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Il futuro di Castione: come nasce un nonluogo

Osservazioni sulla Variante di Piano regolatore sul "comparto Castione"

 

La morsa delle industrie sull'abitato di Castione

C'era una volta un villaggio ... no, non bisogna andare neanche troppo lontano nel tempo per ritrovare uno sparuto gruppo di case disseminate fra le distese di granturco e collegate a Bellinzona - in netto anticipo sui tempi - dal trenino rosso a scartamento ridotto della Ferrovia retica che portava dalla valle Mesolcina a Bellinzona, uno di quei trenini e tram di cui in Ticino si è quasi completamente persa memoria. Oggi la stessa ferrovia si può fregiare del prestigioso titolo di patrimonio mondiale dell'umanità che Unesco ha riconosciuto alla linea del Glacier Express; invece i governanti ticinesi, dando prova di tutta la loro provinciale mediocrità, hanno scelto di abrogare la linea Castione-Bellinzona, considerandola poco significativa (contrariamente a quel che si pensa nel resto del mondo, ma questo è un dettaglio).

C'era già lo svincolo autostradale, c'era la stazione ferroviaria della linea Airolo-Chiasso dove i treni fermavano con maggiore frequenza rispetto a oggi e c'erano naturalmente i due assi stradali verso nord (l'alto Ticino) e verso est (la Mesolcina). Eppure si viveva decisamente meglio. Innanzitutto non c'erano i centri commerciali che oggi infestano e appestano il cantone, né un traffico automobilistico tanto denso da poter quasi camminare sui tetti delle automobili per chilometri senza dover toccare terra. Ma soprattutto si riusciva ancora a contenere la fame di territorio delle industrie, un'impresa cui le amministrazioni locali e cantonale oggi hanno abdicato per manifesta incapacità (o per collusione) dei loro dirigenti.

C'era persino un parco: non parlo di uno di quegli esigui, atrofici francobolli che solo uno sciagurato definirebbe "campi giochi", ma un vero parco verde con grandi alberi e panchine e vera erba; poi si è deciso di distruggerlo per far posto alle scuole medie e Castione si è ritrovato ancora piú povero di prima.

Adesso non pensiate che vorrei tornare a quei tempi: non è mia intenzione. Ma non voglio nemmeno restare fermo agli anni in cui ci si illudeva che una cementificazione sfrenata del territorio (nonché un "asfaltamento" altrettanto sfrenato) avrebbe comportato ricchezze e benessere per tutti. Occorre equilibrio in tutto, anche nell'intervento sul territorio in cui viviamo. E quanto si prospetta per Castione è tutto fuorché equilibrato.

Lo si capisce sin dalla definizione che il Dipartimento del territorio (definizione quanto mai ingannatrice: si dovrebbe parlare pittosto di Dipartimento contro il territorio) ha dato alla zona: grande generatore di traffico. Al di là dell'idiozia di una simile definizione (chi l'ha prodotta non ha grande dimestichezza con il concetto di logica: il traffico non si genera, semmai si concentra in particolari punti della rete stradale), voler riassumere in poche parole il destino di un piccolo paese di periferia è il segnale della sensibilità dimostrata dalle istituzioni nei confronti della cittadinanza. E dunque, piuttosto che indirizzare le persone verso un rapporto piú salubre con il territorio, piuttosto che diluire gli elementi nocivi (i veri grandi generatori di inquinamento, ovvero i centri commerciali) su tutto il territorio, piuttosto che agire per il benessere dei cittadini e contro l'arroganza di una certa economia spregiudicata, le istituzioni calano i pantaloni e "assumono la posizione". Peccato che poi tutto il dolore lo sentiremo noi.

Nel concreto, dopo la comparsa delle due maggiori catene di distribuzione svizzere (Migros e Coop), il comune è stato invaso anche dalle due consorelle germaniche (Aldi e Lidl); resta in sospeso il progetto di un colossale centro commerciale (polifunzionale, lo chiamano) che potrebbe suscitare l'interesse di Ikea e di chissà quale altro ciclope. Tanto per dare un'idea della sproporzione fra il territorio e le modalità con cui è sfruttato, tutti gli abitanti di Castione non riuscirebbero a riempire uno solo di quei supermercati.

l'area residenziale di Castione com'era prima dell'avvento dei supermercati
(fonte per la fotografia: www.amica-castione.ch; mia elaborazione)
l'area residenziale di Castione com'è oggi
(fonte per la fotografia: www.amica-castione.ch; mia elaborazione)
la morsa delle aree industriali (in rosso) chiude a tenaglia la zona residenziale

