianni Delcò affermano che dal punto di vista della sostenibilità economica del progetto cambia poco o nulla. Resta però il fatto che Coop avrebbe dovuto essere il supermercato trainante per tutto il complesso dove p ensava di occupare circa 15 mila metri. La ricerca dell'alternativa è già in atto.
"La superficie commerciale prevista in zona industriale andrà sicuramente ridimensionata" conferma il sindaco Luigi De Carli che prima di sottoporre la questione all'esecutivo attende sempre una comunicazione ufficiale da parte di Coop che confermi quanto reso noto a Bellarca (si veda il CDT di ieri). "Obbligare Coop a trasferirsi non è possibile - rileva il sindaco -. Pertanto andrà individuata una soluzione alternativa. Per me però dobbiamo assolutamente proseguire con la nuova pianificazione alla quale stiamo lavorando da anni per il futuro di Arbedo-Castione". Un futuro che, passando dall'insediamento di nuovi grandi generatori di traffico, parte della cittadinanza critica da tempo capeggiata dall'Associazione per il miglioramente ambientale di Castione (Amica). "L'abbiamo sempre vista negativamente perché prevede nuovo tra ffico e ora viene a cadere anche l'unico elemento positivo che presentava - sottolinea il fondatore dell'associazione Arnaldo Gianini -. Senza il trasferimento della Coop, per me, l'intera operazione non ha più senso. Prima si riordini il paese di Castione, poi semmai si pensi alla zona oltre la ferrovia". La zona quindi dove sono previsti policentro e nuovo stadio ACB.licentro e nuovo stadio ACB.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

24 febbraio 2011

Ecologisti: no alla città-mercato di Castione

WWF e Associazione Traffico e Ambiente contrarie al progetto dopo la rinuncia di Coop ad insediarsi nel complesso
La nuova città-mercato di Castione incontra, come prevedibile, altri ostacoli alla sua realizzazione. È di oggi la presa di posizione di WWF e ATA in merito alla rinuncia da parte di Coop di far parte del nuovo complesso commerciale.
In un comunicato si dice che "Con la rinuncia della Coop a insediarsi nella zona industriale di Castione, dove dovrebbe sorgere il complesso commerciale 'città-mercato', vengono a cadere le premesse per un efficace riordino territoriale e urbanistico. È quanto scrivono le sezioni della Svizzera italiana di ATA e WWF. Se, oltre ai prevedibili problemi di traffico e conseguente carico ambientale, non sarà possibile neppure concentrare i grandi generatori di traffico attorno alla stazione TILO, le premesse pianificatorie minime per l'insediamento della 'città-mercato' non sono più date".
La nuova struttura sorgerebbe comunque in vicinanza di importanti snodi ferroviari e autostradali, ciononostante il comunicato continua dicendo che "WWF e ATA Associazione traffico e ambiente concordano che i grandi generatori di traffico debbano essere possibilmente ubicati presso importanti snodi dei trasporti pubblici. Ciò è tuttavia efficace solo se effettivamente si promuove attivamente l'uso di questi ultimi e si riduce conseguentemente l'offerta di posteggi. Con un afflusso previsto di circa 3 milioni di visitatori e migliaia di posteggi la 'città-mercato' rischia invece di generare un traffico stradale tale da sovraccaricare ulteriormente tratti già molto trafficati della rete stradale".
La rinuncia di Coop quindi, pone problemi di traffico e a queste condizioni le due associazioni promettono battaglia "La volontà del Comune e del Cantone di concentrare attorno alla stazione i grandi generatori di traffico già presenti a Castione - conclude il comunicato - poteva per lo meno costituire un di giudizio elemento positivo- Se tuttavia ora viene a cadere anche questo importante aspetto del riordino territoriale, l'intera operazione rischia di semplicemente creare un'ulteriore area fortemente problematica, a scapito della salute e della qualità di vita degli abitanti della zona. Le sezioni della Svizzera italiana delle due associazioni avvertono che non assisteranno impassibili a questo genere di sviluppo".
Per concludere le due associazioni ribadiscono che a questo punto l'intera operazione non avrebbe nessun effetto positivo "Già oggi a Castione ci sono problemi di traffico e carico ambientale a causa dei diversi centri commerciali sorti in zona, fra cui la Coop presente con un supermercato di alimentari e un centro edile e hobby. Se la prevista 'città-mercato' non avrà neppure l'effetto positivo di sgravare altre zone del Comune, l'intera operazione non avrà sicuramente un bilancio positivo, né per l'ambiente né tanto meno per gli abitanti".
Qui l'articolo (fonte: Ticinonews.ch)

 

