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Lo snodo del trasporto pubblico (TiLo)

 

28 giugno 2012

Il trenino si prepara al riposo

L'esercizio turistico tra Castione e Cama cesserà a fine 2013

Quella che si aprirà domenica 1. Luglio sarà la penultima stagione per lo storico trenino che collega Castione a Cama. Creato nel lontano 1907, il collegamento ultracentenario cesserà la sua attività alla fine del prossimo anno. Lo farà assecondando le richieste dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) che, oltre a realizzare entro il 2016 la circonvallazione di Roveredo, vuole ricucire il paese di ora tagliato in due dall'autostrada. La Società esercizio ferroviario e turistico (SEFT) che garantisce le corse e si occupa della manutenzione di locomotive, binari e vagoni è dunque pronta a rinunciare al diritto che vanta sull'infrastruttura. Oltre alla concessione sull'esercizio ferroviario che scadrà a fine anno prossimo conformemente ai bisogni del Comune e dell'USTRA, la SEFT gode di una concessione sull'infrastruttura fino al 2020. Nessuna decisione sulla revoca è arrivata da Berna, ma la SEFT, come ci hanno confermato suoi rappresentanti, si prepara a dismettere l'attività e anticipare la scadenza per la seconda concessione. Lo farà però solo a determinate condizioni e solo se verrà pagato un giusto e congruo risarcimento.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

16 febbraio 2012

Valle Mesolcina. Il trenino non piace più ai Comuni

Cinque Municipi chiedono la fine anticipata dell'esercizio
Non è più solo Roveredo a chiedere la fine anticipata dell'esercizio ferroviario e turistico tra Castione e Cama. Ora ci sono anche San Vittore, Grono, Leggia e Cama, ovvero gli altri Comuni attraversati dai binari della vecchia ferrovia retica.

La scorsa fine di gennaio i cinque sindaci si sono rivolti mezzo lettera all'Ufficio dell'energia e dei trasporti del Canton Grigioni chiedendo espressamente di intervenire «con sollecitudine e determinazione» affinché entrambe le concessioni delle quali gode la Società esercizio ferroviario e turistico (SEFT) scadano entro la fine del 2014.
Nella missiva si fa riferimento alla concessione riguardante il trasporto di passeggeri che scadrà alla fine del prossimo anno e a quella sulla linea e le infrastrutture che è invece valida fino al 2020. Se la prima non crea problemi immediati ai piani di ricucitura del nucleo di Roveredo, la seconda è ben più problematica. Il progetto dovrebbe difatti scattare entro la metà del 2016 quando entrerà in funzione la circonvallazione autostradale e verrà smantellato l'attuale tracciato A13 che taglia in due il capoluogo mesolcinese. Proprio per questo lo scorso novembre il Municipio di Roveredo si era già mosso in questo senso interpellando la Ferrovia retica per avere garanzie sullo smantellamento dei binari entro i termini auspicati. Intanto la richiesta di Roveredo è fatta loro anche dagli altri quattro Comuni, anch'essi proprietari dei sedimi sui quali passa il trenino. Ad accomunarli è il fatto che la linea impedisce loro «di utilizzare convenientemente i fondi». Ovvero per la ricucitura di Roveredo, per il completamento della circonvallazione, ma anche dei progetti comunali sulle particelle un tempo proprietà della Ferrovia retica. A tal proposito è curioso rilevare come lo scorso autunno l'Ufficio federale delle strade (USTRA) si sia già mosso chiedendo alla Commissione federale di sti­ma di poter rilevare anticipatamente i terreni.
Le autorità retiche decideranno nelle prossime settimane se farsi portatrici delle rivendicazioni dei cinque Comuni. Quel che è certo è che la SEFT non stara con le mani in mano. La società fondata nel 1995 e proprietaria dei binari e del materiale rotabile non si è ancora espressa ufficialmente. La lettera dei cinque Comuni mesolcinesi, come ci spiega Giangiorgio Helblingg presidente della SEFT, è comunque «di grande significato politico. In sintesi vuol dire che le autorità comunali non vogliono più il treno in Mesolcina e che si dicono pronti a partecipare alla copertura degli indennizzi in caso di revoca anticipata della concessione». Una revoca sancirebbe, conclude il presidente, «la fine del treno in valle».
(fonte: Corriere del Ticino)

