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7 ottobre 2011

di Giovanni Galli

Lo Stato pedala per avere più bici

Nei prossimi quattro anni saranno investiti 18 milioni di franchi per sviluppare la rete di piste ciclabili. Borradori: «Il Cantone compie un passo decisivo per promuovere l'uso delle due ruote negli agglomerati»

Da oggetto di svago a mezzo di trasporto per andare a lavorare o a fare la spesa in centro. L'uso della bicicletta all'interno degli agglomerati diventa una priorità politica, per la quale il Cantone è disposto a fare maggiori investimenti e a potenziare l'apparato amministrativo. «Vogliamo compiere un passo decisivo attraverso una rete capillare di percorsi e una maggiore sensibilizzazione della popolazione», ha detto il capo del Dipartimento del territorio Marco Borradori, illustrando ieri a Bellinzona la strategia e gli obiettivi per il quadriennio 2012-2015 in fatto di mobilità ciclabile. Il problema di fondo è il traffico veicolare, che cresce dell'1,5% all'anno. Con strade sempre più vicine al livello di saturazione, la promozione della bicicletta viene considerata un'alternativa al traffico individuale motorizzato sulle brevi distanze. Convinto che la mobilità lenta abbia un forte potenziale di sviluppo, il Cantone ha deciso di assumersi un ruolo più attivo, attraverso la realizzazione di nuovi percorsi e di sistemi di bike-sharing. I nuovi percorsi si innestano su una rete esistente di circa 280 km, che ha come perno il percorso ciclabile nazionale del San Gottardo. Questa rete realizzata man mano dopo i mondiali di ciclismo del 1996 a Lugano, che hanno costituito un punto di svolta.

Cinque obiettivi
La differenza sostanziale rispetto a quanto sin qui realizzato è che i nuovi percorsi saranno promossi direttamente all'interno degli agglomerati, per incrementare l'uso della bicicletta nella mobilità quotidiana. In ogni caso, il cantone continuerà a sostenere anche gli itinerari ciclabili al di fuori di questi comprensori, dove la bicicletta costituisce il mezzo adatto per raggiungere le fermate dei trasporti pubblici. Per il prossimo quadriennio gli obiettivi sono cinque: la conclusione del percorso della Vallemaggia (l'inaugurazione del tratto Cevio-Bignasco è imminente); l'intervento al Ponte diga: la progettazione definitiva e l'avvio della realizzazione della rete ciclabile cantonale e regionale del Luganese e Mendrisiotto; la progettazione della rete ciclabile cantonale e regionale del Bellinzonese e Locarnese e la sensibilizzazione della popolazione all'uso della bicicletta per gli spostamenti quotidiani.

Una nuova organizzazione
Le misure organizzative che il cantone intende mettere in atto sono di quattro tipi. Innanzitutto una modifica della Legge sulle strade (il messaggio dovrebbe essere presentato nel 2012) per accelerare le procedure che regolano la realizzazione degli itinerari ciclabili cantonali e regionali, lasciando ai Comuni la responsabilità di quelli locali. Il Cantone, in pratica, si accollerà più competenze e maggiori oneri, visto che nella legge attuale i percorsi regionali sono condivisi con i Comuni. In secondo luogo è prevista l'aggiunta di un'unità lavorativa alla Sezione della mobilità, per promuovere la mobilità lenta. Al tempo stesso, la Divisione delle costruzioni sarà dotata di un'unità per svolgere compiti di sorveglianza e manutenzione.

Più mezzi a disposizione
A livello finanziario i mezzi saranno potenziati. È previsto lo stanziamento di 18 milioni di franchi per la prima parte degli investimenti nel Luganese e nel Mendrisiotto. Da qui al 2025 dovrebbe essere investito un importo di un'ottantina di milioni, per la costruzione di quasi 250 km di piste. Sarà pure predisposta una nuova organizzazione, che distinguerà il ruolo politico da quello tecnico e operativo, con la creazione di un comitato strategico, presieduto dallo stesso Borradori.
Finora gli organi coinvolti sono il Dipartimento del territorio e il Gruppo di sostegno agli itinerari ciclabili (Gruso), che comprende personalità del mondo del ciclismo, delle commissioni dei trasporti e degli enti regionali di sviluppo. «Con la diffusione della bicicletta per i brevi spostamenti quotidiani si prendono tre piccioni con una fava» ha commentato il presidente del gruppo Rocco Cattaneo. «C'è meno inquinamento, migliora l'attrattività turistica del territorio e si permette a tutti di fare dello sport in sicurezza».

[Fonte: Corriere del Ticino]
Pagina pubblicata il 7 ottobre 2011 alle ore 23:00