23 febbraio 2011

Coop rinuncia al Centro commerciale di Castione

La Coop rinuncia al centro commerciale di Castione. E' la notizia che giunge dai quotidiani odierni inerente il riordino di Castione, con il trasferimento oltre la ferrovia dei centri commerciali. Si tratta nello specifico del centro polifunzionale che la cordata composta dall'imprenditore italiano Lino Iemi, dalla fiduciaria locarnese Renza De Dea e dai fratelli bellinzonesi Carlo e Gianni Delcò intende realizzare a Castione. Coop ha deciso di non aderire all'operazione, proprio nel momento in cui le parti erano in procinto di firmare i contratti. Una decisione che ha preso di sorpresa un po' tutti, anche se a quanto riferisce la stessa De Dea, Coop aveva chiesto una serei di vincoli tra cui l'esclusività della farmacia. Anche per il Municipio è una sorpresa poco gradita visto che stava riorganizzando gi spazi urbani della frazione interessata. Da ricordare anche che ad Arbedo-Castione a breve si insedierà una sede della Lidl, sulla strada cantonale tra Castione e Claro presso la rotonda Agip, dove è stato già realizzato il capannone. Dunque la concorrenza aumenta e i piani si modificano.
Qui l'articolo (fonte: Ticinonline.ch)

 

21 febbraio 2011

Stadio a Castione: les jeux sont faits

Il dossier del progetto è chiuso. Giulini: "Mancano solo le firme". Intanto anche Bauhaus guarda a Castione
Il dossier del progetto del nuovo stadio dell'AC Bellinzona - che il club dovrà inoltrare alla Lega entro il 10 di marzo per ottenere la licenza per la prossima stagione - è stato chiuso. "È fatta ? ci conferma il presidente granata Gabriele Giulini ? ormai mancano solo le firme". "Ora però - aggiunge il patron granata - bisogna aspettare la decisione della Swiss Football League. Ma penso che, grazie al lavoro comune e alle rassicurazioni di Cantone e Comune, non ci saranno problemi".
Il progetto è stato elaborato dalla Edy Toscano SA su commissione di Giulini. E prevede 12'000 posti tutti seduti e coperti su un solo anello, tetto semovibile e terreno sintetico. E integrato allo stadio troveranno spazio anche un hotel da 50 stanze, un centro di riabilitazione, una sala congressi, una mediateca e una sala multicinema.
"Entro fine febbraio - prosegue Giulini - inoltreremo la domanda di costruzione al Comune di Arbedo-Castione. E ai primi di marzo, dunque con qualche giorno d'anticipo sui termini, invieremo il dossier alla Swiss Football League". "Il progetto però - conclude Giulini - sarà presentato ufficialmente in conferenza stampa solo dopo l'ok da parte della Lega". Dunque verso la fine di marzo.
Bauhaus guarda a Castione
Intanto il mosaico della futura cittadella commerciale e sportiva di Castione si arricchisce di un nuovo tassello. Il gruppo tedesco Bauhaus, leader europeo nel mercato del "fai da te", potrebbe infatti aprire la sua prima sede ticinese proprio accanto al nuovo e modernissimo stadio dell'ACB. Settimana scorsa la direzione del gruppo germanico ha infatti contattato i promotori ticinesi del progetto. Bauhaus ha detto chiaramente che intende sbarcare in Ticino. Ad Arbedo-Castione, in particolare. La discussione è stata intavolata. E potrebbe anche presto sfociare in un accordo.
Qui l'articolo (fonte: Ticinonews.ch)

 

8 febbraio 2011

Cittadella commerciale, piena fiducia a Iemi dai promotori

I promotori del centro polifunzionale (sportivo-commerciale) previsto ad Arbedo-Castione, a seguito delle notizie in merito all'inchiesta in cui sarebbe coinvolto il Gruppo Policentro in relazione all'apertura del Polo Commerciale Cittadella della Moda a Sestu (Sardegna), con un comunicato stampa precisano che "il Gruppo Policentro ha già informato da tempo i sottoscritti promotori dell'esistenza di un'inchiesta iniziata nel lontano 2006 in merito al rilascio dell'autorizzazione d'apertura del centro commerciale Cittadella della Moda a Sestu". Tale inchiesta era stata avviata su denuncia dell'allora presidente della Regione Soru.
Renza De Dea Amm. Unica Bellarca SA, Società promotrice di Arbedo-Castione chiarisce che su richiesta di Policentro del 7 giugno 2010, la Regione autonoma della Sardegna aveva confermato che non era stato attivato e che non intendeva attivare alcun procedimento, in quanto, sulla base della relazione istruttoria, non sussistevano i presupposti di legge.
Rimane tuttora attivo il procedimento della Magistratura, iniziato nel 2006, e secondo il comunicato "si stima - considerando i tempi della Magistratura Italiana - che saranno necessari ulteriori 5 anni per la sentenza definitiva che non potrà che finire con l'assoluzione di tutti gli indagati".
I sottoscritti promotori confermano la fiducia a Lino Iemi e al Gruppo Policentro, conosciuti a livello europeo come partners affidabili per la progettazione e la gestione di centri polifunzionali, attivi da oltre 30 anni e che vantano tra i loro clienti gruppi commerciali importanti a livello europeo quali Altarea, Gruppo Moretti, Société des Centres Commerciaux. Conferma che giunge anche dal Sindaco di Arbedo castione.
Qui l'articolo (fonte: Ticinonline.ch)