 

16 novembre 20111

Mesolcina. Dritti verso il capolinea

Roveredo scrive alla Ferrovia retica: i binari vanno smantellati entro metà 2016 per consentire la ricucitura del paese. Intanto l'USTRA vuole rilevare i terrenii
Il Canton Ticino aveva pensato che il vecchio tracciato tra Castione e la Mesolcina fosse destinato inesorabilmente e scomparire quando si trattò di progettare la nuova stazione e il nodo d'interscambio TiLo a Castione. Affinché potesse insediarsi il nuovo terminale dei bus, nel progetto approvato si era difatti inserito lo spostamento oltre la strada cantonale della stazione della Castione/Cama.

Prepararsi a scendere, ultima fermata per la linea turistica Castione-Cama. Tutto fa credere che quel che resta di quella che fu la storica ferrovia retica in Mesolcina sia destinato a scomparire. Lo fanno pensare le necessità legate alla ricucitura di Roveredo e uno scritto del Comune alla Ferrovia retica dove si chiede di smantellare i binari entro metà 2016. Lo lasciano supporre i termini della concessione alla Società esercizio ferroviario turistico (SEFT) che utilizza l'infrastruttura e il fatto che l'Ufficio federale delle strade (USTRA) stia valutando di rilevare in anticipo i terreni. Lo si deduce, infine, dai piani per il rifacimento della stazione TiLo di Castione. Tutti questi elementi inducono a convincersi che al più tardi entro metà 2016, quando sarà finita la circonvallazione autostradale in galleria, il tratto di Roveredo (dal confine con Grono fino al Ponte al Sassello) verrà smantellato. Forse i lavori inizieranno già a dopo il 2013, quando scadrà la prima concessione della quale gode la SEFT, quella per l'esercizio turistico.

La richiesta di smantellamento e il nodo della concessione
Da quando gli vennero ceduti ad un prezzo simbolico dalla Ferrovia retica, la società fondata nel 1995 è proprietaria dei binari e del materiale rotabile, ma non lo è dei sedimi sui quali passa il tracciato che rimangono invece di proprietà dei Comuni. Proprio facendo leva sul diritto di proprietà sui terreni e su un accordo quadro, Roveredo ha formalmente chiesto con una lettera alla Ferrovia retica di procedere allo smantellamento del tracciato entro metà 2016. Per quella data, momento dell'entrata in funzione dell'aggiramento A13, prenderà il via l'opera di ricucitura del paese. D'intralcio con questi piani vi è però il nodo della concessione d'esercizio alla SEFT rilasciata dall'Ufficio federale de trasporti (UFT) a scadenze quadriennali. Il prossimo giro di boa è previsto con il cambio orario del 2013. È molto probabile che la concessione d'esercizio turistico sui 13 chilometri tra Ticino e Grigioni non venga rinnovata. Ancora aperta rimane invece la questione riguardante la seconda concessione, quella sulla linea, che scadrà solo nel 2020. È lì la situazione è più intricata. «Tutto si gioca sulla concessione. Per questo prenderemo prima contatto con l'UFT per capirne le intenzioni» ci spiega il portavoce della Ferrovia retica, ribadendo che quest'ultima assumerà l'onere di smantellare i binari e sottolineando che non impedirà i piani di Roveredo. Stando a fonti ben informate l'UFT, aggiornato dall'USTRA sulla problematica, non rinnoverà la prima concessione sull'esercizio di trasporto passeggeri. La seconda, quella sulla linea, può anche venir interrotta anticipatamente. Finora però nessuna richiesta è stata inoltrata ci rivelano da Berna. In particolare dall'USTRA che ha però deciso di agire diversamente chiedendo alla Commissione federale di stima di poter rilevare anticipatamente alcuni terreni «in quanto a partire dal 2014 dovrà iniziare a costruire delle opere stradali in contrasto con l'attuale tracciato della SEFT» spiegano dalla filiale di Bellinzona.

