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Giro del lago di Neuchâtel, 24 settembre 2005

Resoconto del viaggio

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Buona cosa sarebbe partire da Neuchâtel o dai suoi immediati dintorni, cosí da poter dedicare una mezza giornata alla visita della città prima o dopo il viaggio. Io devo ripiegare sui dintorni a causa della concomitanza con una manifestazione che ha riempito gli hotel cittadini, quindi decido di iniziare il giro da Saint-Blaise, sull'estremo nordorientale del lago, a pochi minuti dalla capitale.
I chilometri subito successivi a Neuchâtel sono piuttosto caotici a causa del traffico, ma dura poco, poiché la campagna inizia presto e le strade si svuotano di automobili.

Il primo tratto di strada è anche il piú trafficato perché Neuchâtel è il centro principale che si incontrerà lungo il percorso; mi muovo in direzione della città, fra deviazioni e ostacoli di ogni genere (conseguenze della manifestazione), ma dopo 15 km ci s ritrova in piena campagna e la strada è pressoché deserta. Il primo castello è già lí, a Colombier: per arrivarci bisogna optare per la strada che entra nel villaggio e rinunciare al lungolago; ne vale comunque la pena: l'edificio è del XIII secolo e sorge sui resti di preesistenti costruzioni romane e burgunde.
Pochi chilometri ed ecco il secondo castello (XII secolo), al centro di Boudry. A Bevaix niente castelli ma un tappeto di vigneti coltivati a pinot; Gorgier (km 24) ha un castello, ma è proprietà privata e non sono ammessi visitatori. Ce n'è uno anche a Saint-Aubin, ultimo comune neocastellano prima di passare in terra di Vaud, ma somiglia piú a un albergo ottocentesco. notevole è invece il castello di Vaumarcus, che si intravvede tra gli alberi guardando dalla strada verso la collina.
Proseguendo per strade semideserte fra il lago e i vigneti, passata Concise si arriva a Grandson (km 40): il suo splendido castello del XI secolo dà sulla via principale e sull'omonima piazza, mentre al centro del villaggio si trova la chiesa romanica di san Giovanni Battista (XI secolo). E qui mi fermo qualche minuto per riprendere fiato e guardarmi in giro.
Ultimo tratto di strada e dopo 45 km si arriva a Yverdon-les-Bains, tappa intermedia del viaggio dove mi fermo per il pranzo: conviene trovare un posto in riva al lago, magari nella zona dei centri sportivi, per non perdere il colpo d'occhio sulla costa appena percorsa. È mezzogiorno, quindi sono leggermente in ritardo sulla tabella di marcia a causa delle soste culturali, ma ho ancora molto tempo per pranzare con un panino veloce. Prima di ripartire prendetevi qualche minuto per visitare la zona archeologica dei menhir di Clendy (quartiere a est di Yverdon), vicino al sentiero pedestre che costeggia il lago.
Lasciata Yverdon inizio la risalita lungo la sponda meridionale del lago: questa seconda tappa si svolge interamente in piena campagna e da qui all'arrivo si attraverseranno solo piccoli villaggi o, come nel caso di Estavayer, cittadine tranquille. Il percorso inizia con un rettilineo di alcuni chilometri che attraversa una zona naturalistica conservata allo stato "selvaggio". La pista ciclabile è separata dalla strada, quindi si viaggia bene. D'altra parte, anche il tratto seguente su strada è tranquillo perché in piena campagna, da Yvonand a Cheyres. Qui incontro l'unico tratto in pendenza: si sale un colle con la strada che attraversa un bosco, poi si scende rapidamente di nuovo a livello del lago.
Estavayer-le-Lac è un villagio da non mancare, con il suo magnifico centro storico, il castello e - se il tempo lo permette - le spiagge. Poi una lunga scampagnata che mi allontana dal lago (Grancour, Saint Aubin), una seconda scollinata e di nuovo sulla costa a Cudrefin, proprio di fronte a Neuchâtel. La sgambata finale si svolge sempre fra il verde, praticamente fino alla méta grazie al percorso pedonale-ciclabile (forse è recente perché sulla mia carta non figura).
Riprendo fiato alla stazione, dove avevo lasciato l'automobile (ci sono alcuni parcheggi gratuiti), e getto un ultimo sguardo al lago: è stato un bel viaggio, rilassante e piacevole, fra lago campagna e vigneti: si potrebbe definire un giro verde. Basta indovinare la giornata.

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