 

8 febbraio
2011

Lino Iemi a processo a Cagliari

Concorso in abuso d'ufficio l'accusa per l'uomo che vuole realizzare la città-mercato a Castione
Lino Iemi, patron del gruppo italiano che intende realizzare la città-mercato di Castione, dovrà comparire in aula a Cagliari il 16 maggio per rispondere all'accusa di concorso in abuso d'ufficio.
Come riporta La Regione, il sospetto degli inquirenti è che l'apertura del centro commerciale (oltre 60 negozi) realizzato dall'imprenditore nella località sarda di Sestu nel 2006, e simile a quello che dovrebbe sorgere a Castione, sia stata facilitata da numerose irregolarità.
Promotori del progetto, "tutto in regola"
La Bellarca SA, gruppo promotore della struttura prevista a Castione, ha da parte sua informato di essere già stata messa al corrente dell'inchiesta dalla Policentro, la società che fa capo a Lino Ielmi; un'inchiesta, si precisa, avviata da una denuncia supportata da "motivazioni false".
La stessa Regione Sardegna, scrive la Bellarca SA in un comunicato, ha smentito le accuse e ha reso noto che non intende muoversi contro Iemi. Rimane dunque attivo solo il procedimento della magistratura per cui "saranno necessari altri 5 anni", ma che "non potrà che finire con l'assoluzione di tutti gli indagati, in quanto il fatto non sussiste". Nessun dubbio, dunque, sulla "serietà professionele" di Iemi.

Qui l'articolo (fonte: RSI online)

 

8 febbraio 2011

Castione: aumento del traffico sostenibile

Il sistema stradale dovrebbe reggere all'afflusso di traffico generato da "BellArCa" e "città-mercato" anche negli orari più critici
Un aumento del traffico nella zona ci sarà, ma la portata non sarà tale da rendere necessarie modifiche della rete viaria. È questo che emerge dall'analisi dei dati sul traffico nella zona, come riportato dal quotidiano La Regione. Le strade di Castione non dovrebbero quindi venire intasate dall'eventuale futura costruzione dello stadio dell'ACB e del centro commerciale del gruppo Policentro; una zona comunque già destinata dal Consiglio di Stato all'edificazione di grandi generatori di traffico. Anche l'impatto ambientale è valutato sopportabile.
La fisionomia della zona, attualmente poco trafficata, è comunque destinata a cambiare, anche grazie alla stazione ferroviaria recentemente rinnovata.
Lo studio è ora al vaglio di Municipio e dipartimento del territorio i quali avranno il compito di stabilire se e quali adeguamenti si rendono necessarie alla rete viaria della zona.
Occorre comunque aspettare ancora almeno fino a metà febbraio per conoscere nel dettaglio il progetto di stadio e centro commerciale, quando i promotori delle iniziative ne specificheranno i contenuti.
Qui l'articolo (fonte: Ticinonews.ch)

 

5 ottobre 2010

Stazione FFS di Arbedo-Castione, un subappalto scatena polemiche

Roventi polemiche per il subappalto dei lavori di ristrutturazione della stazione FFS di Arbedo-Castione. Come riferisce la RSI, l'Unione Svizzera del metallo (USM) ha aspramente criticato il fatto che presso la struttura sopracenerina sia al lavoro un'impresa di Sondrio, che sta attualmente posando dei manufatti in metallo.
L'appalto dei lavori fu vinto a suo tempo dalla CSC SA di Lugano, che, accusa l'USM, ha ceduto in subappalto le opere ad una ditta valtellinese, mentre si trattava di un lavoro che poteva essere eseguito da un'azienda ticinese. Sarebbe l'ennesimo sgarbo, dice l'USM, "nei confronti dei nostri associati e di tutte quelle aziende che si adoperano giorno per giorno per garantire qualità, ricadute economiche e il mantenimento di preziosi posti di lavoro in Ticino".
Le FFS, per bocca del portavoce Alessandro Malfanti, rimandano al mittente le accuse, ricordando l'impegno delle Ferrovie federali elvetiche nei confronti delle imprese ticinesi del settore.
Qui l'articolo (fonte: Ticinonline.ch)

 

23 marzo 2010

Interpellanza: Città-mercato a Castione?