La stazione TiLo di Castione: se i conti si fanno senza l'oste
Il Canton Ticino aveva pensato che il vecchio tracciato tra Castione e la Mesolcina fosse destinato inesorabilmente e scomparire quando si trattò di progettare la nuova stazione e il nodo d'interscambio TiLo a Castione. Affinché potesse insediarsi il nuovo terminale dei bus, nel progetto approvato si era difatti inserito lo spostamento oltre la strada cantonale della stazione della Castione/Cama. La SEFT si era prontamente opposta al Dipartimento del territorio causando ritardi di oltre un anno ai lavori al nodo d'interscambio. Ora le parti stanno cercando una soluzione di compromesso.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

25 agosto 2011

Castione. La lotta del trenino blocca tutta la stazione

Non è solo a Roveredo che ci sta rendendo conto che la Ferrovia mesolcinese e i suoi treni storici non sono un aspetto secondario del quale è possibile fare astrazione. Lo stesso avviene a Castione dove la lotta del trenino per non scomparire sta bloccando la sistemazione di tutta l'area della stazione. Dallo scorso dicembre è diventata capolinea TILO, ma non dispone ancora delle infrastrutture collaterali necessarie: in particolare terminal dei bus e parcheggi. Secondo i programmi del Cantone i lavori sarebbero già dovuti entrare nel vivo, ma nulla si è mosso..

Il finanziamento, per poco meno di sette milioni di franchi, da parte di Cantone e Comune è assicurato da tempo. Nel frattempo però l'intero progetto ha già subito un ritardo di almeno un anno che alla fine dei conti potrebbero essere 2-3. I piani comprendenti la ridefinizione degli accessi alla stazione, la formazione del terminal dei bus, la creazione dei parcheggi (bike+ride, park+ride e posti auto per le manifestazioni) e il nuovo tracciato della pista ciclabile nazionale sono stati pubblicati lo scorso ottobre, ma l'evasione dei ricorsi non è neppure iniziata.
Ad ostacolare la realizzazione del progetto dell'area di interscambio non sono le perplessità sollevate dall'Associazione AMICA che contesta in particolare il sistema viario. A rivelarsi determinante è il ricorso inoltrato al Dipartimento del territorio dalla Società esercizio ferroviario turistico (SEFT). Un'istanza che ha sollevato un problema imbarazzante. Ha portato anche il Cantone a rendersi conto che progettando l'area della nuova stazione si era partiti dal presupposto che la Ferrovia mesolcinese sarebbe sparita in tempi brevi. Nulla ostacolava quindi a cancellare dall'area della stazione TILO il terminale del trenino e i suoi binari che occupano parte dell'area sulla quale è previsto il nuovo terminal bus. Invece non è affatto detto che vada a finire così. Intanto la SEFT gode di una concessione federale per l'esercizio del servizio ferroviario turistico dalla stazione di Castione a quella di Cama valida fino al 2013. Quindi fino a quella data dovrebbe avere tutto il diritto di restare al suo posto. Ma non solo. La stessa società è titolare di una concessione federale per la linea che, in sostanza, le attribuisce la proprietà dei binari fino al 2020. Pertanto farla spostare rischia di essere cosa tutt'altro che ovvia.
In attesa di chiarimenti tutta la procedura di approvazione del progetto del nodo di interscambio di Castione è stata sospesa. A sbloccare la situazione dovrebbe essere Berna che sta cercando di trovare una soluzione per sbrogliare la matassa creatasi a causa di un problema di coordinazione-comunicazione tra due uffici del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni risalente ad alcuni anni fa. Mentre da una parte l'Ufficio federale dei trasporti prolungava le concessioni alla Ferrovia mesolcinese, dall'altra l'Ufficio federale delle strade autorizzava il progetto di circonvallazione di Roveredo con alcune opere per la ricucitura del paese previste sui sedimi ferroviari. Per un Ufficio quindi la Ferrovia mesolcinese potrebbe proseguire il suo esercizio. Per l'altro invece dovrebbe sostanzialmente cessare di esistere. Le trattative per trovare un accordo sono state avviate, ma di certo il contenzioso non si risolverà in tempi tanto brevi. Considerando le possibilità di ulteriori ricorsi occorre mettere in conto che il cantiere della completazione della stazione TILO di Castione non partirà né quest'anno né, molto probabilmente, neanche il prossimo.
E dire che il Parlamento nel 2009 si era impegnato a stanziare il credito con celerità anche per dare una mano all'economia bellinzonese confrontata con la crisi. Si trattava di quella provocata dai subprime. Oggi siamo a quella successiva.
Qui l'articolo online (fonte: Corriere del Ticino)

