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Percorso
Stein am Rhein: il centro storico Stein am Rhein: municipio Stein am Rhein: insegne Stein am Rhein: un lato della piazza Stein am Rhein: facciata affrescata Costanza: accesso al centro storico Costanza: Graf Zeppelin Gasthaus Costanza: la cattedrale Costanza: la cattedrale (dettaglio) Costanza: la cattedrale Costanza: Pulverturm Costanza: Rheintorturm e Pulverturm
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Giro del lago di Costanza, 29 luglio-1 agosto 2006

Resoconto del viaggio

Giorno 1

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Come sempre accade quando il programma intenso, arriva puntuale l'imprevisto che lo manda a pallino: in questo caso la pioggia a ritardare la partenza da Kreuzlingen fino a dopo le 12:00, ossia con due ore di ritardo sul previsto. Almeno c' il tempo per sistemarsi in hotel.
Perdo qualche minuto a vagolare per le vie pedonali di Costanza - che non tarda ad affascinarmi - prima di avviarmi lungo la sponda svizzera del lago verso Stein am Rhein. Sin dai primi chilometri mi rendo conto che gli indigeni sono tanto fieri dei loro villaggi da guidare i cicloturisti a visitarli in lungo e in largo tramite un complesso ed estremamente tortuoso sistema di indicazioni che trasforma il potenziale rettilineo della pista ciclabile in un chilometrico serpente con il mal di pancia. E fra Kreuzlingen e Steckborn vi sono lunghe tratte sterrate che rallentano ulteriormente l'andatura; si incontra anche qualche salita qua e l.
L'arrivo a Stein am Rhein ripaga per di tutte le sofferenze: attraversato il ponte sul rinato Reno, il centro storico si apre all'improvviso mostrando una piazzetta in pav (ne trover ovunque nei giorni successivi) circondata da edifici di 3-4 piani dall'aspetto antico e con le facciate interamente affrescate. Si direbbe a prima vista la scenografia di un film, una ricostruzione a uso e consumo esclusivo dei turisti; tuttavia, a guardare bene, ci si accorge che ha ben poco di artificioso, verosimile, che anche quella piazza fa parte del contesto della cittadina; insomma, ci si trova in un borgo che ha mantenuto la sua impronta medievale e la propone oggi con estrema naturalezza.
Mi fermo per pranzare nonostante siano le due del pomeriggio, giusto il tempo per lasciare che la pioggia appena iniziata si esaurisca, e dopo un'ora sono di nuovo in sella, non senza aver preso con me due campioni piuttosto della tipica e sostanziosa pasticceria locale che mi serviranno da razioni di emergenza.
Passata la frontiera il paesaggio cambia poco: stesso stile nelle abitazioni, stesse campagne curate, terreni coltivati a mele e pere (che in buona parte serviranno per produrre dell'ottima grappa); in breve recupero il terreno perso sulla nuvola di cui sopra e mi becco in pieno l'acquazzone che prima mi aveva risparmiato. Decido di restare sulla strada principale per evitare le eventuali ciclabili sterrate (basta l'acqua a rallentarmi). A Radolfszell la pioggia cessata, in breve sono asciutto; manca una ventina di chilometri all'arrivo e comincia la discesa della costa orientale dello Zeller See, che completo in un'oretta sulla ciclabile che affianca la strada. Sono le cinque del pomeriggio. Ho scelto ri rinviare la visita a Reichenau all'ultimo giorno, dopo il giro in bici, per prendermela comoda e poter visitare le chiese con agio.

Dell'hotel a Kreuzlingen, il Bahnhof Post, non dico niente: meglio dimenticarlo. Prima visita seria di Costanza: citt turistica, con un'ampia zona pedonale nel centro e verso il lago, molti negozi, bar e ristoranti e un'area residenziale decisamente pi tranquilla nella zona settentrionale e di l del ponte. Oggi mi limito a percorrere le vie della citt senza fermarmi, come mia abitudine fare nel primo approccio con un posto nuovo: per le visite pi approfondite ci sar tempo. Mi fermo a un bar a bere qualcosa, chiedo un bicchiere di vino bianco: mi portano una caraffa (eine Schorle), ossia due decilitri abbondanti di un ottimo bianco, gelato e secco quanto serve, allungati con acqua. una bevanda rinfrescante che invoglia a bere, ma attenzione: gli stuzzichini immancabili sui tavoli dei bar italiani qui non si sa cosa siano e le conseguenze della bevuta a stomaco vuoto le sento subito nelle gambe gi appesantite dai chilmetri di oggi, tuttavia riesco da stoico a resistere e a finire la mia Schorle in tempo per trascinarmi al ristorante che mi era stato consigliato, il Barbarossa. La cena a base di pesce ottima, come ottima la composizione di dessert; in questa parte della Germania i prezzi sono generalmente pi bassi che in Svizzera e questo ristorante non fa eccezione. L'animazione nelle strade ancora viva, ma l'impegno di domani consiglia di andare a dormire.

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