Lo scorso 26 e 27 febbraio sono apparsi sul sito web del Corriere del Ticino i seguenti articoli poi ripresi ed estesi nella versione cartacea degli stessi giorni, rispettivamente a pag. 19 e pag. 10:

26 feb 2010 06:08 - Ticino e Regioni / Cronaca - Dossier
CASTIONE - Un paio di incontri ancora per definire gli ultimi dettagli e poi il progetto per la riqualifica dell'area industriale-artigianale-commerciale di Castione sarà ultimato. Questione di giorni. Ma già ora si sa che su buona parte della porzione di terreno compresa tra il fiume Ticino e la ferrovia sorgerà qualcosa di grandioso: una città-mercato che non ha pari in Ticino. Un concetto completamente nuovo di centro commerciale nel quale la cordata svizzero-tedesca ed italiana rappresentata da Renza De Dea e da Carlo Delcò è disposta ad investire 250 milioni di franchi. E a finanziare a fondo perso anche la costruzione del nuovo stadio dell'Associazione Calcio Bellinzona i cui costi dovrebbero ammontare a 40-50 milioni di franchi. Per i Granata torna dunque prepotentemente alla ribalta l'opzione scartata la scorsa estate, quando il presidente Gabriele Giulini decise di firmare la lettera d'intenti per la costruzione della Bellarena in via Tatti a Bellinzona. Il numero uno dell'ACB non si sbilancia. Ma da fonti a lui vicine abbiamo appreso che il nuovo concetto di stadio affiancato al centro commerciale di Castione ha suscitato il suo entusiasmo. Ad ogni buon conto, anche senza la variante stadio la cordata italo-svizzera è pronta ad investire nella città-mercato di Castione.
27 feb 2010 05:00 - Ticino e Regioni / Cronaca
BELLINZONA - Dietro il progetto per la realizzazione di una città-mercato da 200-250 milioni nell'attuale area industriale di Castione promosso da Renza De Dea e Carlo Delcò c'è il gruppo italiano Policentro. Il nome del gruppo presieduto da Lino Iemi, è ben noto nel panorama commerciale della vicina Repubblica in quanto da un trentennio promuove, progetta, finanzia e gestisce centri commerciali. Da quasi un ventennio poi si è lanciata nel settore dei centri, cosiddetti, polifunzionali o polivalenti.

Mega complessi con decine di migliaia di metri quadrati di superficie di vendita nei quali si trova di tutto. A cominciare da decine di negozi, ristoranti, aree svago e giochi. Ma anche elementi aggiuntivi e caratterizzanti che possono essere: museo, uffici privati o pubblici, università, cinema, villaggio divertimenti, centro benessere. Ne ha realizzati una ventina sia in Italia che all'estero (Croazia e Ecuador). La tipologia Policentro è ormai consolidata e trova esempi anche non molto distanti dal Ticino. A Cinisello Balsamo c'è il Vulcano (50 mila metri con 3.600 parcheggi) e a Bellinzago (80 mila metri di commerci con 2.882 parcheggi) il Corte lombarda che dovrebbe essere il modello per Castione dove a fianco della città-mercato con città dei bambini e della stazione la pianificazione in allestimento prevede lo spazio per un nuovo stadio bellinzonese.
Gli estensori di questi articoli riferiscono che nel comparto di Castione sarà progettata una città-mercato dalle dimensioni enormi. Nell'edizione odierna (23 marzo) de la Regione si conferma che il nuovo centro commerciale sarà combinato con lo stadio per il Bellinzonese

Stavolta sembra proprio quella buona, anche se di progetti concreti sulla carta non ve n'è nemmeno l'ombra, per vedere realizzato in tempi brevi il nuovo stadio per l'Associazione calcio Bellinzona che potrebbe, secondo Gabriele Giulini, ancora chiamarsi Bellarena (un nome che non è sinonimo di via Tatti) ed essere pronto nel 2013. L'ubicazione scelta è quella della pianificanda zona industriale di Castione che oggi sembra fare l'unanimità, sia a livello comunale che cantonale che tra i promotori del progetto così come nei vertici dell'Acb. Promotori che ieri, per la prima volta, hanno presentato le loro intenzioni future all'hotel Unione nella cui sala conferenze l'aria era decisamente improntata all'ottimismo.
Come ha spiegato il gran patron della Policentro [...], è intenzionato a realizzare un centro commerciale (e non una città-mercato con una sfilza di commerci disparati) in cui vi sia concorrenza tra i diversi operatori, non vi sia il predominio in superficie di grossi ipermercati, vi siano possibilità di aggregazione come le piazze dei Paesi di qualche tempo fa. Il tutto completato con contenuti ludici e di intrattenimento senza dimenticare il ristoro o addirittura (l'idea è in corso di affinamento in certi centri commerciali targati Policentro in Italia) una piccola cappella. Il centro commerciale dovrà essere aperto tutti i giorni della settimana (quindi anche la domenica...) e fungere anche da calamita per tutta una serie di manifestazioni collaterali che ne dovranno consentire, anche, la redditività. Il futuro centro commerciale di Castione [...], il più grande di tutto il Cantone, dovrà poter ospitare contenuti tali da attirare utenti anche dalla vicina Penisola ricreando sotto un unico tetto quelle che erano le Piazze di paese ma fornendo tutta una serie di nuovi contenuti accessori e sinergici con altre strutture vicine non legati direttamente all'attività commerciale.