 

5 agosto 2011

Castione/Cama. La ferrovia non ci sta a scomparire

La SEFT chiederà a Berna di poter proseguire le sue attivitàà
La Società esercizio ferroviario turistico (SEFT) che ha rilevato dalla Ferrovia retica la linea Castione/Cama non intende accettare i piani di chi vorrebbe semplicemente vederla sparire. Il Comune di Roveredo e l'Ufficio federale delle strade prevedono che i binari sui quali tutte le estati circolano i suoi convogli storici vengano smantellati nell'ambito dei lavori di ricucitura del paese previsti dopo l'apertura della nuova circonvallazione autostradale. Ma la SEFT (nota ai più ancora come Ferrovia mesolcinese) non intende accettare di morire e rivendica di poter continuare la sua missione tenendo in vita gli ultimi 13 chilometri della linea a cavallo tra Ticino e Grigioni.

Pertanto la società si batterà per proseguire nelle proprie attività che quest'anno, complice forse anche il diffondersi delle voci riguardanti la sua scomparsa a fine 2013 quando scadrà l'attuale concessione d'esercizio, stanno conoscendo un successo senza precedenti. Nella prima metà dell'estate sui convogli (in genere vi sono quattro corse durante i weekend) sono saliti oltre mille passeggeri. L'incremento è di circa il 50% rispetto al 2010, rileva la società nella nota in cui annuncia che sabato 6 agosto non svolgerà corse pubbliche. Domenica 7 invece i treni partiranno da Castione alle 10.50 e alle 15 con possibilità di caricare le biciclette.
Verosimilmente vittima di un deficit di comunicazione registratosi negli scorsi anni a Berna tra l'Ufficio federale dei trasporti che le ha dato in concessione la linea fino al 2020 e l'Ufficio federale della strade che prevede di aprire la circonvallazione di Roveredo nel 2016, la SEFT farà tutto quanto in suo potere per evitare il destino che altri vorrebbero scrivere per lei. I ragionamenti attorno allo smantellamento dei binari sono in corso da tempo e per Roveredo che ha dato il via alla pianificazione del futuro volto del paese il dato è acquisito, ma fino allo scorso maggio quando si sono incontrati coi rappresentanti di Berna i dirigenti della società non erano mai stati ufficialmente informati della questione. Ora confidano che l'Ufficio federale dei trasporti non intenda cancellare una linea di trasporto pubblico (è considerata tale pur avendo scopo turistico) contro il parere del suo gestore e solo perché il sedime serve per un progetto stradale.
Lo scorso weekend i vertici della Società, preso atto dei movimenti politici a favore del mantenimento del trenino storico che potrebbero concretizzarsi con il lancio di una raccolta di firme, hanno adottato due decisioni di principio. Da un lato si sono rifiutati di entrare nel merito di un'eventuale cessazione spontanea delle attività della SEFT che, grazie al volontariato dei suoi soci, riesce ad autofinanziarsi. Dall'altro hanno stabilito che l'anno prossimo chiederanno a Berna il rinnovo della concessione d'esercizio convinti che, con la buona volontà e con un coinvolgimento che finora non c'è stato, sarà possibile trovare una soluzione per sistemare il centro di Rorè mantenendo i binari.
(fonte: Corriere del Ticino)

 