Nel frattempo, il municipio cosa (non) ha fatto? Niente, appunto. Il progetto di sistemazione del piano direttore (lo strumento con cui si definiscono le destinazioni delle varie porzioni di territorio) è rimasto in attesa che anche l'ultimo mostro (Lidl) si insediasse prima di far sentire la propria voce, e a questo punto è diventato completamente inutile, anche perché riesce difficile credere che un'azienda, per quanto "cooperativa" possa mostrarsi, decida di spostare una propria sede praticamente nuova di un paio di chilometri solo per courtoisie, e comunque si lascerebbe dietro un ammasso di macerie in pieno centro abitato (aggiornamento marzo 2011: come volevasi dimostrare, la Coop ha risposto picche alla richiesta di spostarsi). Il fatto stesso che un municipio abbia prima autorizzato - se non aiutato o addirittura invitato - praticamente tutte le catene della grande distribuzione a insediarsi nel territorio del comune, rigorosamente in ordine sparso, pur sapendo che era in atto una riorganizzazione del territorio stesso la dice lunga sulla serietà, la competenza e la correttezza dell'operato di quel municipio e sullo scarso uso che in quella sede si fa del pensiero intelligente. La viabilità è stata fortemente compromessa dall'insediamento dei supermercati senza che chi avrebbe dovuto farlo (perché assunto e pagato oppure eletto per quel motivo) si fosse minimamente preoccupato di prevedere gli effetti sul traffico: di conseguenza non esiste alcun rapporto logico fra le strade e i luoghi a cui esse conducono; non ci sono strutture per i pedoni o per il tasporto pubblico coordinate con i centri commerciali, né vi è un equilibrio fra le dimensioni dei centri commerciali, la loro ubicazione e la capacità delle strade che li servono. Un autentico disastro.

Aggiungiamo che l'area industriale/commerciale identificata dalla scheda di piano direttore (v. immagine qui sotto), di per sé già ragguardevole quanto a estensione dato che si parla di 40 mila metri quadrati, ignora completamente le altre aree a uguale destinazione oggi sparse per tutto il territorio comunale (v. immagine 2 qui sotto) e che si possono stimare in almeno altri 20 mila mq. Insomma, stiamo per trasformarci nel primo villaggio commerciale del Ticino!

 

Scheda di Piano direttore R8: Grandi generatori di traffico

Delimitazione indicativa delle ubicazioni idonee per grandi generatori di traffico (GGT) e superficie di vendita (SV) indicativa per ognuno dei comparti
Comparto potenzialmente idoneo per Castione

Apri la mappa ingrandita (immagine 1; 470 kB)
in rosso (elaborazione DT) la superficie di vendita (circa 40 mila metri quadrati)
Apri la mappa ingrandita (immagine 2; 470 kB)
in verde (mia elaborazione) alcune superfici supplementari attualmente sfruttate come industriali/commerciali

Progetto di sistemazione urbanistica e sviluppo territoriale del Bellinzonese
Area strategica di Castione

La stazione ferroviaria di Castione assumerà nei prossimi anni una valenza regionale nel contesto dello sviluppo urbanistico del Bellinzonese, grazie alla concomitanza di una fermata della linea Tilo, delle linee di autopostali verso la Riviera, la Mesolcina, il Bellinzonese e il Locarnese e alla presenza di un Park&ride.
Il progetto, elaborato dallo studio Planidea, prevede la definizione di aree industriali, commerciali e residenziali, spazi pubblici, uno stadio e la sistemazione delle vie d'accesso verso l'autostrada e la strada cantonale. Anche le attuali aree commerciali a est della strada cantonale doverbbero essere interessate dal progetto.

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Concetto d'offerta per il sistema ferroviario regionale Ticino-Lombardia nel 2012-2016

La linea ferroviaria Tilo - una sorta di linea metropolitana suburbana a cielo aperto - dovrebbe diventare nei prossimi anni l'elemento di punta del sistema di trasporto pubblico ticinese. In tale contesto lo snodo di Castione, in cui confluiranno i trasporti pubblici su rotaia e su strada verso nord, sud, est e ovest, nonché l'accesso stradale nord di Bellinzona, assume un'importanza di primo piano.
La nuova stazione ferroviaria è entrata in funzione a inizio dicembre 2010, insieme con l'allungamento della tratta Tilo fino a comprendere Castione. Ora si attende il logico passo successivo, ovvero una pianificazione razionale dei trasporti pubblici su strada (autopostali) combinata con la ferrovia.

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Da qualche anno è attiva a Castione un'associazione impegnata nella difesa di quel che resta del territorio di Castione: per quanto la lotta appaia impari, mi auguro che questo ennesimo topolino riesca quanto meno a indurre un brivido di nell'elefantiaca indolenza del DT e a far arretrare il municipio di Arbedo-Castione dalla propria spregiudicata gestione di quella parte di territorio che dà il nome a questo sito web.

Siti proposti

Associazione AMICA
Sotto la denominazione "Amica", (Associazione per il miglioramento ambientale di Castione) si è costituita un'unione raggruppante persone che desiderano la promozione, il mantenimento e la valorizzazione della qualità di vita sull'insieme del territorio di Castione e delle vicinanze, oggi purtroppo in pericolo a causa delle conseguenze negative dell'insediamento di grandi superfici di vendita e, piú in generale, di scelte poco giudiziose relative all'occupazione territoriale.
Pagina aggiornata il 15 marzo 2011 alle ore 22:30

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