I sottoscritti sono preoccupati per le conseguenze che potrebbe avere per il comune di Castione e tutta la regione un tale insediamento, sia dal punto di vista paesaggistico, sia dal punto di vista della qualità della vita. Esso creerebbe un nuovo grande attrattore di traffico (con origine anche fuori Cantone, come confermato dai promotori) e sarebbe un ulteriore contributo alla progressivo abbandono dei nostri centri urbani e alla diffusione di modelli di vita sociale importati ed estranei alla nostra cultura.
Per questi motivi, ai sensi dell'Art. 140 LGC-CdS, interpello codesto lod. Consiglio di Stato per sapere:

Qui il testo dell'interpellanza (doc; fonte: ps-arbedocastione.ea23.com)

 

18 marzo 2010

Via Tatti soltanto un sogno, l'ACB giocherà a Castione

Via Tatti a Bellinzona o Castione? Sembra ieri la firma in Municipio, le strette di mano tra il sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni e il presidente dell'AC Bellinzona, l'intesa per costruire uno stadio tutto nuovo in via Tatti. Una scelta che, invece, alla fine è caduta su Castione. I tifosi del Bellinzona, in futuro, per vedere i propri beniamini dovranno affrontare una mini-trasferta. Lo stadio, infatti sorgerà nel comune di Arbedo Castione.
L'Associazione Calcio Bellinzona, attraverso un comunicato, rendono note oggi le intenzioni della società sulla futura ubicazione del nuovo stadio. Una scelta che - si legge - "deve poggiare su solidi criteri oggettivamente condivisibili".
Criteri che impongono all'ACB un adattamento del suo stadio alle norme imposte dalla Lega Svizzera di Calcio per ottenere la licenza per giocare in Super League.
Uno dei fattori decisivi che hanno spinto i vertici della società granata ad optare per Castione è stata "la posizione critica delle autorità cantonali dinnanzi alla realizzazione di uno stadio nel territorio giurisdizionale di Bellinzona. "Le procedure di adattamento dell'assetto pianificatorio in vigore non ottentono adesione ed il messaggio del Consiglio di Stato inglobante le osservazioni ai ricorsi contro il Piano direttore lo testimoniano".
Arbedo Castione, invece, non incontra opposizioni. Una situazione che ha facilitato la scelta dell'ACB.
Infine, la Società precisa quelli che sono i rapporti con la HRS Real Estate AG, impresa che "ha richiesto all'ACB di aderire all'operazione legata a via Tatti, sottolineando che il Cantone avrebbe ritenuto possibile realizzarvi lo stadio. Da verifiche effettuate è emersa tutt'altra realtà - si legge sul documento. Innanzitutto mediante una presa di posizione firmata dal Direttore del Dipartimento del territorio, indirizzata al nostro legale". "Un episodio - si legge infine - che non merita ulteriori considerazioni, ha inevitabilmente condotto all'interruzione dei rapporti tra HRS Real Estate e ACB.
Lunedì prossimo verranno illustrati, in conferenza stampa, i dettagli su un'operazione che comporterà importanti cambiamenti per il comune a nord di Bellinzona.
Qui l'articolo (fonte: Ticinonline.ch)

 

18 marzo 2010

Castione vuole commerci e stadio

Svelati i contenuti previsti per l'area industriale
A nord e a sud industrie, nel mezzo (vicino alla stazione) commerci e stadio. Oggi il Municipio di Arbedo-Castione ha reso noti i contenuti del Piano di indirizzi che ha elaborato per riqualificare l'intero Comune, oltre che per dare nuovi contenuti all'ampia area che si estende tra la linea FFS e il fiume Ticino nella quale da anni sono ammesse unicamente attività a carattere industriale. Gli investimenti previsti ammontano a 30 milioni. Il nuovo Piano direttore cantonale indica il comparto quale polo di sviluppo economico atto anche ad accogliere i cosiddetti grandi generatori di traffico. Pertanto in futuro dovrebbe assumere un carattere misto permettendo la costruzione della città-mercato sul sedime a nord della centrale COOP affiancata dal nuovo stadio del Bellinzona all'altezza della stazione che diventerà capolinea del servizio TILO. Il condizionale è però d'obbligo poiché il Piano di indirizzi è solo il primo passo della lunga trafila prevista per la modifica del Piano regolatore comunale. Se gli indirizzi del Municipio (studiati in collaborazione con il Cantone anche per evitare i conflitti tra commerci e area residenziale a nord della strada cantonale) non dovessero incontrare particolari ostacoli la variante dovrebbe poter ottenere l'approvazione definitiva tra 18. Solo a quel punto i promotori tanto del centro commerciale quanto dello stadio che si stanno muovendo già da tempo potranno sperare di ottenere la licenza edilizia.
Qui l'articolo (fonte: Corriere del Ticino online)