14 dicembre 20077

Castione 'flirta' con Tilo

Svelato alla popolazione il progetto della nuova stazione ferroviaria. Lavori al via in settembre

Per una 'Città Ticino' che vuole viaggiare in futuro in metropolitana, servono mezzi e infrastrutture all'avanguardia. La concretizzazione di questa aspettativa passa anche dal restyling della stazione di Castione. Dall'inizio del 2010 il nodo di interscambio completerà l'offerta del servizio ferroviario regionale Ticino-Lombardia (Tilo) diventando il crocevia della Mesolcina e della Riviera. Conclusa la progettazione test del comparto ad opera del dipartimento del Territorio per valorizzare al meglio la zona industriale-artigianale, si sta affinando ora quella relativa agli accessi e all'organizzazione della futura area della fermata in collaborazione con le Ffs. Il cantiere vero e proprio aprirà nel settembre 2008 ed i lavori dovrebbero concludersi nel dicembre dell'anno seguente per un investimento di circa 30 milioni di franchi. Si prevede un bacino di utenza di 1'500 utenti al giorno. Il punto della situazione sul progetto è stato fatto mercoledì sera durante un incontro informativo promosso dal Municipio su richiesta dell'Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (Amica). La sala multiuso del Centro civico era affollata ed ha ascoltato attentamente le spiegazioni del sindaco Renzo Bollini, di Riccardo De Gottardi (direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità), di Maurizio Giacomazzi (Sezione della mobilità) e della capoprogetto generale delle Ffs Fabrizia Toletti. Numerose le suggestioni emerse dai presenti, soprattutto da parte degli abitanti di Castione che temono lo sviluppo incontrollato della frazione ed un aumento sconsiderato del traffico su via Cantonale e via Corogna anche alla luce del futuro insediamento del discounter tedesco Lidl.
La 'nuova' stazione accoglierà i treni regionali Locarno-Bellinzona (S1) e Chiasso-Bellinzona (S2) con orario cadenzato ogni mezz'ora. Una corsa su due proseguirà inoltre fino a Biasca. Il nodo sarà servito da 54 collegamenti giornalieri degli innovativi treni 'Flirt'. Agli attuali due binari ne verrà aggiunto uno che fungerà da 'ricovero' per i convogli, mentre verranno creati un sottopasso largo 4 metri e due marciapiedi (intermedio ed esterno) lunghi 220 metri. Lo stabile attuale verrà demolito per far spazio ad un centro clienti e ad un chiosco, ha spiegato Toletti. L'interscambio - ha aggiunto Giacomazzi - sarà organizzato di modo da favorire una mobilità pubblica. Vi saranno quindi fermate bus per tre linee regionali dalla Riviera e dalla Mesolcina e per quella urbana del Bellinzonese nonché verranno realizzati a sud un Park&rail ampliabile di 100 posti ed uno per le biciclette di altrettanti stalli grazie alla liberazione del sedime occupato dalla Ferrovia retica. Si prevede un afflusso di 250 veicoli al giorno. Il probabile aumento del traffico preoccupa i membri dell'Amica che hanno sottolineato a gran voce come già ora la situazione viaria è intollerabile. «Temiamo la formazione di lunghe colonne alla rotonda di via Corogna (che dà l'accesso alla stazione, ndr.). Sembra purtroppo che stiate prendendo tutto un po' troppo alla leggera. È necessario intervenire ora, prima che sia troppo tardi», è stato chiesto a gran voce ad esempio da Fabrizio Falconi. I relatori hanno preso nota, promettendo di organizzare una nuova serata quando sarà stata messa a punto la progettazione.

'Metrò Ticino'
«Entro il 2020 vogliamo creare la metropolitana per il Ticino». Parola di Riccardo De Gottardi, a capo della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità. L'alto funzionario ha illustrato le tappe del futuro servizio ferroviario regionale che comporterà in particolare un'elevata frequenza dei convogli e la riqualifica di alcune stazioni. Nella nostra regione oltre alla ristrutturazione del nodo di Castione vi sarà lo spostamento della stazione di Sant'Antonino.
(fonte: laRegione)

 

 

 

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