 

27 febbraio 2010

Dietro Città-mercato c'è Policentro

Dietro il progetto per la realizzazione di una città-mercato da 200-250 milioni nell?attuale area industriale di Castione promosso da Renza De Dea e Carlo Delcò c'è il gruppo italiano Policentro. Il nome del gruppo presieduto da Lino Iemi, è ben noto nel panorama commerciale della vicina Repubblica in quanto da un trentennio promuove, progetta, finanzia e gestisce centri commerciali. Da quasi un ventennio poi si è lanciata nel settore dei centri, cosiddetti, polifunzionali o polivalenti. Mega complessi con decine di migliaia di metri quadrati di superficie di vendita nei quali si trova di tutto. A cominciare da decine di negozi, ristoranti, aree svago e giochi. Ma anche elementi aggiuntivi e caratterizzanti che possono essere: museo, uffici privati o pubblici, università, cinema, villaggio divertimenti, centro benessere. Ne ha realizzati una ventina sia in Italia che all?estero (Croazia e Ecuador). La tipologia Policentro è ormai consolidata e trova esempi anche non molto distanti dal Ticino. A Cinisello Balsamo c'è il Vulcano (50 mila metri con 3.600 parcheggi) e a Bellinzago (80 mila metri di commerci con 2.882 parcheggi) il Corte lombarda che dovrebbe essere il modello per Castione dove a fianco della città-mercato con città dei bambini e della stazione la pianificazione in allestimento prevede lo spazio per un nuovo stadio bellinzonese.
Qui l'articolo (fonte: Corriere del Ticino online)

 

18 febbraio 2009

Stadio a Castione? Giulini precisa

Il GdP svela il progetto dell'ACB Arena. Ma il patròn granata Gabriele Giulini tira il freno
Stamane il Giornale del Popolo ha pubblicato quello che dovrebbe essere il progetto dell'ACB Arena. Lo stadio, scrive il GdP, sorgerà ad Arbedo Castione, a pochi passi dalla stazione e dall'uscita autostradale. In un terreno ubicato tra la vecchia stazione e una zona attualmente occupata da una falegnameria e da alcuni depositi. Si tratterà di uno stadio minimalista da 12 mila posti tutti coperti, senza pista di atletica, con 1500 parcheggi, due centri commerciali, diversi uffici, forse un cinema e forse anche un albergo per un'area totale di 30 mila metri quadrati.
Questo il GdP. Ma il presidente granata Gabriele Giulini, che abbiamo sentito stamane telefonicamente, tira il freno. "Ho visto molta fantasia in questo articolo - ci dice - il che fa anche piacere perché ci vuole fantasia nella vita. Insomma, non è assolutamente corrispondente a quello che io sto facendo".
"Io - aggiunge Giulini, senza però smentire del tutto il GdP - non ho mai parlato di nessuna ubicazione. Quindi non so dove il giornalista abbia preso i dati. Io ho solo detto: lo stadio si farà e ho chiesto riservatezza nelle trattative perché non abbiamo solo un interlocutore, ne abbiamo di più. E quindi sto cercando di trovare le migliori condizioni per il Bellinzona; sto mettendo quindi in gara le varie alternative, ma di piantine e ubicazioni non ne ho mai parlato e non ne sentirete mai parlare fino a quando non metto una firma sotto il documento".
"Ho detto a tutti - precisa infine Giulini - che le trattative sono molto serrate. Io volevo presentarlo prima di dicembre, ma con la grossa crisi economica le cose sono state un pò riviste, ma con attenzione. E' un investimento serio che va fatto con molta cura". "Ma - si lascia però sfuggire - siamo sempre più vicini".
E per finire: su alcuni media si è ventilata l'ipotesi di un progetto comune tra ACB Arena e Nuova Valascia. "Questo lo posso escludere", taglia corto il presidente granata.
Qui l'articolo (fonte: Ticinonews.ch)

 

26 marzo 2008

Lo stadio al fianco di negozi e ditte

'L'aggregazione ad otto va allargata ai Comuni a sud'. L'invito del sindaco Renzo Bollini per un agglomerato forte. Consuntivi 2007 a tinte nere
Arbedo rivede la pianificazione della zona industriale con il possibile inserimento del nuovo impianto dell'Acb

La zona industriale di Castione cambia volto per finalmente decollare dopo decenni di importanti investimenti che hanno permesso solo minimamente di sfruttarne le potenzialità. Il Comune, in collaborazione con il Cantone, sta procedendo a una nuova pianificazione dell'area di complessivi 350 mila metri quadrati i cui sedimi appartengono ad una quindicina di privati (lo studio sarà pronto a fine aprile) come anticipato dal sindaco Renzo Bollini a margine della presentazione con il segretario comunale Elios Beltraminelli dei consuntivi. L'obiettivo è quello di, attraverso una modifica di Piano regolatore, trasformare la zona industriale cosiddetta pesante in una mista industriale-artigianale-commerciale. Il riassetto sarà condotto tramite un approccio condiviso con i proprietari dei terreni. In attesa di ditte interessate ad insediarvisi il comparto potrebbe ospitare il futuro stadio da 20 milioni dell'Associazione calcio Bellinzona che necessiterebbe di 50 mila metri quadri. Scartata l'eventualità di costruirlo a Giubiasco, l'opzione Castione per il nuovo Comunale gode dei favori anche del Dipartimento del territorio. Molto dipenderà tuttavia da quali saranno le intenzioni degli investitori. Indicata nel Piano direttore cantonale come una delle aree in Ticino deputate ad accogliere i grandi generatori di traffico e nel contempo come polo di sviluppo economico, il comparto industriale di Castione nei prossimi anni muterà radicalmente. Nel 2010 entrerà in funzione la nuova stazione che completerà l'offerta del servizio ferroviario regionale Tilo diventando il crocevia di Mesolcina e Riviera. L'interscambio accoglierà ogni mezz'ora i treni regionali Locarno-Bellinzona e Chiasso-Bellinzona e diventerà un nodo internodale servito dai mezzi pubblici. Proprio quest'ultimo è l'asso di cuori che Arbedo-Castione può calare per aggiudicarsi il rettangolo verde dove giostrerà l'Acb: «Con la nuova pianificazione potrebbe entrare in linea di conto anche il Comunale - ha spiegato Renzo Bollini -. Il vantaggio maggiore sarebbe dato dai collegamenti bus e treno che verrebbero garantiti con la stazione, consentendo in questo modo di limitare il numero di posteggi». Altri temi rilevanti nella prossima legislatura saranno la partecipazione alla rinnovata Casa anziani di Claro che aprirà fra due anni, la creazione di una fondazione per il restauro dell'ex Mulino Erbetta considerato bene culturale e la sensibilizzazione dei cittadini sull'energia rinnovabile alla quale saranno allacciati gli stabili comunali. Futuri investimenti saranno invece il rifacimento del ponte Ganna sulla Traversagna e della strada che porta ai Monti della Tagliata, mentre entrerà a breve in funzione la centralina elettrica nella valle di Arbedo.

'L'aggregazione ad otto va allargata ai Comuni a sud'
L'invito del sindaco Renzo Bollini per un agglomerato forte. Consuntivi 2007 a tinte nere

Perché accontentarsi di una fusione ad otto quando si potrebbe allargare il matrimonio verso meridione dando forma ad un Comune nel Bellinzonese in grado di tener testa alla grande Lugano? Domanda non da poco quella messa sul tavolo dal sindaco di Arbedo-Castione Renzo Bollini. La fusione dei sette enti locali (Gorduno, Gnosca, Preonzo, Moleno, Lumino, Claro e lo stesso Arbedo) della Corona nord con la Turrita andrebbe «opportunamente» ampliata con il coinvolgimento dei Comuni a sud per sviluppare un agglomerato forte. In particolare quelli della sponda sinistra del fiume Ticino (Camorino e Sant'Antonino) partendo dalla presenza imprescindibile di Giubiasco, senza la quale l'aggregazione «sarebbe monca». Ma soprattutto, ha proseguito il sindaco, per avere una «maggiore forza contrattuale. Non so infatti quanto il Cantone veda di buon occhio un'unione limitata agli enti locali a nord di Bellinzona».
Il progetto di sviluppo regionale denominato 'Bellinzona nord' si trova in una fase interlocutoria. Il rapporto conclusivo elaborato dai consulenti delle società Consavis e Fidirevisa è stato consegnato alle autorità politiche a metà mese, ma la decisione su come proseguire spetterà ai Municipi (quello di Arbedo si pronuncerà entro la fine della legislatura) e ai Legislativi che usciranno dalle urne fra meno di un mese nonché alla popolazione che si esprimerà poi in votazione consultiva. «Sarà compito dell'Esecutivo della Capitale proporsi come carro trainante per il prosieguo del dialogo - ha rilevato Renzo Bollini -. Si avrà bisogno di una maggiore collaborazione e condivisione dei problemi piuttosto che una presunta rivalità, dimenticando litigiosità e personalismi e pensando in un'ottica regionale trovando nel contempo accordi di collaborazione su altri punti (trasporti e rifiuti in primis) dopo quello sulle Aziende municipalizzate di Bellinzona. Il percorso sarà lungo e non privo di ostacoli e necessiterà di ragionevolezza e condivisione». Arbedo gode di ottima salute. I conti che per la prima volta sono stati controllati da una fiduciaria esterna hanno chiuso anche l'anno scorso con un utile (275 mila franchi) contrariamente a quanto si ipotizzava a preventivo confermando così la politica di rigorosità finanziaria attuata dal Municipio. Gli investimenti previsti a Piano finanziario sono stati realizzati e completamente autofinanziati grazie alla politica di ammortamento, mentre il moltiplicatore rimarrà stabile all'87 per cento. Il capitale proprio è pari a 5,9 milioni, ossia il 95% del gettito fiscale; il debito pubblico è diminuito di 200 mila franchi (5,7 milioni). «Non siamo un Comune ricco. È doveroso pertanto frenare gli entusiasmi e continuare ad usare bene i soldi dei contribuenti », ha chiosato Renzo Bollini.
(fonte: laRegione)

 

11 febbraio 20088

Nuovo stadio ACB, il Cantone tifa per Arbedo Castione

De Gottardi: «Sì a una soluzione di carattere regionale»
«L'ipotesi di Arbedo­Castione - ci dice il direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità - è certamente migliore di quella immaginata sul Piano».

I più accaniti fanno gli scongiuri. Gli altri si pregustano già il gran finale. Sta di fatto che quest'anno l'Associazione Calcio Bellinzona ha davvero grandi possibilità - a meno di clamorosi colpi di scena - di abbandonare la lega cadetta e approdare in Super League, quella che una volta si chiamava Divisione Nazionale A. Ad essere promosso non sarà però lo stadio comunale. L'Associazione Svizzera di Football (ASF) è infatti stata chiara. L'infrastruttura va adeguata. Ecco perché gli sforzi granata e delle autorità comunali oggi stanno andando in questa direzione. Tanto più che il tempo stringe e il progetto definitivo è ai nastri di partenza. È però vero che negli ultimi giorni nella testa dei dirigenti granata e delle autorità bellinzonesi è balenata anche una domanda. Perché non costruiamo uno stadio nuovo? Già proprio una bella idea, ha risposto qualcun'altro. Ma dove lo realizziamo? A Bellinzona? Ad Arbedo­Castione? O a Giubiasco? Facciamo una bella cosa, hanno detto queste persone. Prima di decidere parliamone con i diretti interessati. Vediamo cosa ne pensano. E così hanno fatto. Risultato? Il terreno ideale è stato trovato ad Arbedo-Castione. Dall'altra parte della ferrovia. Vicino allo svincolo autostradale. Un bel terreno grande e appartenente a privati. Di ufficiale non c'è ancora però niente. In questa fase si preferisce tenere le bocche cucite. Una cosa sembra però certa. Ed è che se alla fine dovesse essere scelto quel terreno di Arbedo-Castione, i dirigenti granata avrebbero un nuovo tifoso: il Cantone, ben contento di ridare vita a quella zona in via di trasformazione. Lì, a due passi, in un futuro non troppo lontano sorgerà infatti anche la nuova stazione TILO. E per questo motivo già oggi il Cantone sta riflettendo a livello pianificatorio insieme al Comune. «In effetti - ci dice Riccardo De Gottardi, direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità - siamo già in trattative avanzate con il Comune». Come dire: se si aggiungesse il progetto di nuovo stadio, non bisognerebbe aprire neanche un tavolo di discussione. Chi deve esserci, c'è già. Sono pronti. A testimonianza di ciò va aggiunto che il Cantone ha sempre appoggiato la realizzazione per Bellinzona di uno stadio di carattere regionale. Non si spiegherebbe altrimenti la decisione presa a suo tempo di bocciare un'eventuale nuova costruzione nelle vicinanze del liceo cittadino. Una bocciatura maturata nell'ambito della revisione del Piano regolatore comunale. «Confermo che a suo tempo era stato espresso un parere negativo in questo senso - afferma De Gottardi - a favore di un progetto di valenza regionale. E questa posizione non è cambiata. Vale ancora oggi». Un progetto regionale, magari ad Arbedo-Castione?, insistiamo. «Perché no», risponde il direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità. «Certamente è una soluzione migliore di quella immaginata sul Piano di Magadino che si scontra con problemi pianificatori, di protezione della natura e di mobilità». Tradotto, il Cantone tifa per l'AC Bellinzona in Super League, ma anche per Arbedo­Castione.
(fonte: Giornale del popolo)

 

 

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